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Sicilia: Berlusconi risorge, Renzi in crisi e Di Maio si morde le mani

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Da sinistra: Silvio Berlusconi, Matteo Renzi e Luigi Di Maio

Sicilia: chi ha vinto e chi ha perso le elezioni regionali? La domanda può sembrare banale, ma non è così e vedrete perché. Prima di tutto naturalmente ha vinto Nello Musumeci, capo di una coalizione di centrodestra, vicino al 40% dei suffragi. Poi ha vinto l’immarcescibile Silvio Berlusconi. Dato per defunto una volta di troppo è risorto dalle proprie ceneri come un’araba fenice. L’ex cavaliere ha vinto perché è riuscito a federare una destra rissosa. Anche se non sarà facile né agevole governare la regione. Infine, ha parzialmente vinto il Movimento 5 stelle. Con Cancelleri porta a casa un robusto 34,7%, diventando con il 26,7% il primo partito dell’isola (il secondo, molto distante, è Forza Italia con il 16,4%).

Sicilia: i numeri di Renzi

Chi ha pareggiato? Incredibilmente Matteo Renzi e il suo Partito democratico. Infatti è riuscito a rastrellare il 13% dei voti contro il 13,4% fatto registrare nel 2012. Ma 5 anni fa il Pd non aveva ancora subito la scissione dei bersaniani, che hanno preso il 5,2% dei suffragi con Fava candidato. Tuttavia, scongiurato il sorpasso della sinistra (alcuni sondaggi davano affiancati Fava e i dem tra il 9 e il 10%), il pareggio nei numeri del Pd pesa come una sconfitta. Sembra condannarlo all’irrilevanza e a un durissimo scontro interno: per quest’ennesima prova elettorale tutt’altro che esaltante nella prossima direzione del partito di certo voleranno gli stracci. E la leadership di Renzi potrebbe essere attaccata frontalmente.

Sicilia: da Alfano a Salvini

Veniamo adesso a chi ha perso del tutto. Decisamente, senza se e senza ma, è stato sconfitto Angelino Alfano. Col suo 4,2% resta addirittura fuori dall’assemblea regionale. E anche Matteo Salvini e Giorgia Meloni non possono certo cantar vittoria con la loro lista. Nonostante un grande battage mediatico, nella coalizione vincente hanno raggranellato uno striminzito 5,6%. Va detto che Fratelli d’Italia nel 2012 non era ancora nato. E che allora Salvini non era ancora segretario della Lega. Quindi per loro è stata la prima volta in Sicilia. Ma dato che Meloni e Salvini avevano detto di voler approfittare delle elezioni regionali per contarsi con Forza Italia e decidere chi tra loro avrebbe avuto la supremazia nel centrodestra, per ora Berlusconi non riescono neppure a scalfirlo.

Sicilia: Di Maio e l’astensione 

Ma torniamo al Movimento 5 stelle: non doveva intercettare il popolo schifato dalla politica tradizionale? Non doveva rappresentare la rinascita del senso civico e politico del nostro Paese? E allora, come mai la percentuale dei votanti siciliani è scesa al 46,76% degli aventi diritto, in ulteriore calo rispetto al 47,41% delle precedenti elezioni regionali? Per carità, l’astensione è un brutto segnale per tutti i partiti. Ma oggi forse chi si morde le mani più degli altri per questo motivo è proprio Luigi Di Maio

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Massimo Solari è avvocato cassazionista e scrittore. Ha pubblicato diversi volumi sulla storia di Piacenza e alcuni romanzi. Ha tenuto conferenze e convegni sulla storia di Piacenza. Ha collaborato con le riviste Panoramamusei, L'Urtiga, e scrive sul quotidiano Italia Oggi.

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