Terrepadane: Le sfide sono davvero tante. E i nuovi vertici del Consorzio agrario di Piacenza, Milano, Lodi e Pavia ne sono ben coscienti. Sfide che per i prossimi tre anni vedranno ancora in prima linea il confermatissimo presidente Marco Crotti, affiancato da Umberto Gorra, in qualità di vicepresidente, che a Piacenza tra l’altro guida Confagricoltura.
“Partiamo da una situazione contingente di tensione energetica molto pesante”, ha affermato Crotti nella conferenza stampa di stamattina a Palazzo dell’Agricoltura. “Il prezzo del gasolio è quasi raddoppiato rispetto a un anno fa, idem per i concimi. Le previsioni di aumento anche per la prossima campagna ci sono già state comunicate dai fornitori: saranno importanti, perché molti beni li stanno producendo adesso, quindi i costi energetici saranno da assorbire in seguito”.
Per contro, però, “l’andamento dei prezzi nei settori di cereali, latte, pomodoro ha visto solo delle contrazioni in questi anni. Una situazione che ci preoccupa, perché Terrepadane deve dare servizi ai soci, ma i soci poi devono produrre reddito e se non ci sono le condizioni economiche, i problemi ricadono anche su di noi”. Infatti, “non va dimenticato che Terrepadane è una cooperativa, non ha scopo di lucro, ma allo stesso tempo però deve riuscire a chiudere i conti in pareggio. Questo spiega perché ci siamo mossi prima, cercando di governare al meglio gli acquisti, ad esempio in pre campagna, grazie a una politica della nostra direzione che è sempre stata molto lungimirante, esortando sempre i soci ad acquistare in anticipo, quando le condizioni di prezzo sicuramente sono più vantaggiose. E questo, per chi ha seguito le nostre indicazioni è stato un vero benefit competitivo”.
Tuttavia, ha aggiunto Crotti, “ciò non toglie che dobbiamo investire sull’innovazione, sulla tecnologia, su strategie anche di relazione con gruppi del nostro settore e con i fornitori per cercare di ottenere il meglio nei servizi per l’agricoltore. Quindi vagliare tutte le nuove opportunità da concretizzare alle condizioni migliori possibili”.
Presidente, c’è qualche settore dove pensate di investire maggiormente?
“Uno di quelli che ci caratterizza è il settore legato al pomodoro e alla fertirrigazione. Qui siamo in assoluto leader a livello nazionale e abbiamo relazioni importanti con altri partner in Europa e non solo. Questo ci consente di avere autorevolezza e di ricoprire un ruolo di riferimento. Motivo per cui, per esempio, da un mese abbiamo aperto una sede logistica e di servizio in provincia di Grosseto, dove stiamo fornendo impianti, materiali per la fertirrigazione agli agricoltori che producono pomodoro e che l’anno scorso erano venuti a Piacenza, interessati anche ai concimi liquidi che produciamo nell’impianto di Fiorenzuola d’Arda. Lavorare in quella zona della Toscana e capire se per Terrepadane varrà la pena investirci e crescere è una bella opportunità”.
Quindi in agricoltura oggi pesa molto la specializzazione…
“Oggi è alla base di tutto: se sei specializzato riesci a dare un servizio e sei il punto riferimento. La tuttologia non paga più e noi abbiamo settori dove siamo sicuramente i più specializzati. In altri invece dobbiamo investire”.
Qualche esempio?
“Dobbiamo investire molto sulle province lombarde, soprattutto nell’area del riso che è immensa, ma dove al momento non abbiamo ancora una adeguata penetrazione. Scontiamo una nostra giovinezza nel settore, ma anche un passato in quei territori dove i Consorzi Agrari non hanno sicuramente brillato come affidabilità e credibilità. Poi c’è il settore della zootecnia, dove abbiamo conferito una delega ad hoc al vicepresidente uscente Matteo Mazzocchi; è un giovane imprenditore ma già con una notevole esperienza e aperto alle novità tecnologiche, come quelle relative alla robotizzazione delle stalle. Anche qui c’è la volontà di investire e strutturarci maggiormente: è un settore trainante che ha bisogno di figure professionali innovative, anche a fronte della contrazione del prezzo del latte per migliorare qualità ed efficienza della produzione. E poi abbiamo aperto la nostra Academy, in collaborazione con l’Università Cattolica presso l’Azienda Tadini”.
Di che cosa si tratta, presidente Crotti?
“L’Academy è orientata a formare i nostri soci e i giovani imprenditori nella gestione finanziaria. E devo dire che il corso ha avuto una notevole successo, nonostante la partecipazione prevedesse un costo importante. Insomma, come consorzio agrario non dobbiamo vendere solo prodotti, ma anche sostenere i servizi e la formazione degli imprenditori. Il tema finanziario oggi è uno dei fattori fondamentali per poter produrre reddito. Non era mai stato così centrale: le aziende sono sempre più grandi e chiaramente necessitano di competenze che un tempo non erano così importanti”.
Torniamo agli investimenti tecnologici: puntate anche sull’intelligenza artificiale di cui oggi si parla tanto?
“Terrepadane viene da investimenti importanti che ha fatto sulle tecnologie satellitari, sui controlli della fertirrigazione da remoto, quindi su tutto il tema dell’automazione. Ha già creato una divisione interna che segue questi progetti e che gestisce da remoto le aziende che sono interconnesse. Dobbiamo individuare, esplorare nuove opportunità sul mercato anche nel settore dell’intelligenza artificiale per far decollare le nostre aziende. Ma dovremo essere capaci di governarla e metterne a terra i vantaggi. Si tratta di un tema molto delicato, perché quest’innovazione porta con sé anche la gestione dei dati, un vero patrimonio delle aziende, quindi un consorzio agrario come il nostro ha il dovere di gestire anche questa innovazione”.
In che senso e con che obbiettivi, presidente Crotti?
“L’intelligenza artificiale va prima sperimentata, per poi offrire agli agricoltori quella davvero necessaria e utile, perché in giro ci sono anche tanti millantatori. Una chiave sarà la sostenibilità a livello economico e l’altra il legame territoriale con le nostre produzioni, che per noi è fondamentale. Ma soprattutto non sarà un’innovazione a prescindere dall’uomo che la mette a terra. Una sfida dove Terrepadane avrà un ruolo strategico importantissimo sia nella formazione interna dei dipendenti sia esterna rivolta ai soci, per affrontare al meglio il futuro della nostra agricoltura”.
Giovanni Volpi, giornalista professionista, è il direttore del Mio Giornale.net. Ha iniziato al Sole-24 Ore nel 1993. Dieci anni dopo è passato in Mondadori, a Tv Sorrisi e Canzoni, dove ha ricoperto anche il ruolo di vicedirettore. Ha diretto Guida Tv, TelePiù e 2Tv; sempre in Mondadori è stato vicedirettore di Grazia. Ha collaborato con il Gruppo Espresso come consulente editoriale e giornalistico dei quotidiani locali Finegil.
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