Piacenza

Reggi-Trespidi: ipotesi ticket per Fondazione e Comune di Piacenza

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Roberto Reggi e Massimo Trespidi

Un ticket Reggi-Trespidi. L’ipotesi è sul tavolo. E da qualche tempo nei palazzi che contano di Piacenza se ne sta parlando. In concreto si tratta di “un atterraggio coordinato” per i due appuntamenti che tra il 2021 e il 2022 potrebbero segnare una svolta decisiva per il futuro della città emiliana. Con i cognomi dei due protagonisti del ticket elencati non solo in ordine alfabetico ma anche cronologico.

La poltrona in Fondazione

Il primo appuntamento infatti è quello della nomina del nuovo presidente e del Consiglio d’amministrazione della Fondazione di Piacenza e Vigevano. Il notaio Massimo Toscani, presidente uscente, il prossimo anno non potrà essere riconfermato perché quello che volge al termine è il suo secondo mandato. Quindi va trovato il suo successore. E per un incarico del genere naturalmente serve una personalità di rilevo, ancor meglio se conosciuta ben oltre i confini della città.

Il nome su cui pare si stia lavorando in modo più approfondito è quello di Roberto Reggi. Già sindaco di centrosinistra (2002-2012), viene nominato da Renzi sottosegretario al ministero dell’Istruzione nel 2014; poi, sempre nello stesso anno, diventa direttore dell’Agenzia del Demanio, incarico che lascia nel 2018 per decisione del primo governo Conte.

L’ipotesi è suggestiva. L’ingegner Reggi ritornerebbe ad occuparsi di Piacenza in prima persona; ma stavolta da una posizione molto diversa dalle precedenti, partendo da un palcoscenico di indubbio prestigio, con a disposizione risorse ingenti e una solida delega per “pilotare” molte delle scelte che contano in città.

La poltrona di Palazzo Mercanti

Il secondo appuntamento è quello delle prossime amministrative nel 2022. E qui salgono le quotazioni del professor Massimo Trespidi. Leader della lista Liberi (14% alle ultime elezioni, una civica nata per rispondere alla sua “bocciatura” nel centrodestra che gli ha preferito Patrizia Barbieri), già presidente della Provincia (2009-2014, l’ultimo eletto dai cittadini), oggi Trespidi siede tra i banchi dell’opposizione. E in questi tre anni ha svolto un ruolo di peso, incalzando la Giunta Barbieri sul piano dei contenuti dall’alto della sua lunga esperienza politica che lo ha visto anche nel ruolo di vice al fianco del sindaco Guidotti (1998-2002).

Le cose in comune

Come mai l’idea del ticket che a qualcuno può sembrare da fantapolitica? Perché se i coetanei Reggi e Trespidi (ambedue sono nati nel 1960) apparentemente esprimono ancora contenuti diversi, uno da centrosinistra e l’altro da centrodestra oggi spingono verso il centro dello schieramento politico. E lì, dopo tante battaglie su fronti avversi, potrebbero ritrovarsi. Con un altro elemento in comune non di poco conto: i due, che si conoscono bene, arrivano dal mondo cattolico, volontariato per Reggi e Comunione e Liberazione per Trespidi. Radici simili, che potrebbero incentivare un dialogo proficuo a vantaggio della città, spiegano i latori di questa trama in via di tessitura.

Mosse e contromosse

Data per scontata una maggior facilità d’insediamento di Reggi alla Fondazione, per Trespidi le cose naturalmente paiono più difficili, poiché nel caso dovrebbe conquistarsi i voti della maggioranza dei piacentini. Chi potrebbe appoggiarlo? Qui le cose si complicano, ma fino a un certo punto. Le prove muscolari tra Lega e Fratelli d’Italia, alleati e concorrenti anche in città, s’intensificheranno all’avvicinarsi delle elezioni. Quindi, semplificando, nel centrodestra Trespidi potrebbe essere un utile trait d’union e ancora una volta l’alternativa più credibile a Patrizia Barbieri.

Nel caso la sindaca decidesse di non ricandidarsi, tra i moderati il professore avrebbe pochi avversari. Ma anche nel caso Patrizia Barbieri decidesse di riproporsi per un secondo mandato, non è detto che possa trovare automaticamente tutto il credito ottenuto nel 2017 dai suoi alleati, soprattutto a fronte dei risultati raggiunti con la sua Giunta.

Insomma, la “riflessione” sarebbe di certo gravosa, perché di pecche ne sono già emerse parecchie in questi primi tre anni di amministrazione. E un’attenta valutazione, che di certo ci sarà, potrebbe sfociare stavolta per lei in una “bocciatura” per un secondo mandato, con Trespidi in prima linea, favorito dal dialogo privilegiato aperto con Reggi nuovo presidente della Fondazione e con il mondo cattolico piacentino, che proprio in questi giorni attende l’annuncio del nome del nuovo Vescovo.

Giochi bolognesi

Che dire? In vista dei due appuntamenti, le danze a Piacenza paiono iniziate. E il quadro è in continua evoluzione. Come dimostrano anche tutte le attenzioni che in quest’ultimo periodo stanno dedicando a Patrizia Barbieri il presidente della Regione Stefano Bonaccini e il suo assessore Vincenzo Colla. Aperture e attestati di stima che saranno anche meritati e di natura istituzionale per favorire la ripartenza post Covid. Ma che di certo non sono passati inosservati a chi segue i giochi politici che si intrecciano dalle parti di Piazza Cavalli.

 

 

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Giovanni Volpi, giornalista professionista, è il direttore del Mio Giornale.net. Ha iniziato al Sole-24 Ore nel 1993. Dieci anni dopo è passato in Mondadori, a Tv Sorrisi e Canzoni, dove ha ricoperto anche il ruolo di vicedirettore. Ha diretto Guida Tv, TelePiù e 2Tv; sempre in Mondadori è stato vicedirettore di Grazia. Ha collaborato con il Gruppo Espresso come consulente editoriale e giornalistico dei quotidiani locali Finegil.

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