Home Attualità

Si scrive Kamala, si legge futuro

si-scrive-kamala-si-legge-futuro

Kamala Devi Harris, 56 anni, è la nuova vicepresidente eletta degli Usa. Dimenticate Michelle Obama. Sarà lei, Kamala, la nuova queen maker degli States nei prossimi anni.

Non ha dubbi, Kamala, quando si definisce “americana”; e secondo noi fa bene, perché il suo albero genealogico è un vero guazzabuglio: sua madre, Shyamala Gopalan, era un’oncologa specializzata nel cancro al seno nata in India, a Madras. Il padre, Donald Harris, arriva negli Stati Uniti dalla Giamaica per studiare economia a Berkeley nel 1961.

Nel campus della prestigiosa università americana i due si incontrano, quando Shyamala si reca a Berkeley per conseguire un dottorato in endocrinologia. Kamala (in lingua Tamil significa “loto”) cresce a Berkeley con la sorella minore Maya. Ed entrambe vengono discriminate fin dalla prima infanzia perché nere.

Dalla laurea al Senato

Dopo una breve esperienza a Washington, la Harris si laurea in legge in California e inizia la professione di avvocato. Dal 1990 è vice procuratrice distrettuale, nel 1998 è vice procuratrice di San Francisco, dove si interessa dei casi più eclatanti (omicidi, violenze sessuali, rapine). Nel 2003 vince le elezioni e diventa la prima procuratrice distrettuale di colore in California.

Nel 2011 si candida come procuratrice generale della California e, come si poteva immaginare, vince a mani basse. Poi, nel 2017, si candida al Senato per i democratici e vince un’altra volta. Per farla breve, dove si presenta la Harris non sbaglia un colpo.

Intanto si risposa nel 2014 a Santa Monica con l’avvocato ebreo californiano Douglas Emhoff, dopo aver avuto due figli dal precedente matrimonio. Il patrimonio della famiglia era stimato nel 2019 in 5,8 milioni di dollari.

Vicepresidente… E poi?

Mentre scriviamo è ancora in corso la furibonda battaglia legale messa in atto da Donald Trump per inficiare il risultato elettorale, dunque esiste ancora una remota possibilità che l’elezione del tiket Biden-Harris non sia confermata. Ma, alla luce dei risultati e delle più recenti pronunce dei primi tribunali che hanno esaminato i ricorsi, ci sembra improbabile che The Donald rimanga alla Casa Bianca oltre il 20 gennaio 2021.

E così, salvo imprevisti, Kamala Harris sarà il prossimo vicepresidente. Ma non è tanto questo che ci ha indotto a scrivere di lei. Tra pochi giorni Joe Biden compirà 78 anni. Dunque finirà il suo mandato a 82. L’Andreotti americano è quasi riuscito a battere due record: nel 1973, a 31 anni, è stato uno dei più giovani senatori Usa ed oggi, dopo 47 anni trascorsi tutti in politica, è il presidente eletto più anziano di sempre. È dunque improbabile che nel 2024 se la sentirà di presentarsi per un secondo mandato, che porterebbe a termine a 86 anni.

Progressista a 360°

Se nei prossimi quattro anni la nuova coppia presidenziale avrà sconfitto il Covid (e ci sembra improbabile che ciò non avvenga) la strada di Kamala per la Casa Bianca nel 2024 ci pare in discesa.

Nell’ipotesi di una presidenza Kamala Harris, dobbiamo ricordare che è contraria alla pena di morte (“il carcere a vita con esclusione della libertà sulla parola è una punizione migliore e più conveniente”); che è una convinta sostenitrice di una radicale riforma del sistema giudiziario statunitense e in particolare delle pene detentive, preferendo – ovviamente nei casi meno gravi – il monitoraggio dei condannati e il loro reinserimento nella vita produttiva.

È poi una convinta sostenitrice delle unioni civili tra persone dello stesso sesso. Già da procuratrice distrettuale, nel 2011, ha ottenuto pesanti condanne degli istituti bancari che vessavano i consumatori. Si è scontrata con Apple, Amazon, Google e gli altri giganti del Web (tutti con sede legale in California) per ottenere maggiori diritti alla riservatezza degli utenti.

Si è pronunciata contro la difesa da panico gay/trans. Questo istituto – sconosciuto da noi – è abbastanza usato negli States e in Inghilterra: al fine di ottenere sconti di pena, l’avvocato sostiene che l’aggressione o l’omicidio di persone gay o trans derivi da un “panico omosessuale” di cui è affetto l’imputato e che lo riduce in uno stato di infermità mentale.

Da senatrice, nel 2018 aveva interrogato il patron di Facebook Mark Zuckerberg sull’abuso dei dati degli utenti; e aveva protestato perché la polizia divideva i figli minori dai genitori messicani entrati illegalmente negli States. Sempre nella sua veste di senatrice aveva interrogato il procuratore generale Usa sulle interferenze russe nelle elezioni del 2016.

Insomma, se i risultati elettorali non saranno stravolti, avremo forse uno “Sleepy Joe” alla Casa Bianca, ma una vice presidente molto attiva, informata, determinata e con le idee chiare (per fortuna, diverse da quelle di Trump).

Il messaggio di Kamala

Così, ci sembrano molto evocative e incisive le parole che la Harris ha pronunciato poche ore fa a fianco di Joe Biden: “Forse sarò la prima donna a ricoprire questo ruolo, ma non sarò l’ultima. Perché ogni bambina che sta guardando la tv stasera veda che questo è un Paese pieno di possibilità. Ad ogni bambino che sta guardando stasera, quale che sia il vostro sesso, il nostro Paese vi sta mandando un messaggio chiaro: sognate con ambizione; guidate con convinzione; e vedete voi stessi in un modo che gli altri non vedono, magari perché prima non hanno mai visto niente di simile. Ma sappiate che vi accompagneranno in ogni step del cammino!”.

+ posts

Massimo Solari è avvocato cassazionista e scrittore. Ha pubblicato diversi volumi sulla storia di Piacenza e alcuni romanzi. Ha tenuto conferenze e convegni sulla storia di Piacenza. Collabora con le riviste L'Urtiga e Panoramamusei.

LASCIA UN COMMENTO

Please enter your comment!
Please enter your name here

Questo sito usa Akismet per ridurre lo spam. Scopri come i tuoi dati vengono elaborati.