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Tetto al contante, occhio alle bufale: salire a 10.000 euro non serve a niente, ecco perché

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Tetto al contante, attenti alle trappole o alle bufale. Si discute in questi giorni dell’aumento del “tetto” del contante dagli attuali 2.000 euro ai 10.000. Chi ne ha parlato sono stati per prima la Lega di Matteo Salvini e subito dopo il presidente Giorgia Meloni nella replica di ieri al Senato. Ovviamente il Pd ha subito risposto che questo provvedimento sarebbe un incentivo all’evasione. La Meloni ha rilanciato richiamando il ministro Giancarlo Padoan del Pd, che aveva dichiarato che non c’era nessuna relazione tra tetto al contante ed evasione. Il Pd ha replicato che Padoan si era poi corretto ma la diatriba ci interessa poco.

Non è il tetto che può preoccupare

Ci sembra un falso problema. Infatti già oggi io posso andare in banca e ritirare due, cinque o diecimila euro in contanti. Il cassiere potrebbe farmi qualche difficoltà ma se insisto è costretto a darmeli. In teoria potrei chiedere anche di più ma di solito la banca risponde che vanno prenotati, perché difficilmente la filiale ha a disposizione somme elevate in contanti. E allora cosa cambia? Che se oggi prelevo più di 2.000 euro la mia filiale può (non “deve”, può) segnalare l’operazione alla Banca d’Italia, che a sua volta può segnalarla all’Agenzia delle Entrate. Qual è il limite della discrezione della filiale? Il sospetto che il mio prelievo rappresenti una forma di riciclaggio o di evasione fiscale.

A cosa serve il contante?

Al di là degli aspetti ideologici (“i soldi sono i miei e ne faccio quello che voglio”, “e se a me piace tenere i soldi sotto il cuscino?”) oggi, onestamente, il contante è molto meno necessario di qualche anno fa. Anzi, esistono già persone completamente money free o cash less, che usano solo le carte o addirittura il cellulare per eseguire qualunque pagamento. La maggior parte di noi si colloca in mezzo: giusto avere in tasca i 50 euro per i piccoli pagamenti, ma al supermercato o al distributore di benzina si usa carta o bancomat. Difficile per non dire sospetto anche ai nostri occhi chi provvede a certi pagamenti con mazzette di contanti. Diciamo che siamo disabituati e che ce ne stupiamo.

E in Europa?

Il tetto al contante varia da nazione a nazione, dal limite di 500 euro della Grecia ai 1.000 della Francia, dai nostri 2.000 ai 5.000 di Slovacchia e Bulgaria ai 15.000 di Polonia e Croazia fino al nessun limite per il contante come in Germania. L’Unione europea, per voce del vicepresidente Dombrovskis, non vede di buon occhio l’aumento del limite proposto dal governo Meloni, proprio perché il limite sembra un buon rimedio contro l’evasione fiscale. Se l’Italia vanta il record europeo dell’evasione (circa 80 miliardi l’anno) possiamo dire che ha forse ragione Padoan: non è il tetto al contante che fa la differenza perché da quando è in vigore non si è notato nessun miglioramento della situazione.

I movimenti sospetti

Vedremo se il nuovo governo vorrà fare una semplice azione di facciata o se intende perseguire realmente una liberalizzazione, precisando che il problema non è tanto il tetto ma la segnalazione pressoché automatica. Ci spieghiamo.

Se noi preleviamo 1.500 euro al giorno dal nostro conto corrente, al secondo o terzo prelievo “parte” ugualmente la segnalazione alla Banca d’Italia e all’Agenzia delle Entrate. Perché? Perché la nostra banca deve segnalare qualunque movimento sospetto. E ciò indipendentemente dal tetto al contante.

Tana libera tutti?

Allora o il governo emette una direttiva che limita il controllo della catena sistema bancario-banca d’Italia-fisco, oppure l’innalzamento del tetto al contante resta una manovra di facciata che non ha nessun rilievo. È possibile che il nuovo governo faccia una direttiva del genere? E, soprattutto, è auspicabile?

Possiamo dire che se ciò fosse, sarebbe in controtendenza rispetto a tutte le direttive degli ultimi anni, mirate a tenere sotto controllo riciclaggio ed evasione. Sarebbe un “tana libera tutti” che se coniugato con la frase sibillina della Meloni: “Questo governo non vuole disturbare chi vuole lavorare e produrre ricchezza” varrebbe una strizzata d’occhio agli evasori.
È ciò di cui abbiamo bisogno e, soprattutto, è ciò che ci meritiamo?

Il ruolo degli algoritmi

L’Agenzia delle Entrate, in forte affanno per il mancato turn over tra pensionati e nuovi ingressi, si affida sempre di più agli algoritmi. Nel senso che se preleviamo 2.500 euro non ci arriva in casa la Finanza con le manette.

In molti casi gli algoritmi che tengono sotto controllo i nostri movimenti bancari non segnalano allerte su movimenti modesti. Ovvio che un prelievo di 20, 30, 50.000 euro in contanti farebbe accendere i riflettori. Ma in questo caso chi potrebbe aver paura? Chi acquista più una casa o un’auto in contanti? Se preleviamo somme ingenti in contanti dobbiamo essere pronti a rispondere sia su dove li abbiamo presi sia su dove li vogliamo spendere. E, soprattutto, perché in contanti.

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Massimo Solari è avvocato cassazionista e scrittore. Ha pubblicato diversi volumi sulla storia di Piacenza e alcuni romanzi. Ha tenuto conferenze e convegni sulla storia di Piacenza. Ha collaborato con le riviste Panoramamusei, L'Urtiga, e scrive sul quotidiano Italia Oggi.

1 commento

  1. Non è questione di evasione o non evasione, di tetto di 500, 1.000 o 10.000 euro, ma di PRINCIPIO. Forse si è perso un po’ il concetto che i soldi sono una proprietà privata inalienabile, e che ciascuno dei suoi soldi può disporre *liberamente e senza alcun limite*, ovviamente nei modi consentiti dalla legge. Quindi, se voglio ritirare quindicimila euro, metterli sotto al materasso e spenderne ogni sera per cinque sere tremila in contanti nel miglior albergo ristorante d’Italia, che emetterà regolare fattura, devo poter essere liberissimo di farlo. Il rischio dei ladri è mio, la scelta di non usare carte perché la plastica mi dà fastidio è sempre e solo mia. Punto. Tutto il resto è limitazione della libertà individuale: con il pretesto di combattere l’evasione fiscale (che prospera benissimo a livelli ben più alti e con appoggi anche politici ben più alti) si favorisce chi guadagna con la comodissima tessera di plastica o altri metodi ancora più dematerializzati, ossia sempre e solo le banche. E chi ama controllare i cittadini, per meglio costringerli a determinati comportamenti nella direzione voluta (vedi crediti sociali alla cinese). Stupisce che questo ragionamento assai elementare non sia condiviso da tutti.

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