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Tajani premier: l’asso nella manica di Berlusconi?

Antonio Tajani per Berlusconi avrebbe tutte le carte in regola per essere il prossimo candidato premier del centrodestra. Una mossa a sorpresa che potrebbe cambiare le strategie di alleati ed avversari. Ma perché il presidente del Parlamento europeo sarebbe l’asso nella manica del leader di Forza Italia?

Serve un grande mediatore

Berlusconi, secondo il Corriere della sera, prima di tutto è convinto che il suo partito in un’alleanza con Lega e Fratelli d’Italia sarà quello che prenderà più voti alle prossime elezioni. E quindi che spetterà a lui l’indicazione del premier, se la coalizione di centrodestra avrà la maggioranza. Ma d’altro canto Berlusconi sa che tenere a bada gli alleati non sarà facile. E che difficilmente la sentenza di Strasburgo sulla sua riabilitazione arriverà in tempo. Quindi per palazzo Chigi servirà un uomo fidatissimo, fermo nelle sue convinzioni e con le caratteristiche del grande mediatore.

Tajani e la palestra europea

Sono doti che Tajani ha nel suo curriculum? È al fianco di Berlusconi dalla nascita di Forza Italia. E ci è rimasto con coerenza nei giorni delle vittorie e in quelli delle sconfitte. In più, dopo l’elezione a presidente del Parlamento europeo, la sua figura sul piano politico è cresciuta notevolmente. E non solo Berlusconi ne sta apprezzando le qualità in ambito istituzionale, dove Tajani quando è necessario, alza la voce a favore dell’Italia, senza uscire dal seminato proprio del suo ruolo. Un esempio? Il caso dei migranti: il presidente del Parlamento Ue non perde occasione per ricordare a Bruxelles gli impegni presi per risolvere questa emergenza e nei confronti del nostro Paese, che non può essere lasciato solo.

Il riavvicinamento con la Merkel

E poi anche nei rapporti all’interno del Ppe, Tajani sta ottenendo risultati importanti. Primo fra tutti, il lavoro che ha fatto con Angela Merkel, che proprio grazie a lui, si è riavvicinata a Berlusconi. E alla luce dei dissapori del passato tra il leader di Forza Italia e la cancelliera tedesca, è di certo un grande risultato. Insomma, il presidente del Parlamento Ue si sta conquistando sul campo un’autorevolezza a 360 gradi, che agli occhi di Berlusconi potrebbe essere utilissima nei rapporti con Bruxelles e con i leader europei, se un domani sedesse a palazzo Chigi.

Tajani, l’anti-Gentiloni

Ma c’è un altro aspetto da non sottovalutare. E cioè quello che sta succedendo sui fronti avversi. Da un lato ci sono le ultime mosse del Movimento 5 Stelle, che si sta ammorbidendo nei confronti di Bruxelles. Un cambio di strategia che rafforza Berlusconi nella convinzione che il populismo anti-europeista non prenderà il sopravvento nella prossima campagna elettorale. Quindi, Salvini e Meloni, non certo teneri verso Bruxelles, potrebbero attenuare le loro posizioni, anche alla luce della cocente sconfitta della Le Pen in Francia. E questo naturalmente andrebbe a tutto vantaggio di un candidato premier come Tajani. Poi, gettando lo sguardo sul Partito democratico, giorno dopo giorno cresce la figura di Gentiloni come alternativa a Renzi. E anche in questo caso Tajani potrebbe avere le carte in regola per sfidare un uomo altrettanto misurato come il premier del Pd che a piccoli passi si sta conquistando sempre più spazio.

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Giovanni Volpi, giornalista professionista, è il direttore del Mio Giornale.net. Ha iniziato al Sole-24 Ore nel 1993. Dieci anni dopo è passato in Mondadori, a Tv Sorrisi e Canzoni, dove ha ricoperto anche il ruolo di vicedirettore. Ha diretto Guida Tv, TelePiù e 2Tv; sempre in Mondadori è stato vicedirettore di Grazia. Ha collaborato con il Gruppo Espresso come consulente editoriale e giornalistico dei quotidiani locali Finegil.

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