Keir Starmer: con una dichiarazione rilasciata davanti alla storica residenza di Downing Street, ha annunciato le sue dimissioni da leader del Partito Laburista e quindi dalla carica di primo ministro britannico. La decisione segna la fine del suo mandato iniziato due anni fa e apre ufficialmente la corsa alla successione nel governo di Londra.
Il premier britannico, spiega l’Agenzia Dire, non è riuscito a trattenere le lacrime nella parte finale del suo discorso, mostrando il volto più umano e sofferto di una scelta irrevocabile, per fare spazio all’ex sindaco di Manchester, Andy Burnham, dopo il crollo dei consensi. Starmer ha spiegato come il nodo della questione risiedesse nella fiducia interna alla sua stessa maggioranza in vista delle prossime scadenze elettorali: “La domanda che il mio partito si sta ponendo ora è se io sia la persona più adatta a guidarci verso le prossime elezioni generali. Ho ascoltato la risposta del mio gruppo parlamentare a questa domanda e accetto la risposta con serenità. Ogni decisione che ho preso è stata dettata dal mettere al primo posto il Paese che amo. Per questo motivo mi dimetterò da leader del Partito Laburista”.
Il colloquio con Carlo III
Starmer ha confermato di aver già avuto un colloquio in mattinata con re Carlo III per informarlo ufficialmente della sua decisione di rimettere il mandato. L’uscita di scena del premier non lascerà comunque il Paese in un vuoto di potere prolungato. Lui stesso ha già delineato la tabella di marcia per il passaggio di consegne, chiedendo un’accelerazione sulle procedure interne al partito per garantire stabilità istituzionale al Regno Unito.
“Chiederò al Comitato esecutivo nazionale del Partito Laburista di definire un calendario, con l’apertura delle candidature il 9 luglio e la conclusione entro la pausa estiva. In caso di competizione, questo garantirà che un nuovo leader sia in carica prima della ripresa del lavoro del Parlamento a settembre”, ha concluso Starmer.







