Attualità

Salvini, le elezioni anticipate e la partita del Quirinale

salvini-le-elezioni-anticipate-e-la-partita-del-quirinale

Salvini non sa più che pesci pigliare per far cadere il governo Conte. L’ultima querelle aperta dal vicepremier e ministro dell’Interno è sull’anticipo della manovra economica in pieno braccio di ferro con Bruxelles. E cioè scriverla in estate, anticipando i tempi canonici dell’autunno. Salvini ha annunciato addirittura che a luglio convocherà al Viminale le cosiddette parti sociali (sindacati, organizzazioni imprenditoriali, di categoria e così via) per per discuterne i contenuti.

Una mossa a bruciapelo, che ha preso in contropiede i colleghi di governo, dal premier al ministro Tria, che pare abbiano avuto notizia dell’uscita del leader leghista dai media, mentre stanno trattando con la Ue per evitare la procedura d’infrazione.
Ma soprattutto la mossa di Salvini ancora una volta ha messo nel mirino Di Maio e i 5 Stelle. L’altro vicepremier è infatti anche ministro dello Sviluppo economico e del Lavoro. E a lui se mai tocca parlare con le parti sociali.

Ce n’è abbastanza, sommato alle dichiarazioni dei giorni scorsi di Salvini sulla flat tax (“o me la fanno fare o me ne vado”), per andare ben al di là delle naturali provocazioni della dialettica politica. Tenuto conto che oltretutto la reazione di Di Maio non poteva essere più caustica su un altro versante, quello dell’immagine del capo del Carroccio. Il leader pentastellato ha ricordato infatti pubblicamente come nell’ultima campagna elettorale Salvini avrebbe utilizzato i voli di Stato per spostarsi da un comizio all’altro; con il ministro dell’Interno che per tutta risposta ha minacciato fior di querele.

Insomma, la tensione tra i due vicepremier ha raggiunto livelli mai visti. Con Di Maio sempre più in difficoltà, visto che oltretutto deve fare i conti all’interno del Movimento con il prepotente ritorno sulla scena di Alessandro Di Battista, “benedetto” da Davide Casaleggio.

Salvini king maker

Ma torniamo ai giochi leghisti. Se vogliamo il disegno salviniano è molto semplice, da copia-incolla. Tornare alle urne per replicare il successo delle Europee e ridisegnare un Parlamento a sua immagine e somiglianza. La campagna per le elezioni anticipate prima di tutto metterebbe in stand by il braccio di ferro con Bruxelles. E dopo un trionfo elettorale nazionale della portata europea, la sua ascesa sarà un dato di fatto. Da Roma a Bruxelles, nessuno potrà più impedirla. Qualcuno vorrà essere al suo fianco? Dalla Meloni a Berlusconi ben venga, ma per raccogliere le briciole.

Nel breve periodo, aspettare che i fatti continuino a mettere in crisi le promesse della scorsa campagna elettorale per le politiche e del contratto di governo giallo-verde diventa sempre più pericoloso; quindi meglio votare il prima possibile, per non “smagnetizzare” gli effetti del voto europeo. Poi, con un Parlamento e un Governo a trazione leghista, tutto sarà più facile, dai minibot alle manovre in deficit in barba a Bruxelles, per finire con le nomine che contano.

Sullo sfondo per il leader leghista c’è infatti un appuntamento da non perdere, la nomina delle nomine: l’elezione del nuovo Capo dello Stato che nel 2022, se non verrà sciolto, dovrà essere scelto dall’attuale Parlamento. E decidere il successore di Mattarella al Quirinale, per Salvini diventa un tassello fondamentale dell’Italia che ha in mente.

 

 

Website |  + posts

Giovanni Volpi, giornalista professionista, è il direttore del Mio Giornale.net. Ha iniziato al Sole-24 Ore nel 1993. Dieci anni dopo è passato in Mondadori, a Tv Sorrisi e Canzoni, dove ha ricoperto anche il ruolo di vicedirettore. Ha diretto Guida Tv, TelePiù e 2Tv; sempre in Mondadori è stato vicedirettore di Grazia. Ha collaborato con il Gruppo Espresso come consulente editoriale e giornalistico dei quotidiani locali Finegil.

LASCIA UN COMMENTO

Please enter your comment!
Please enter your name here

Questo sito utilizza Akismet per ridurre lo spam. Scopri come vengono elaborati i dati derivati dai commenti.