Opinioni

Riforma del Csm: siamo arrivati alla frutta?

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Il balcone di Palazzo dei Marescialli, sede del Csm

Riforma Csm. Dopo una lunga discussione il Consiglio dei ministri ha approvato le nuove regole sul Consiglio superiore della magistratura voluta dal guardasigilli Bonafede.

Alt. Ha approvato un disegno di legge delega, che è tutt’altra cosa; perché la differenza tra un decreto legge e una legge delega è la stessa che corre tra un blindato e una diligenza. Mettiamo entrambi in una gola circondata dai pellerossa e vediamo chi ne esce vivo.

Csm, prime reazioni

Dunque possiamo prevedere che nel lungo percorso parlamentare la legge sull’organo di Palazzo dei Marescialli sarà cambiata più volte, tanto da arrivare, semmai arriverà, ad una approvazione completamente diversa da come è stata oggi concepita. Ma prima ancora che alla diligenza vengano attaccati i cavalli, le “ombre rosse” stanno già lanciando le prime frecce. “Riforma Csm, toghe in rivolta” è il titolo più frequente dei giornali di oggi.

Punti chiave

E allora vediamo quali sono le linee guida dettate da Bonafede:

  • Parità di genere: siccome le donne sono oggi maggioranza tra i magistrati, il prossimo Csm dovrà avere 10 donne e 10 uomini. Se con le elezioni non ci si arriverà, si passerà al sorteggio.
  • Sistema elettorale: un doppio turno su 19 collegi con regole tali da far impallidire quelle per l’elezione del Doge di Venezia. Il tutto per tagliare le unghie alle correnti.
  • Divieto di tornare in magistratura per i giudici che scelgono la politica. Chi ha fatto parte del Csm per 4 anni non può ricevere incarichi direttivi.
  • Audizione per i giudici aspiranti agli incarichi direttivi, per i quali sarà preferita l’anzianità al merito.
Falcone e Coppola

Quest’ultimo punto ci sembra il più penalizzante, soprattutto perché ci torna alla memoria la mancata nomina di Giovanni Falcone a capo dell’ufficio istruzione di Palermo. Falcone ricorda questo colloquio col pentito Frank Coppola in Cose di cosa nostra: “Signor Coppola, che cosa è la mafia?”. Il vecchio, che non è nato ieri, ci pensa su e poi ribatte: “Signor giudice, tre magistrati vorrebbero oggi diventare procuratore della Repubblica. Uno è intelligentissimo, il secondo gode dell’appoggio dei partiti di governo, il terzo è un cretino, ma proprio lui otterrà il posto. Questa è la mafia”.

L’estrazione

In più, e questo ci sembra invece positivo, andranno ascoltati anche avvocati e colleghi del candidato per sapere che tipo di giudice è nell’ambiente dove lavora. Eco del caso Palamara è la norma per la quale i membri delle potenti commissioni disciplinare e conferimento incarichi direttivo saranno estratti a sorte tra i membri del Csm.

Csm: ultima chance?

Riusciranno i nostri eroi nell’intento di riformare l’irriformabile? Non abbiamo nessuna fiducia nell’attuale esecutivo, ma se non ci riesce adesso, con l’attuale Csm piegato dal caso Palamara e con l’ordine giudiziario in affanno per lo stesso motivo, vuol proprio dire che siamo arrivati alla frutta.

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Massimo Solari è avvocato cassazionista e scrittore. Ha pubblicato diversi volumi sulla storia di Piacenza e alcuni romanzi. Ha tenuto conferenze e convegni sulla storia di Piacenza. Ha collaborato con le riviste Panoramamusei, L'Urtiga, e scrive sul quotidiano Italia Oggi.

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