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Salvini ha perso il tocco magico?

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Matteo Salvini. Il Senato lo manda a processo per i migranti della Open Arms. E Lui, secondo il suo solito copione, sbruffoneggia:  «Contro di me festeggiano i Palamara, i vigliacchi, gli scafisti e chi ha preferito la poltrona alla dignità. Sono orgoglioso di aver difeso l’Italia e lo rifarò; anche perché solo in questo luglio gli sbarchi sono sei volte quelli dello stesso periodo di un anno fa, con la Lega al governo. Vado avanti, a testa alta e con la coscienza pulita, guarderò tranquillo i miei figli negli occhi perché ho fatto il mio dovere con determinazione e buonsenso».

Sbarchi e tocco magico

Che in questo periodo gli sbarchi siano aumentati è sotto gli occhi di tutti e questo inevitabilmente fa un po’ il gioco di Salvini. Ma da lì a risalire nei sondaggi, per la Lega ormai da incubo, ce ne corre. Dopo mesi o anni, compreso quello di governo giallo-verde, nei quali le parole di Salvini erano accolte dagli italiani del bar sport come un balsamo è arrivata la pandemia. E il leader leghista sembra aver perso il tocco magico. Fino a scadere, nei giorni scorsi, nella partecipazione ad un convegno negazionista con Sgarbi e Bocelli, che poi si è scusato, dicendo che le sue parole erano state equivocate.

Costituzione ed Einaudi

Salvini, ostentatamente senza mascherina, no. Nel suo sproloquio aggiunge: «Mi tengo stretto l’articolo 52 della Costituzione (“la difesa della Patria è sacro dovere del cittadino”) e ricordo le parole di Luigi Einaudi: “Quando la politica entra nella giustizia, la giustizia esce dalla finestra”. Non ho paura, non mi farò intimidire e non mi faranno tacere: ricordo che per tutti i parlamentari, presto o tardi, arriverà il giudizio degli elettori».

Allora: l’invocato articolo 52 della Costituzione riguarda i militari e non i ministri. Il voto del Senato risponde alla domanda se il tribunale dei ministri, che ha chiesto di giudicare Salvini, era animato o meno dal fumus persecutionis. E il Senato, con un voto certamente politico, ha risposto di no.

Magistrati insospettabili

Il leader del Carroccio sarà giudicato colpevole o innocente? Ad oggi non lo possiamo sapere. Sarà giudicato da Palamara, come afferma lui? Né da Palamara né da suoi protetti o da magistrati spinti da lui. Chi formerà il collegio non sarà così ingenuo da porgere il fianco ad un sospetto del genere.

E se verrà condannato (diamogli, come a chiunque, un 50% di possibilità) per lui scatterà la legge Severino, che ne comporterà l’ineleggibilità per cinque anni. E forse una Lega guidata da Zaia o da Giorgetti potrà tornare sulla cresta dell’onda. Magari nella legislatura 2028/2033.

Tutti o nessuno

Innocenti gli altri ministri del governo giallo-verde? A nostro parere no, perché ogni decisione era presa anche dal premier Conte (che ieri in Senato applaudiva ostentatamente gli interventi contro Salvini) e da Danilo Toninelli, all’epoca ministro delle Infrastrutture, porti compresi.

Verranno processati? Se i giudici saranno equanimi a nostro giudizio sì. Con quali conseguenze sulla stabilità italiana è sotto gli occhi di tutti. Potevano evitarlo? Sì, lasciando cadere l’accusa a Salvini. Ma Conte, in certi casi, sembra Sansone, che è disposto a morire con tutti i Filistei.

Può darsi che l’avvocato degli italiani la faccia franca, come al solito. E certamente Salvini – alla sbarra – chiederà che anche lui venga processato. Insomma, nei prossimi mesi avremo quest’altra farsa di cui occuparci. Anche se ne avremmo volentieri fatto a meno.

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Massimo Solari è avvocato cassazionista e scrittore. Ha pubblicato diversi volumi sulla storia di Piacenza e alcuni romanzi. Ha tenuto conferenze e convegni sulla storia di Piacenza. Collabora con le riviste L'Urtiga e Panoramamusei.

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