
Francesco Rolleri guarda avanti con decisione. E propone un patto al mondo delle imprese e delle associazioni economiche piacentine. Certo, la pandemia di Covid ha cambiato molte cose. Ma per il presidente di Confindustria Piacenza le nostre aziende hanno tutte le carte in regola per muoversi nella direzione giusta. Ed affrontare un futuro che se è ancora pieno di insidie, può offrire anche importanti opportunità di crescita.
“Non si deve dimenticare che a livello economico siamo ancora all’interno di una situazione di emergenza”, afferma Rolleri. “Da pochi mesi siamo usciti da un lockdown molto pesante. E da imprenditori, anche nel peggiore degli incubi, mai avremmo immaginato che lo Stato ci imponesse di chiudere le nostre aziende. Se oggi abbiamo riaperto, e il Covid qui sta impattando in modo minore, il quadro internazionale è ancora complicato. Purtroppo, come vediamo da quello che sta succedendo all’estero, i tempi per uscire dalla pandemia saranno ancora lunghi”.
Quanto dovremo attendere, presidente Rolleri?
“Di certo non possiamo pensare che tutto finisca entro l’anno e stare alla finestra. Le nostre imprese devono imparare a convivere al meglio con una situazione del genere”.
Che cosa state facendo per affrontare i prossimi mesi?
“Uno dei temi più importanti della nostra agenda, che avevamo già in mente nell’era pre Covid, visto che l’inizio del 2020 non si presentava comunque roseo, è quello che definiamo sinergie per lo sviluppo; perché è essenziale che le imprese trovino il modo di crescere anche nei momenti di difficoltà”.
Come si realizzano queste sinergie per lo sviluppo?
“Al primo punto ci deve essere la disponibilità ad aprire i piani strategici delle nostre aziende anche agli altri colleghi imprenditori. E cioè essere molto chiari nel dire quello che si voleva fare nella situazione pre Covid e che cosa manca per raggiungere quegli obiettivi”.
Auguri, lei chiede ai suoi colleghi un vero cambio di mentalità…
“Guardi, nel momento in cui un gruppo di imprenditori, che naturalmente pensano di conoscere a fondo le proprie aziende, si siede attorno a un tavolo e comincia a discutere di questi temi, può fare scoperte importanti. Filoni da cui emergono grandi opportunità per tutti. Come per esempio dall’affrontare insieme un mercato estero sul piano del marketing, o dal condividere parte delle produzioni. A maggior ragione considerando che il nostro tessuto imprenditoriale è costituito da piccole e medie aziende, che spesso devono combattere contro player dalle dimensioni molto più consistenti. E noi dobbiamo essere bravi a creare questi momenti di incontro e di confronto, stimolando la ricerca di soluzioni vincenti in tutti i settori”.
Dove vanno aperti questi tavoli?
“Per prima cosa le sinergie per lo sviluppo vanno coltivate al nostro interno; ma soprattutto sono legami che oggi vanno creati con le altre associazioni del territorio per essere ancora più forti. Non è il momento delle battaglie ma della grande collaborazione, per trovare quegli elementi di miglioramento che vedo anche all’interno di un periodo così difficile. E tutti devono avere ben chiaro che il mondo di febbraio 2020 non è quello di settembre 2020”.
Possiamo dire che Confindustria tende la mano a Confapi, che ha appena eletto Giacomo Ponginibbi alla sua presidenza?
“Faccio gli auguri a Ponginibbi per il suo nuovo incarico; il mio discorso però vale per Confapi, per la Libera artigiani, per l’Upa, la Cna, quindi per tutte le realtà che rappresentano i datori di lavoro nella provincia di Piacenza, nessuna esclusa. Noi siamo l’associazione di riferimento per l’economia del nostro territorio, ed è chiaro che in questo contesto dobbiamo avere un ruolo trainante, da protagonisti”.
Passiamo al rapporto con il settore pubblico, Governo, Regione ed Enti locali: un mondo che lei conosce bene, visto che in passato ha fatto anche il sindaco e il presidente della Provincia; come vanno le cose, anche alla luce delle risorse che arriveranno con il Recovery Fund?
“Ci tengo a dire che reputo la mia esperienza amministrativa un vero valore aggiunto. Come sindaco di Vigolzone e poi da presidente della Provincia di Piacenza ho imparato a conoscere bene la macchina della Pubblica amministrazione. E le dirò, la burocrazia non è un male, come tanti credono. Se gestiti a dovere, questi meccanismi danno grandi garanzie ai cittadini, che poi sono gli azionisti di riferimento della Pubblica amministrazione che con loro deve fare i conti; a differenza degli imprenditori che godono di ben altre libertà decisionali. Insieme, pubblico e privato possono fare la differenza per rilanciare il nostro territorio”.
E sulle risorse in arrivo?
“Noi abbiamo chiesto che le Amministrazioni pubbliche elaborino al più presto dei progetti. Ma anche noi dobbiamo fare la nostra parte, nel solco di quanto sviluppato con il tavolo Covid, che grazie al confronto positivo tra Comuni e associazioni di categoria ha già portato a un aumento dei finanziamenti regionali. In particolare, sul territorio piacentino vorremmo dare il nostro contributo con una serie di progetti che sfruttino al meglio i fondi in arrivo e che siano velocemente realizzabili”.
Qualche esempio?
“Ci muoveremo nell’ottica del Recovery plan, del Green deal e della sostenibilità ambientale; sul fronte energetico e della rivoluzione digitale. In quest’ultimo ambito stiamo imparando che sul territorio si possono aprire delle prospettive che fino a qualche settimana fa sembravano un’utopia, come per esempio quella di ripopolare le nostre zone montane grazie allo smart working”.
Ci spieghi…
“Oggi con lo sviluppo del lavoro a distanza le cose stanno cambiando. Molti imprenditori, tra cui il sottoscritto, costretti dal Covid, hanno scoperto che lo smart working può dare buoni risultati anche a vantaggio della qualità della vita dei loro dipendenti; e in generale di quella ambientale con la riduzione dell’inquinamento generato dai trasporti per raggiungere il posto di lavoro. Vantaggi che stanno già emergendo in questa fase, diciamo da zona mista per usare un termine calcistico, con parte dei dipendenti in azienda ed altri che lavorano da casa, dove ci sono ancora alcune difficoltà di coordinamento”.
Dove investire?
“Se vogliamo andare davvero in questa direzione, servono investimenti molto forti sulle infrastrutture di rete e sul capitale umano anche a livello tecnologico. Parallelamente, serve un piano per sostenere quelle attività che finora ruotavano attorno ai centri direzionali, come trasporti, commercio e ristorazione, che in parte vedrebbero ridotto il loro giro d’affari dall’incremento dello smart working. Una strada che se vogliamo era già segnata, ma che la pandemia di Covid ci sta facendo percorrere molto più velocemente”.
Da qui alla fine dell’anno a Piacenza si giocheranno due partite importanti che vedono Confindustria in prima fila: quella del Consorzio di Bonifica e della Fondazione di Piacenza e Vigevano; come le affronterà?
“Si tratta di due realtà tanto diverse quanto fondamentali per il nostro territorio; credo che in entrambi i casi siano state gestite bene e che si debba continuare nel solco della continuità, segnato dal compianto presidente Zermani per il Consorzio e dal presidente Toscani per la Fondazione”.
Un’ultima domanda sulla logistica, settore chiave dell’economia piacentina, che molti vedono come l’unica vera possibilità di sviluppo del nostro territorio: presidente Rolleri, lei come la pensa?
“È fuor di discussione che la logistica sia il comparto che negli ultimi anni ha visto la massima espansione. È anche indubitabile che sia un valore per il territorio; ed è miope mettere in evidenza solo alcune esternalità negative. Detto questo, mentre Piacenza si promuove automaticamente per insediamenti di questo tipo per la sua collocazione geografica, è necessario spingere sull’acceleratore per l’attrazione di attività manifatturiere. Fare industria a Piacenza si può. Su questo, Confindustria Piacenza sta lavorando da tempo. Uno dei temi del mio mandato, in continuità con il presidente Rota, sarà proprio ‘Invest in Piacenza’, un progetto di marketing territoriale per attrarre insediamenti produttivi”.
Giovanni Volpi, giornalista professionista, è il direttore del Mio Giornale.net. Ha iniziato al Sole-24 Ore nel 1993. Dieci anni dopo è passato in Mondadori, a Tv Sorrisi e Canzoni, dove ha ricoperto anche il ruolo di vicedirettore. Ha diretto Guida Tv, TelePiù e 2Tv; sempre in Mondadori è stato vicedirettore di Grazia. Ha collaborato con il Gruppo Espresso come consulente editoriale e giornalistico dei quotidiani locali Finegil.
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