Piacenza

Slow Wine Fair 2024: presenze record e cantine piacentine protagoniste tra gli stand

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Slow Wine Fair 2024: presenze record e cantine piacentine tra le principali protagoniste della manifestazione di BolognaFiere. A colpire di più è stato il gran numero di operatori del settore, stampa e buyer internazionali – 8.500! – che hanno preso parte alla terza edizione dell’evento che dal 25 al 27 febbraio è stato dedicato al “vino buono, pulito e giusto”. A questi si sono aggiunti i visitatori privati: per loro le porte erano aperte solo domenica, ma hanno portato a oltre 12mila le presenze complessive tra i padiglioni bolognesi.

Alternativa al Vinitaly?

“Sarebbe importante che un evento così orientato agli operatori del settore possa diventare una valida alternativa al Vinitaly”, mi ha detto, soddisfatto per la tre giorni, il patron di una delle cantine piacentine presenti in fiera. Considerazione condivisa, si direbbe: i produttori infatti sono cresciuti del 43% rispetto al 2023 raggiungendo, in soli tre anni, il ragguardevole numero di un migliaio, dei quali oltre 170 sono espositori esteri.

Grandi compratori, chi divulga il mondo del vino, e anche “semplici” consumatori hanno così potuto conoscere e degustare una selezione unica: proposte – al banco d’assaggio oltre 5.000 etichette – che rispondevano ai requisiti richiesti dal Manifesto Slow Food e dalla Commissione di assaggio internazionale incaricata. Innumerevoli poi le Istituzioni presenti, tra cui, ovviamente, il presidente dell’Emilia-Romagna Stefano Bonaccini, che ha fatto una lunga sosta agli stand delle nostre cantine: sei, come vi avevo anticipato, quelle presenti.

I piacentini in fiera e i loro “vini slow”

La Tosa è l’unica piacentina ad aver ottenuto sulla Guida Slow Wine 2024 il massimo riconoscimento della ‘Chiocciola’: “è riferimento per tanti vignaioli Piacentini diventando – scrivono – una fucina di idee ed esperienze da condividere”. Stefano e Ferruccio Pizzamiglio hanno ristudiato il modo di fare vino nei nostri colli, in particolare valorizzando e scoprendo una personalità unica della Malvasia di Candia aromatica.

Su vocatissime terre rosse antiche, cura premurosa per ogni pianta e sensibilità in vigna regalano grappoli di valore assoluto. Ne nascono vini sapidi e croccanti, ma soprattutto di maturità e profondità straordinari. Il loro vino bandiera, tra i diversi portati in fiera, è Malvasia Sorriso di Cielo, incoronato Vino Slow:  il naso dalle mille sfaccettature è anticipato dalla notevole intensità cromatica. Sorso strutturato, asciutto e saporito. Meraviglia!

Torre Fornello

In fiera, di questa cantina, solo una parte dei numerosissimi vini e stili che la padronanza tecnica e la ricercata sensibilità di Enrico Sgorbati sa proporre. Le vigne crescono su terreni argilloso-calcarei, dove è abolito il diserbo chimico.

La Malvasia di Candia aromatica, al centro anche del bellissimo Donna Luigia, dà come suo vino riferimento per questa manifestazione Una 2018: un vino unico, dove la raccolta di uve botritizzate conferisce complessità e struttura, naso ricco e grande corrispondenza gusto-olfattiva.

Marengoni

Il 2023 ha segnato la conversione al biologico di tutti i vigneti dell’azienda. I vitigni, soprattutto tipici dei nostri Colli, affondano le radici in suoli argilloso-calcarei. L’azienda vitivinicola, presente con il suo stand, nasce negli anni Novanta grazie a Silvio Marengoni, recentemente scomparso, e ai figli Lino e Flavio che si distinguono positivamente per grande apertura al confronto volto a scoprire, provare e capire le produzioni delle altre realtà. Ho grande aspettativa per il frutto della loro vendemmia 2024.

La Guida Slow Wine conferisce il riconoscimento “Vino quotidiano” (premiato cioè per elevata qualità e prezzo competitivo) al Gutturnio Frizzante G842. 15.000 le bottiglie prodotte con Metodo Charmat. Al naso colpisce per tipicità e frutto, offre una bocca gustosa e dinamica chiudendo austero; decisamente gastronomico presenta un tannino fitto.

Lusenti 

Guidata da Lodovica Lusenti, questa realtà figlia di intenso lavoro e grande passione per la Val Tidone è sempre più dinamica anche grazie alla presenza della figlia Martina Ferri, che spinge verso nuovi progetti e sperimentazioni. L’azienda punta a una coltivazione sempre più sostenibile: spingendosi oltre il biologico, stano attuando prove virtuose per abbandonare lo zolfo.

Anche al loro stand sono emerse chiaramente due (entrambe incardinate su precisione tecnica e interessante beva) linee di vini: una guarda a Lodovica, con uno stile più tradizionale, e una con idee sempre più convinte di Martina, con rifermentazione e leggere macerazioni. “Vino Slow” 2024 è il Ciao Mare ’22: Barbera in rosa rifermentata in bottiglia, segna l’effervescente esordio della nuova linea. Un vino fresco e slanciato in cui il sorso è completato dalle note fruttate.

Luretta

Lucio Salamini guida l’azienda sita nel meraviglioso contesto del Castello di Momeliano, arricchendo l’esperienza di famiglia maturata dal 1988. Luretta è ormai realtà simbolo del panorama vitivinicolo piacentino anche a livello internazionale. Su terreni sabbiosi a tratti ferrosi, la scelta consolidata è quella del biologico; convivono varietà internazionali e locali come tratto distintivo della loro produzione, nota per eleganza e complessità.

Propongono bollicine fantastiche, ma alla Slow Wine Fair va provata la Malvasia Boccadirosa 2022: nuova versione dell’Etichetta, se possibile ancora più convincente della prima. Una breve macerazione prefermentativa conferisce colore carico e naso intenso dai sentori sfaccettati, tra fiori bianchi dolci e erbe mediterranee, mentre la bocca è snella e vegetale. Elegante, come ci si attende da una bottiglia Luretta.

Romagnoli

Alessandro Perini dal 2015 è il direttore tecnico di questa storica realtà della Val Nure acquisita dalla famiglia Bertola: l’Azienda è ancora un cantiere aperto (previsto anche un nuovo marchio), con positivo impatto su tutto il comparto dell’intera vallata.

Immancabile Il Pigro nelle sue diverse declinazioni che contribuiscono a far cresce ogni anno l’importanza dei loro Metodo Classico, anche se il riconoscimento di Top Wine è stato conferito al Malvasia Ape 2021: un’interpretazione moderna ed elegante, precisa e dalla bocca compatta e persistente.


 















Sante Lancerio
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