Fernando Mazzocca il conquistatore. Venerdì scorso arriva a palazzo Gotico per essere audito dalle Commissioni consiliari tre (Servizi sociali e Cultura) e quattro (Sviluppo economico) su richiesta di sei consiglieri comunali dell’opposizione, primo firmatario Massimo Trespidi (Liberi) ed è subito spettacolo.
Lo spettacolo non è tanto nel professore che a distanza di cinque mesi dalla nomina come presidente della Galleria Ricci Oddi mette per la prima volta piede in città, quanto dei consiglieri comunali che ad ogni parola dello stesso metaforicamente scattano in frenetici applausi, tanto da far pensare alla famosa macchietta di Petrolini nei panni di Nerone e al suo “Bravo”… “Grazie!”.
La fiera dell’ovvio
Ma cos’ha detto il presidente Mazzocca per ottenere tutto questo consenso? Esattamente quello che tutti volevano sentirsi dire: che la Ricci Oddi è un museo importante, di caratura nazionale; che la galleria deve uscire dal letargo; che deve puntare alto; che bisogna allacciare sinergie (ma differenziandosi), frenare la parabola discendente, ripensare percorsi interni ed esterni, investire in comunicazione e saper vendere “la grande bellezza”.
Insomma, Mazzocca ha mandato in sollucchero anche l’assessore Papamarenghi, quando è passato da Petrolini a Sorrentino. “Arriverà anche un nuovo direttore”, ha ricordato il presidente, che ha aggiunto: “La Galleria oggi è il frutto di anni di disinteresse, l’allestimento non è all’altezza, c’è un gran lavoro da fare, c’è tutto da ripensare, l’allestimento è troppo affollato”.
Ora nessuno vuole disconoscere le eccelse qualità del presidente; ma dopo cinque mesi è tutto quello che può dire? No, ci mancherebbe. Infatti ha anche parlato dello scandalo della teca del Klimt: “L’allestimento è stato molto criticato, in effetti ci sono cose che non vanno però il quadro è comunque godibile. Cercheremo di migliorare anche con l’aiuto di una azienda specializzata leader del settore; spero che presto il quadro goda della visibilità che merita”. E i consiglieri comunali? Invece di domandare perché comunque in cinque mesi nessuno ha fatto niente, giù ad applaudire, fino a pelarsi le mani, sempre metaforicamente parlando.
Bartali insegna
Bene, adesso è tutto a posto. Peccato che il presidente Mazzocca abbia criticato tutto il criticabile dimenticando forse che nell’attuale Consiglio di amministrazione della Galleria, la maggioranza dei membri era presente anche nella precedente gestione (Casali, Franchi, Giuffrida, Sforza Fogliani). E anche uno solo dei luoghi comuni enunciati dal presidente – per esempio, “l’allestimento non è all’altezza, c’è un gran lavoro da fare” – significa che l’attuale situazione della Galleria è completamente da buttare. Il che vuol dire che in pratica tutta la governance precedente della Ricci Oddi non è stata all’altezza del suo compito.
Ma il presidente ha impresso una svolta? Mazzocca ha dato parole d’ordine, linee di tendenza, nuove idee espositive? Neanche l’ombra. Senza falsa modestia, credo che ognuno di noi, al suo posto, avrebbe potuto dire le stesse identiche cose, parafrasando il Bartali del “tutto sbagliato, tutto da rifare”.
Il nodo direttore
Dopo l’exploit del Gotico, adesso aspettiamo la designazione del nuovo direttore che, considerando l’investimento del Comune per il suo compenso (55mila euro lordi l’anno, pari a circa 2.900 euro netti al mese), non potrà essere un affermato fuoriclasse. Certo, il ministro Franceschini ha stanziato 145mila euro lordi l’anno, oltre un bonus di 40mila legato ai risultati, per il tedesco Eike Schmidt direttore degli Uffizi, ma Patrizia Barbieri non è Franceschini né la Ricci Oddi può paragonarsi agli Uffizi.
Sui 54 candidati, la super commissione – composta dai sette membri del Cda della Galleria; da tre figure di spicco nell’ambito della museografia nazionale; da un esperto di gestione contabile amministrativa della Galleria; da un rappresentante della rete museale regionale; da un rappresentante della Sovrintendenza regionale e da un esperto marketing e comunicazione – ha già selezionato una rosa di 14 nomi prima di arrivare alla scelta definitiva del prossimo 1° giugno.
Solo con la designazione del nuovo direttore, su cui il presidente ha garantito la massima trasparenza, la Galleria piacentina potrà spiccare il volo. Almeno questa volta, speriamo che sia scevro da errori e da incomprensioni. E se succederà, caro presidente Mazzocca, a batterle le mani allora ci saremo anche noi.
Massimo Solari è avvocato cassazionista e scrittore. Ha pubblicato diversi volumi sulla storia di Piacenza e alcuni romanzi. Ha tenuto conferenze e convegni sulla storia di Piacenza. Ha collaborato con le riviste Panoramamusei, L'Urtiga, e scrive sul quotidiano Italia Oggi.
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“Massima trasparenza” nel bando del direttore? Non proprio. Dove sono le graduatorie? Si parla di 14 nomi: chi sono? Perché nessuna comunicazione ufficiale né sul sito della Ricci Oddi, né su quello del comune?
Che pretese cara signora! Chi si crede di essere, un cittadino e contribuente?