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Russiagate in salsa italiana? No grazie

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L'ex vicepresidente americano Joe Biden

Russiagate: è successo anche da noi? “La Russia ha interferito con il referendum costituzionale italiano dell’anno scorso. E sta aiutando la Lega e il Movimento 5 Stelle in vista delle prossime elezioni parlamentari”. Così parlò l’ex vice presidente degli Stati Uniti Joe Biden. L’ha fatto in un articolo pubblicato sulla rivista Foreign Affairs dal titolo “Come resistere al Cremlino”, scritto assieme all’ex vice assistente segretario alla Difesa Michael Carpenter. E che prove offre l’ex braccio destro di Obama? Nessuna.

Russiagate: la replica dei 5 stelle…

Le risposte a un Russiagate italiano non si sono fatte attendere. “Bisogna saper perdere. E soprattutto bisogna rispettare il voto dei cittadini italiani. Un anno fa l’allora governo americano e quello italiano puntarono sulla vittoria del Sì al referendum costituzionale del 4 dicembre. Gli italiani se ne fregarono altamente delle loro indicazioni, andarono a votare in massa e salvarono la Costituzione da una riforma scriteriata. Noi girammo tutta l’Italia per mesi per denunciarne i pericoli”. È la risposta su Facebook dei 5 stelle.

I grillini aggiungono poi che Biden afferma anche che sarebbe colpa di Putin se Trump ha vinto e la Clinton ha perso. Ma che, non portando alcuna prova del suo assunto sul Russiagate, “questo è inaccettabile e francamente queste insinuazioni hanno stufato”. Ma la replica non si limita a questo. “Abbiamo rifiutato gli aiuti pubblici italiani, figurarsi se abbiamo mai pensato di riceverne di stranieri. Noi facciamo da soli, non abbiamo e non vogliamo e rifiutiamo categoricamente e assolutamente qualsiasi aiuto”.

…e quella della Lega

Salvini non è da meno. “Gli italiani e non Putin faranno perdere Renzi. Renzi ha perso il referendum e se perderà le elezioni, è perché gli italiani hanno buon senso, non perché lo vuole Putin. Un buon rapporto con la Russia è strategico per l’Italia e per le imprese italiane, le sanzioni contro Mosca sono una follia che toglieremo. Non perché lo dice Putin, ma perché nell’interesse nazionale italiano. E lo faremo non perché qualcuno ci paga, ma perché semplicemente è giusto. Il resto è fake news”.

Da che pulpito

A noi non resta che rilevare che Putin non è certo un esempio di democrazia o di fair play. Che non si è mai candidato a vincere l’Ambrogino d’oro o il premio della Bontà. Ma che Joe Biden si permetta di dare lezioni di correttezza istituzionale, appare quantomeno fuori luogo. Lui, personalmente, potrà anche essere stato la Giovanna D’Arco di Washington. Ma la Nazione che ha rappresentato per 8 anni non era stata soprannominata “il gendarme del mondo” per caso.

Vogliamo parlare della Cia e di Noriega? Dell’invasione di Grenada del 1983? Dei complotti orditi per decenni contro Fidel Castro e recentemente venuti alla luce proprio grazie all’ordine di Trump di aprire gli archivi dei servizi segreti? Si potrebbe parlare dei rapporti non particolarmente cristallini degli Usa con l’Arabia Saudita, con Israele, col Cile (ricordate Salvator Allende?), con il Vietnam o con la Corea del Sud… ma il discorso diventerebbe troppo lungo.

Biden, un’occasione per tacere

Riassumiamolo così: la ferrea deontologia che vediamo nei film americani, l’assoluto rispetto della parola data, dell’onore e dell’altra paccottiglia patriottica che ci propinano, dura finché si calpesta il territorio degli States. Ma appena si varca il confine che divide gli americani dal resto del mondo, la retorica si affievolisce fino a farsi benedire. E non esiste nulla di proibito o di disdicevole, purché si riesca a far prevalere l’interesse – molto spesso biecamente economico – degli Stati Uniti. E allora limitiamoci a dire che Joe Biden, se non ha prove, semplicemente ha perso un’occasione per tacere.

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Massimo Solari è avvocato cassazionista e scrittore. Ha pubblicato diversi volumi sulla storia di Piacenza e alcuni romanzi. Ha tenuto conferenze e convegni sulla storia di Piacenza. Ha collaborato con le riviste Panoramamusei, L'Urtiga, e scrive sul quotidiano Italia Oggi.

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