Piacenza

Sì a Tarasconi candidata sindaco del centrosinistra: con De Micheli e Gazzolo tutte insieme appassionatamente?

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Katia Tarasconi; nei riquadri, dall'alto, Paola De Micheli e Paola Gazzolo

Katia Tarasconi: come previsto la consigliera regionale del Pd sarà la candidata sindaco del centrosinistra alle Comunali di Piacenza. In uno scenario che qualcuno ha definito da turbo renzismo, dopo il sì del suo partito è arrivato l’ok delle altre forze della coalizione (Articolo1, Emilia-Romagna Coraggiosa, Psi, Piacenza Più e Piacenza Oltre), cui si aggiungono Azione e pare Italia viva.

Adesso però Katia Tarasconi ha un po’ di problemi da risolvere. In primis quelli legati ai rapporti con l’onorevole Paola De Micheli e l’ex assessore regionale Paola Gazzolo. Obiettivo: avere fino in fondo il loro sostegno all’interno del Pd per battere il sindaco uscente Patrizia Barbieri.

Da Paola a Paola

L’ex assessore regionale Paola Gazzolo è stata sconfitta con onore nella corsa alla segreteria provinciale del Pd. Al congresso di giorni fa, ha ottenuto il 43% dei voti contro il 57% di Carlo Berra (sostenuto alla fine pure dalla corrente di De Micheli). E anche guardando alle elezioni cittadine, la lista di Gazzolo, che proponeva a segretario del circolo di Piacenza Gianni Crevedi, ha preso il 40% dei consensi contro il 60% di Renza Malchiodi in ticket con Berra.

Si dirà, bei numeri, ma la maggioranza vince e la minoranza si adegua. In politica però non è sempre vero. Perché con numeri così, e se oltretutto si va alle Comunali, la minoranza conta eccome. A maggior ragione se l’accordo iniziale pare fosse stato un altro. Cioè che Gazzolo dovesse diventare lei il segretario provinciale. Una giravolta non ancora del tutto digerita. Tanto che sul nome di Tarasconi l’ex assessore regionale ha dichiarato: “La candidatura è competitiva”, ma si deve “superare la contrapposizione congressuale del partito”.

E Paola De Micheli? Come ricorda qualche attento osservatore, la deputata oggi si può considerare soprattutto il terminale politico del mondo delle cooperative piacentine. Una realtà che rappresenta un bacino di interessi e di voti rilevanti per qualsiasi tipo di competizione elettorale, dalle Comunali alle Regionali, alle Politiche. Qui siamo un passo avanti rispetto a Gazzolo: da De Micheli appoggio formale a Tarasconi.

Insieme, ma decido io…

Se queste sono le posizioni di partenza, l’impressione è che più o meno in entrambi i casi siamo ancora distanti da una convinta adesione all’appello di Tarasconi. Quello fatto l’altra sera al circolo cittadino del Pd, quando ha chiesto pubblicamente a De Micheli e a Gazzolo di “fare la campagna elettorale insieme a me”. Tradotto: le due big si potrebbero anche candidare per il Consiglio comunale, con la deputata naturalmente capolista e l’ex assessore regionale a ruota.

Dalle ultime indiscrezioni pare che su questa possibilità De Micheli e Gazzolo abbiano preso tempo. I rischi ci sono. Perché quando si gioca sui consensi personali, le preferenze degli elettori a volte possono riservare delle amare sorprese. Ma c’è anche un altro motivo di perplessità. Deriva dalla concomitante affermazione di Tarasconi dopo la chiamata alle armi rivolta a De Micheli e Gazzolo.

Stiamo parlando di quel deciso “se vinceremo, non voglio ingerenze sulle nomine in Giunta”, che ha fatto storcere il naso a più di un notabile della coalizione; come se Tarasconi non fosse organica al Pd, ma una candidata indipendente, invocata per salvare il salvabile dopo il terremoto giudiziario delle scorse settimane. È un diktat che sembra negare in partenza alle forze che la sosterranno una rappresentanza condivisa in caso di vittoria; ma che forse ha anche un altro scopo: mettere in riga dentro e fuori il Pd chi pensa che nel caso diventasse sindaco, potrebbe essere condizionata nelle sue scelte dai padri nobili della coalizione – i Reggi e i Bonaccini – sull’asse Piacenza-Bologna

Applausi e trattative

Insomma, applausi della platea a parte, le trattative sono aperte anche con Stefano Cugini di Alternativa per Piacenza. E i risultati per Tarasconi non sono del tutto scontati. Se mai De Micheli e Gazzolo decidessero di metterci davvero la faccia, è lecito pensare che però lo faranno solo con il diktat mandato in soffitta. E cioè in cambio di una debita rappresentanza dei loro referenti nel futuro governo di palazzo Mercanti.

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Giovanni Volpi, giornalista professionista, è il direttore del Mio Giornale.net. Ha iniziato al Sole-24 Ore nel 1993. Dieci anni dopo è passato in Mondadori, a Tv Sorrisi e Canzoni, dove ha ricoperto anche il ruolo di vicedirettore. Ha diretto Guida Tv, TelePiù e 2Tv; sempre in Mondadori è stato vicedirettore di Grazia. Ha collaborato con il Gruppo Espresso come consulente editoriale e giornalistico dei quotidiani locali Finegil.

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