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Roma è di tutti, come salvarla dal degrado?

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Papa Francesco in visita al Campidoglio con la sindaca Virginia Raggi

Roma si lecca le ferite, tante, mai come oggi. Anche Papa Francesco è corso al suo capezzale. In visita al Campidoglio, ne ha parlato con chiarezza: per Roma ci vuole di più, molto di più. “Serve una rinascita morale e spirituale”, ha detto il Santo Padre.

Con un’amministrazione ridotta come quella della sindaca Virginia Raggi, le cose però non possono che peggiorare. L’arresto per corruzione di Marcello De Vito, il 5 Stelle presidente del Consiglio comunale, per la vicenda dello stadio giallorosso, è solo l’ultimo tassello di una situazione diventata insostenibile.

Intanto il degrado di Roma sembra inarrestabile. Prosegue da anni e cresce ogni giorno che passa nell’impotenza amministrativa. C’è il degrado tragico delle periferie sociali, come a San Lorenzo, dov’è stata uccisa la 16enne Desirée Mariottini. O all’Axa, dove un ragazzo come Manuel Bortuzzo ha perso l’uso delle gambe per un colpo di pistola sparato a casaccio. Quel degrado che all’occorrenza diventa strumentale alle sfilate mediatiche, come in occasione dell’abbattimento delle ville dei Casamonica o di qualche campo rom.

Poi c’è il degrado del quotidiano, delle cose di normale amministrazione, che non attira nessuna sfilata. Prima l’acqua, ricordate? E poi le buche, i rifiuti e adesso le fermate della metropolitana del centro chiuse per gli incidenti alle scale mobili. E qualcosa tra le municipalizzate in crisi di sicuro ci siamo dimenticati.

Ma di quale città stiamo parlando? Della Capitale italiana. E in quale grande città dell’Europa che conta cose del genere non si risolvono al massimo in qualche mese, mettendo la parola fine al problema? È questo che ci si dovrebbe aspettare da cittadini e da italiani che pagano le tasse. Che qualcuno eletto per farlo intervenga e risolva situazioni di banale quotidianità che hanno superato il limite del grottesco.

Chi dovrebbe intervenire? Certo, anche il governo, che a Roma ha i suoi palazzi. Ma non mandando l’esercito a chiudere le buche o a smaltire i rifiuti. Va aperta una procedura d’urgenza, anche con una legge ad hoc. Una normativa speciale che salti tutte le pastoie burocratiche che paralizzano Roma e prostrano i suoi cittadini.

C’è troppo in gioco e troppo da risolvere per muoversi in una normalità che non esiste più. Prima di tutto c’è da garantire la qualità della vita di milioni di persone. Poi c’è l’immagine del nostro Paese, non da cartolina ma sostanziale – come abbiamo visto anche con la visita del presidente cinese Xi Jinping – di cui Roma è la stella polare.

Una Capitale straordinaria, un tesoro millenario che non ha bisogno di presentazioni. Pensate, ridotta com’è, per TripAdvisor resta comunque la terza meta al mondo più apprezzata dopo Londra e Parigi, che Roma surclassa per bellezza, opere d’arte, storia e per tutto quant’altro volete. Cosa potrebbe essere, se tornasse solo una metropoli normale?
E allora qui non è questione di 5 Stelle, Lega, Pd o di qualsiasi altro partito insediato al Campidoglio. Roma è diventata un’emergenza da sos per tutti e va salvata. Non si può più aspettare.

 

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Giovanni Volpi, giornalista professionista, è il direttore del Mio Giornale.net. Ha iniziato al Sole-24 Ore nel 1993. Dieci anni dopo è passato in Mondadori, a Tv Sorrisi e Canzoni, dove ha ricoperto anche il ruolo di vicedirettore. Ha diretto Guida Tv, TelePiù e 2Tv; sempre in Mondadori è stato vicedirettore di Grazia. Ha collaborato con il Gruppo Espresso come consulente editoriale e giornalistico dei quotidiani locali Finegil.

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