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Sarkozy: la “vendetta” di Gheddafi lascerà il segno?

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Sarkozy: è nei guai. E sono guai grossi. Monsieur Carlà è stato rinchiuso nella géndarmerie di Nanterre, banlieue nordovest di Parigi. Esattamente a metà strada tra la casa di campagna di Napoleone, la Malmaison, e l’arco di trionfo della Défense, inaugurato da un suo predecessore, François Mitterrand nel 1989, bicentenario della Rivoluzione.

Quel sorriso indigesto

Possiamo dircene dispiaciuti? Non facciamo gli ipocriti. Assolutamente no, per una serie di motivi lunghi da ricordare. Ne basti uno: l’indimenticabile risatina di sufficienza che l’allora presidente francese si era scambiato con Frau Merkel a proposito di Berlusconi nel 2011. E non per l’ex cavaliere in sé, ma perché in quel momento era presidente del Consiglio e rappresentava l’Italia.

Sarkozy: l’inchiesta

E ora veniamo ai fatti: l’inchiesta è sui presunti finanziamenti a Nicolas Sarkozy dell’allora dittatore libico Muammar Gheddafi. Si parla di bustarelle per 5 milioni di euro in denaro contante. Tutto parte da un documento libico che evocava un presunto finanziamento di Gheddafi alla campagna presidenziale 2007 di Sarkozy. Nel novembre 2016, come ricorda anche l’Ansa, il faccendiere Ziad Takieddine ha dichiarato di aver trasportato 5 milioni in contanti da Tripoli a Parigi tra fine 2006 e inizio 2007 prima di consegnarli a Claude Guéant, tra i fedelissimi dell’ex presidente, poi allo stesso Sarkozy.

Gli inquirenti, che possono trattenere l’ex inquilino dell’Eliseo per 48 ore prima che un magistrato decida sulla sua liberazione, parlano di “indizi gravi e concordanti”. E la testimonianza di Takieddine sembra in linea con quella dell’ex direttore dell’intelligence militare libica, Abdallah Senoussi, interrogato il 20 settembre 2012, dinanzi alla procura generale del Consiglio nazionale di transizione libico.

Gli altri indagati

Anche l’ex ministro e fedelissimo di Sarkozy, Brice Hortefeux, è stato interrogato questa mattina. Hortefeux è stato sentito in libera audizione e contrariamente a Sarkozy non è in stato di fermo. L’indagine procedeva a rilento dal 2012, anche per la guerra di Libia e la morte di Gheddafi. Ma un colpo di acceleratore è arrivato a gennaio con l’arresto all’aeroporto londinese di Heathrow dell’uomo d’affari francese Alexandre Djouhri con un mandato di arresto internazionale emesso dalla Francia. Sarebbe stato lui a fare da tramite per il denaro ricevuto dall’ex leader libico.

Quel sabato all’Eliseo

Per comprendere il personaggio Sarkozy, e il suo disprezzo per gli alleati, dobbiamo tornare però al pomeriggio di sabato 19 marzo 2011. In Libia le forze lealiste di Gheddafi violano il cessate il fuoco imposto dall’Onu e attaccano i ribelli. Cominciano così le ricognizioni sullo spazio aereo di Tripoli dei Mirage francesi, che attraversano i cieli dell’Italia. Poi i caccia d’oltralpe attaccano e colpiscono alcuni mezzi corazzati di Gheddafi che assediano Bengasi.

A Parigi, proprio in quelle ore, è in visita ufficiale il presidente del Consiglio Berlusconi accompagnato dal ministro della Difesa La Russa e dal sottosegretario Crosetto, tutti all’oscuro del raid francese. È Crosetto che ha raccontato le telefonate disperate ricevute dal nostro ministero della Difesa: “Abbiamo registrato il sorvolo del nostro spazio aereo di caccia francesi. Abbiamo chiesto di identificarsi e non hanno risposto. Secondo le regole, dovremmo abbatterli, cosa facciamo?”. 

Sarkozy e l’ombra di Gheddafi

Nell’imbarazzo generale gli aerei francesi ottengono il via libera italiano. E sappiamo poi che fine ha fatto il ràis di Tripoli. L’ombra di Gheddafi però oggi si sta prendendo la sua tardiva rivincita sul piccolo uomo dell’Eliseo. Quel Sarkozy oggi ritiratosi a vita privata dopo essere arrivato terzo tra i Républicains, dopo François Fillon e Alain Juppé, alle primarie per le presidenziali 2017. E pensare che c’è ancora chi non crede a questa nemesi!

Massimo Solari è avvocato cassazionista e scrittore. Ha pubblicato diversi volumi sulla storia di Piacenza e alcuni romanzi. Ha tenuto conferenze e convegni sulla storia di Piacenza. Ha collaborato con le riviste Panoramamusei, L'Urtiga, e scrive sul quotidiano Italia Oggi.

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