Terrepadane: gioco, partita, incontro. Il Consorzio agrario di Piacenza batte 2-0 il ministero delle Imprese e del Made in Italy. Dopo quella al Tar di Parma, arriva infatti un’altra vittoria eclatante e stavolta senza appello al Consiglio di Stato, che ha confermato le conclusioni dei giudici amministrativi emiliani, come spiega una nota di Terrepadane.
In sostanza, la sentenza giunta da Roma chiude definitivamente la vicenda delle ispezioni e del commissariamento imposti dal Mimit. Provvedimenti ritenuti in questo caso anche dal Consiglio di Stato immotivati e illegittimi nei confronti del Consorzio agrario presieduto da Marco Crotti, che domani tra l’altro terrà l’Assemblea dei soci per l’approvazione del Bilancio 2024.
La fine della diatriba giudiziaria sull’asse Piacenza-Roma ha però anche un altro significato. Segna infatti una cocente sconfitta per chi da dietro le quinte, Coldiretti in primis, sperava in tutt’altra sentenza amministrativa per poi tentare ancora una volta di prendere il controllo di Terrepadane con l’obiettivo di portarlo a far parte di Cai (Consorzi Agrari d’Italia).
La nota di Terrepadane
“Il Consorzio Terrepadane rende noto che in data 17 aprile 2025, il Consiglio di Stato di Roma con sentenza n.3358 ha respinto l’appello proposto dal Ministero del Made in Italy contro la sentenza del Tar di Parma (n. 367/2023), che aveva annullato il provvedimento di commissariamento di Terrepadane disposto su sollecitazione di alcuni Soci”, si legge nel comunicato stampa arrivato da palazzo dell’Agricoltura.
“L’annullamento è quindi stato confermato in seconda istanza ed è definitivo. Il presidente e il Consiglio di amministrazione del Consorzio Agrario Terrepadane sottolineano come la sentenza metta in evidenza ancora una volta l’assoluta legittimità della tornata elettorale che ha portato nel 2021 all’elezione del Consiglio che entrò in carica e che fu poi completamente riconfermato dalle elezioni (mai impugnate) del 2023″.
“Rilevando quindi con grande soddisfazione la bontà delle scelte assunte a suo tempo, il Consiglio di amministrazione non può non considerare con grande rammarico il notevole esborso di risorse economiche e di impegno che sono state necessariamente profuse per far fronte ai ricorsi, alle due ispezioni ministeriali ed a tutte le azioni che sono state condotte da alcuni soci in questi anni”, conclude la nota di Terrepadane.
Giovanni Volpi, giornalista professionista, è il direttore del Mio Giornale.net. Ha iniziato al Sole-24 Ore nel 1993. Dieci anni dopo è passato in Mondadori, a Tv Sorrisi e Canzoni, dove ha ricoperto anche il ruolo di vicedirettore. Ha diretto Guida Tv, TelePiù e 2Tv; sempre in Mondadori è stato vicedirettore di Grazia. Ha collaborato con il Gruppo Espresso come consulente editoriale e giornalistico dei quotidiani locali Finegil.
- Giovanni Volpi
- Giovanni Volpi
- Giovanni Volpi
- Giovanni Volpi
- Giovanni Volpi
- Giovanni Volpi
- Giovanni Volpi
- Giovanni Volpi
- Giovanni Volpi
- Giovanni Volpi
- Giovanni Volpi
- Giovanni Volpi
- Giovanni Volpi
- Giovanni Volpi
- Giovanni Volpi
- Giovanni Volpi
- Giovanni Volpi
- Giovanni Volpi
- Giovanni Volpi
- Giovanni Volpi
- Giovanni Volpi
- Giovanni Volpi
- Giovanni Volpi
- Giovanni Volpi
- Giovanni Volpi
- Giovanni Volpi
- Giovanni Volpi
- Giovanni Volpi
- Giovanni Volpi
- Giovanni Volpi
- Giovanni Volpi
- Giovanni Volpi
- Giovanni Volpi
- Giovanni Volpi
- Giovanni Volpi
- Giovanni Volpi
- Giovanni Volpi
- Giovanni Volpi
- Giovanni Volpi
- Giovanni Volpi
- Giovanni Volpi
- Giovanni Volpi
- Giovanni Volpi
- Giovanni Volpi
- Giovanni Volpi
- Giovanni Volpi
- Giovanni Volpi
- Giovanni Volpi
- Giovanni Volpi
- Giovanni Volpi
- Giovanni Volpi
- Giovanni Volpi
- Giovanni Volpi
- Giovanni Volpi
- Giovanni Volpi
- Giovanni Volpi
- Giovanni Volpi
- Giovanni Volpi
- Giovanni Volpi
- Giovanni Volpi
- Giovanni Volpi
- Giovanni Volpi
- Giovanni Volpi
- Giovanni Volpi
- Giovanni Volpi
- Giovanni Volpi
- Giovanni Volpi
- Giovanni Volpi
- Giovanni Volpi
- Giovanni Volpi
- Giovanni Volpi
- Giovanni Volpi
- Giovanni Volpi
- Giovanni Volpi
- Giovanni Volpi
- Giovanni Volpi
- Giovanni Volpi
- Giovanni Volpi
- Giovanni Volpi
- Giovanni Volpi
- Giovanni Volpi
- Giovanni Volpi
- Giovanni Volpi
- Giovanni Volpi
- Giovanni Volpi
- Giovanni Volpi
- Giovanni Volpi
- Giovanni Volpi
- Giovanni Volpi
- Giovanni Volpi
- Giovanni Volpi
- Giovanni Volpi
- Giovanni Volpi
- Giovanni Volpi
- Giovanni Volpi
- Giovanni Volpi
- Giovanni Volpi
- Giovanni Volpi
- Giovanni Volpi
- Giovanni Volpi
- Giovanni Volpi
- Giovanni Volpi
- Giovanni Volpi
- Giovanni Volpi
- Giovanni Volpi
- Giovanni Volpi
- Giovanni Volpi
- Giovanni Volpi
- Giovanni Volpi
- Giovanni Volpi
- Giovanni Volpi
- Giovanni Volpi
- Giovanni Volpi
- Giovanni Volpi
- Giovanni Volpi
- Giovanni Volpi
- Giovanni Volpi
- Giovanni Volpi
- Giovanni Volpi
- Giovanni Volpi
- Giovanni Volpi
- Giovanni Volpi
- Giovanni Volpi
- Giovanni Volpi
- Giovanni Volpi
- Giovanni Volpi
- Giovanni Volpi
- Giovanni Volpi
- Giovanni Volpi
- Giovanni Volpi
- Giovanni Volpi
- Giovanni Volpi
- Giovanni Volpi
- Giovanni Volpi
- Giovanni Volpi
- Giovanni Volpi







