Cultura

Romanzo Quirinale: alla scoperta dei segreti della Reggia italiana

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Quirinale: questo articolo dedicato alla Reggia italiana è il primo di una serie. Nei successivi vi racconteremo le vicende salienti e gli aneddoti più gustosi della permanenza nei suoi saloni dei vari presidenti che si sono susseguiti nella storia della Repubblica. In attesa che a febbraio 2022 venga eletto il nuovo inquilino del Colle e prosegua il “Romanzo Quirinale” (citazione da Dagospia), che ci accompagna da oltre 70 anni. (gv)

Per età, lusso, estensione e costi di manutenzione il Quirinale batte con scioltezza Casa Bianca, Cremlino, Eliseo e Buckingham Palace. Col suo costo annuo di 241 milioni di euro (dati 2018) si colloca al top della lista. Battendo la residenza della regina Elisabetta (40 milioni l’anno) di cinque lunghezze. Gli ultimi dati dell’Eliseo parlano di circa 124 milioni l’anno, circa la metà del Quirinale.

I dipendenti di Sergio Mattarella erano 765 sempre nel 2018; il doppio dei dipendenti della Casa Bianca. E guadagnano anche il triplo dei loro omologhi di Washington. Oggi voci non ufficiali parlano di circa mille dipendenti del Colle che è “molto riservato” su queste informazioni.

Da Costantino a Napoleone

Ciò nonostante il palazzo, che merita assolutamente una visita, è davvero un’eccellenza italiana che molti ci invidiano; nato come residenza estiva dei Papi alla fine del 1500, fin dall’epoca romana era un luogo di delizie, apprezzato per l’aria buona. Costantino vi aveva fatto erigere le sue terme, delle quali facevano parte le colossali statue dei Dioscuri che oggi compongono l’omonima fontana di fronte all’ingresso del palazzo. Nel 1573 papa Gregorio XIII Boncompagni ordina ai suoi architetti (Bernini, Fuga, Mascherino, Domenico Fontana) la costruzione della reggia, che durerà oltre 10 anni. Da allora 30 papi, 4 re d’Italia e 12 presidenti della Repubblica hanno abitato le sue 1.200 stanze, ognuno migliorandola e rendendola più sontuosa.

Chi non ricorda la scena esilarante nel film Il Marchese del Grillo dell’irruzione nel palazzo dell’esercito francese con l’arresto di Pio VII Paolo Stoppa? Dopo la conquista francese, Napoleone Bonaparte (che non ha mai visitato Roma) decide di fare del Quirinale la sua seconda reggia. E ordina di cancellare tutte le immagini religiose e di sostituirle con le api napoleoniche. Alcune tracce di questi lavori sono ancora visibili, ma hanno riguardato solo alcuni saloni lasciando intatto il resto.

Trattandosi di una residenza papale, era indispensabile prevedere una cappella per le funzioni religiose. Si tratta della cappella Paolina, oggi usata per concerti, che ha le stesse dimensioni della più famosa cappella Sistina.

Scrigno di tesori

Ogni sala del Quirinale è una sorpresa e contemporaneamente uno scrigno di tesori attentamente custoditi e catalogati. Il salone dei Corazzieri; la sala delle Stagioni; la sala del Diluvio; quella delle Virtù; la sala di Ercole e quella del Bronzino; la sala degli Ambasciatori e quella degli Scrigni; fino al salone delle feste, dove giura ogni nuovo governo e dove si tengono i banchetti di Stato.

E poi lo studio alla Vetrata, nella torre del Mascherino, quella dalla quale sventolano le bandiere dell’Europa, dell’Italia e lo stendardo presidenziale (ma solo se il Presidente è nel palazzo). Nello studio alla Vetrata, di solito, il Presidente legge il messaggio di fine d’anno e riceve le delegazioni dei partiti durante le crisi di governo.

Ma il Quirinale non è solo il palazzo: gli splendidi giardini, 4 ettari – circa 50 pertiche piacentine – nel pieno centro della città, su una terrazza naturale dalla quale si vede tutta Roma, sono tradizionalmente aperti al pubblico gratuitamente per la festa del 2 giugno. Ma da poco, grazie all’associazione degli ex dipendenti del Quirinale, chiunque – previa prenotazione sul sito del Quirinale – può visitare sia i giardini che tutto il piano nobile con guide d’eccezione.

I pranzi di Stato

Recentemente ho visto uno splendido servizio televisivo su un banchetto di Stato dell’Eliseo che, va ribadito, rispetto al Quirinale è un bilocale. Le riprese indugiavano sulle cucine e sull’impiattamento, seguivano le portate dal seminterrato al piano nobile e fino al tavolo presidenziale. Si vedeva Macron ricevere gli ospiti e il tragitto dall’ingresso alla sala da pranzo.

Al Quirinale un simile servizio sembra impensabile, almeno ai tempi di Mattarella, schivo e riservato fino all’eccesso; ma magari in futuro, con il prossimo presidente, potrebbe essere possibile. Le stoviglie non mancano: quelle dei Savoia occupano quasi un quarto del piano terra, racchiuse in sontuose vetrine. Sono la gioia degli appassionati (chi scrive, alla terza sala era già abbastanza sazio) e non hanno nulla da invidiare ai servizi da tavola di Buckingham Palace.  Della cucina si sa che occupa 700 metri del seminterrato, che i cuochi del Quirinale sono in grado di preparare piatti per arabi, ebrei, celiaci e vegani e che le verdure arrivano dalle tenute presidenziali di San Rossore e Castelporziano.

Le alternative al Quirinale

E se, per esempio, il nuovo Presidente dovesse stufarsi del fasto quirinalizio e volesse vedere un po’ di mare? Ha a sua disposizione villa Rosebery, la preferita di Giorgio Napolitano, a Napoli, sulle colline di Posillipo, in splendida posizione panoramica. Vuole andare a caccia? È disponibile la tenuta presidenziale di Castelporziano, 59 chilometri quadrati tra Roma e il mare. La stessa estensione del comune di Fiorenzuola d’Arda. Oscar Luigi Scalfaro ha invece ceduto alla Regione Toscana l’altra storica residenza di San Rossore, nei pressi di Pisa (29 km quadrati), che ne ha fatto un parco naturale.

I mitici Corazzieri

Non si può lasciare il Quirinale senza parlare dei suoi Corazzieri. Il reggimento delle guardie d’onore del presidente della Repubblica che con le loro scenografiche divise presidiano gli accessi del palazzo, affiancano (a cavallo o in moto) l’auto del Presidente durante le cerimonie e lo accompagnano durante le visite ufficiali.

Sono circa 120, comandati da un colonnello, e fanno parte dell’Arma dei Carabinieri. Uno dei requisiti per esservi ammessi è l’altezza, che non dev’essere inferiore al metro e novanta. Quasi tutti sono tiratori scelti e devono essere particolarmente atletici per sopportare le lunghe guardie, immobili, nelle occasioni ufficiali.

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Massimo Solari è avvocato cassazionista e scrittore. Ha pubblicato diversi volumi sulla storia di Piacenza e alcuni romanzi. Ha tenuto conferenze e convegni sulla storia di Piacenza. Ha collaborato con le riviste Panoramamusei, L'Urtiga, e scrive sul quotidiano Italia Oggi.

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