Rifiuti ad alta tensione. Dopo due settimane dall’inizio del nuovo “regime” Iren e il Comune di Piacenza, guidato dal sindaco Pd Katia Tarasconi, sono in difficoltà. Il sistema della raccolta puntuale in città non decolla. E l’impressione è che chi doveva organizzare il passaggio ai famigerati bidoncini forse non abbia valutato al meglio le cose da fare.
I cahiers de doléances
Per rendersi conto della situazione, basta prendere spunto dalle segnalazioni dei commercianti per voce Gianluca Brugnoli, presidente dell’associazione Vita in Centro: “In alcune zone gli svuotamenti dei bidoni indifferenziati sono previsti il giovedì dalle 18 alle 20, in altre la domenica nello stesso orario, ossia quando gli esercizi sono chiusi ed è dunque materialmente impossibile per i titolari esporre i contenitori”.
A questo calendario lunare, proseguono i cahiers de doléances, si aggiungono problemi pratici legati alla gestione dei rifiuti: i bidoncini disponibili non sempre risultano sufficienti per coprire l’intervallo tra i passaggi previsti da Iren, costringendo a trovare spazi provvisori per lo stoccaggio, cosa non semplice, soprattutto in centro storico, anche per i normali cittadini.
“Alcuni colleghi, in particolare i pubblici esercizi, si sono organizzati e a fine giornata caricano i sacchi in macchina e li portano alle campane posizionate in varie zone della città”, aggiunge Brugnoli. “Si può fare, ma è un ulteriore aggravio che ricade sulle nostre spalle, a fronte di un servizio che già ci costa parecchio e che ora rischia di trasformarsi in disservizio”.
Stangata in arrivo?
Come molti cittadini, altri commercianti, continua il presidente di Vita in Centro, “segnalano il tema del decoro. Stiamo assistendo a un proliferare di bidoni sui marciapiedi, anche in prossimità delle nostre attività, e purtroppo anche a casi di abbandono selvaggio di sacchi di spazzatura. Non un bel vedere nel salotto buono della città”, ma anche nel resto di Piacenza.
Non basta. C’è forte preoccupazione per l’impatto economico che questo sistema di tariffazione puntuale avrà sulle attività. Se per i cittadini il vicesindaco Matteo Bongiorni aveva anticipato un costo indicativo di 1,5-2 euro per eventuali svuotamenti supplementari, per le imprese la cifra definitiva sarà stabilita solo il prossimo aprile. “È difficile programmare i costi, se nessuno sa quale sarà l’esborso economico per ogni svuotamento oltre i 12 già compresi”, aggiunge Brugnoli. “Temiamo una stangata che dovremo pagare fra un anno e di cui, per altri quattro mesi almeno, non avremo alcuna contezza”.
In campo l’assessore all’Ambiente
Così, dal “non si torna indietro” tuonato dal vicesindaco Bongiorni qualche tempo fa, adesso forse si cerca di correre ai ripari. Per rispondere ad alcune delle legittime richieste delle categorie economiche, ieri l’assessore all’Ambiente Serena Groppelli e alcuni rappresentanti di Iren hanno incontrato le associazioni che fanno parte della Cabina di Regia del Comune di Piacenza, nel tentativo di trovare soluzioni condivise per superare le criticità emerse.
Iren e Comune hanno manifestato “la massima disponibilità a venire incontro alle esigenze di commercianti ed artigiani”, cercando di individuare aggiustamenti e correttivi per migliorare il servizio. Anche i singoli imprenditori – è stato garantito – possono prendere contatto con l’assessorato o con la società di raccolta per esporre esigenze specifiche e lavorare a una strategia coordinata ed efficace, conclude la nota di Vita in Centro.
Oltre 1.700 segnalazioni
Intanto, la capogruppo di Fratelli d’Italia in Consiglio comunale, Sara Soresi, apre un altro fronte: “Da un accesso agli atti, risulta che dal 2023 ad oggi il Comune di Piacenza ha ricevuto dai cittadini oltre 1.700 segnalazioni connesse alla raccolta dei rifiuti; ma ciò nonostante, l’Ente non ha sollevato alcuna contestazione nei confronti di Iren né ha trasmesso segnalazioni ad Atersir (l’Agenzia territoriale dell’Emilia-Romagna per i Servizi idrici e Rifiuti”.
Tuttavia, l’Agenzia ha iniziato a muoversi. Come spiega la nota di Soresi, “da un atto ufficiale risulta infatti che, a seguito di una segnalazione presentata da un cittadino il 29 dicembre e di successive ulteriori segnalazioni per il mancato ritiro dell’indifferenziato nei giorni previsti, Atersir ha avviato un procedimento di verifica nei confronti di Iren, applicando una penale di 2.500 euro per mancanza o irregolarità nell’esecuzione delle prestazioni, oltre alla decurtazione dell’importo relativo al servizio non erogato”.
Denunciare i disservizi
In più, Atersir ha qualificato la violazione come “inadempimento grave del contratto” da parte di Iren. E secondo l’esponente di FdI “questo è un elemento molto importante, in quanto il raggiungimento, nell’arco di un anno solare, di tre inadempimenti gravi, può condurre alla risoluzione contrattuale”.
Da qui l’invito di Soresi a continuare con la segnalazione dei disservizi: “È giusto informare il Comune, ma è fondamentale rivolgersi anche ad Atersir, allegando sempre le comunicazioni di Iren, le foto dei rifiuti non ritirati e ogni irregolarità riscontrata. La raccolta puntuale non è un favore: è un servizio che i cittadini pagano. E chi non rispetta il contratto deve risponderne”.
Giovanni Volpi, giornalista professionista, è il direttore del Mio Giornale.net. Ha iniziato al Sole-24 Ore nel 1993. Dieci anni dopo è passato in Mondadori, a Tv Sorrisi e Canzoni, dove ha ricoperto anche il ruolo di vicedirettore. Ha diretto Guida Tv, TelePiù e 2Tv; sempre in Mondadori è stato vicedirettore di Grazia. Ha collaborato con il Gruppo Espresso come consulente editoriale e giornalistico dei quotidiani locali Finegil.
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