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Terrepadane, colpo di scena: il Tar blocca l’arrivo del commissario Cappello

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Terrepadane: nuovo colpo di scena nel “romanzo” agricolo piacentino. Il Tar di Parma ha preso una decisione forte. Su istanza dei legali del Consiglio di amministrazione di Terrepadane, presieduto da Marco Crotti, ha bloccato l’applicazione del decreto del ministero delle Imprese e del Made in Italy; provvedimento che il 2 agosto ha nominato Francesco Cappello commissario ad acta del Consorzio agrario di Piacenza, su cui gravitano anche quelli di Milano, Pavia e Lodi.

Il Tar, afferma una nota di Terrepadane, ha sospeso gli effetti del decreto dei dirigenti del ministero di via Veneto. E questo fino a quando non si riunirà in Camera di consiglio, pare il 30 agosto, per valutare la legittimità del provvedimento adottato nei confronti del Consorzio piacentino dal dicastero guidato dal ministro Adolfo Urso, esponente di Fratelli d’Italia.

Fumus persecutionis?

Un segnale forte dicevamo, quello arrivato dai giudici di Parma. A dicembre 2022 si erano già dichiarati competenti a decidere sulla legittimità del commissariamento, dopo un ricorso di Terrepadane che aveva ricevuto una diffida ministeriale in tal senso; all’epoca però i magistrati avevano sospeso il giudizio fino a quando non fosse stato nominato davvero il commissario del ministero al Consorzio agrario di Piacenza.

I giudici amministrativi di Parma, accettando la nuova istanza di sospensiva del Cda di Terrepadane, rimasto in carica nonostante la nomina di Cappello, adesso hanno mandato un messaggio alle parti in causa. Di solito i Tar procedono infatti alla sospensiva quando sentono il cosiddetto “fumus persecutionis”. Tradotto: qualcosa non va, e quindi i magistrati bloccano gli effetti del provvedimento impugnato fintanto che non arriva la loro sentenza.

Punto a favore

In attesa del giudizio definitivo, la sospensiva del Tar è un punto a favore del Cda di Terrepadane, che si oppone al decreto di incarico a Cappello quale commissario ad acta. Una nomina vista invece con favore dal gruppo di soci sostenuto dai vertici di Coldiretti che contesta ancora il risultato elettorale del 2021; e che addirittura aveva preannunciato l’arrivo a Piacenza di un commissario alcune settimane prima del provvedimento ministeriale.

I compiti del commissario

Il commercialista Francesco Cappello, che tra le sue tante attività presiede Filiera Futura, associazione che annovera tra i soci pure Coldiretti, il 2 agosto ha ricevuto l’incarico dal ministero di indire nuove elezioni a palazzo dell’Agricoltura; proprio facendo capo a quelle del 2021, previa verifica della composizione dell’attuale platea sociale di Terrepadane, e seguendo il medesimo ordine del giorno dell’epoca. In più, il commissario deve verificare l’attività svolta dal Consorzio a partire dalla data dell’Assemblea del 19 maggio 2021 e fornirne una relazione all’Autorità di vigilanza.

Tuttavia, come abbiamo visto, le sue attività a Terrepadane adesso sono bloccate per decisione del Tar. E potranno riprendere dopo la sentenza dei magistrati di Parma, sempre che quest’ultima sia favorevole al decreto del ministero sottoscritto a Roma.

Da Parma a Bologna

Allo scenario si aggiunge un’altra svolta sul piano legale che pare ancora a favore dei vertici del Consorzio. Nei giorni scorsi, come riporta sempre la nota di Terrepadane, c’è stato infatti anche il ritiro del ricorso contro la delibera che aveva sancito le dimissioni del Cda presieduto da Crotti e indetto le elezioni del 4 luglio scorso; un ricorso depositato sempre dai soci che fanno capo a Coldiretti, stavolta al Tribunale delle Imprese di Bologna.

Il ritiro dal dibattimento è stato confermato anche dagli avvocati del Cda del Consorzio e accettato dai magistrati felsinei; in sostanza, a conferma della legittimità dell’Assemblea che col voto di 700 soci (il 53% del capitale sociale) ha riconferito il mandato al Cda dimissionario per i prossimi tre anni.

Già un’azienda nazionale

Dietro alla vicenda di Terrepadane c’è l’annoso braccio di ferro sull’entrata della cooperativa piacentina in Consorzi Agrari d’Italia, come vorrebbero i vertici di Coldiretti. Una scelta osteggiata invece dalla maggioranza dei soci che sostengono il Cda in carica. E che non piace nemmeno a diversi protagonisti dell’economia piacentina. L’ultimo a parlarne, per esempio, è stato Francesco Rolleri, presidente di Confindustria Piacenza.

Ai margini della presentazione dell’Indagine congiunturale sul 1° semestre 2023, interpellato su Terrepadane mercoledì scorso Rolleri ha detto: “Si tratta di un’importante risorsa per il territorio piacentino, che è stata gestita bene negli ultimi anni. Poi ci sono state dinamiche interne e ci sono organismi preposti che chiariranno se le elezioni si sono svolte in modo corretto, decisioni a cui ci atterremo”.

Infine, il presidente di Confindustria, sempre come riportato da Il Piacenza, ha aggiunto: “Di solito sono propenso alle unioni; dipende però sempre da quelle che sono le caratteristiche di partenza. In questo caso ci sono già tutte le economie di scala, c’è la forza giusta, e i risultati lo dicono: Terrepadane è un consorzio di assoluto riferimento a livello italiano, per cui saremmo soddisfatti si proseguisse così”.

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Giovanni Volpi, giornalista professionista, è il direttore del Mio Giornale.net. Ha iniziato al Sole-24 Ore nel 1993. Dieci anni dopo è passato in Mondadori, a Tv Sorrisi e Canzoni, dove ha ricoperto anche il ruolo di vicedirettore. Ha diretto Guida Tv, TelePiù e 2Tv; sempre in Mondadori è stato vicedirettore di Grazia. Ha collaborato con il Gruppo Espresso come consulente editoriale e giornalistico dei quotidiani locali Finegil.

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