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Timvision, se l’abbonamento disdetto invece resta “per sempre”

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Timvision: le telenovele hanno fatto il loro tempo, ma evidentemente alla nostra principale (sic) compagnia telefonica, in procinto di maritarsi con Poste Italiane, ancora esercitano un certo fascino. Il problema è che le fanno “subire” ai loro clienti. Della prima puntata di quella che sta interpretando (suo malgrado) chi scrive, ho già riferito in un precedente articolo il primo agosto dello scorso anno. Ora, Tim – “La forza delle… perversioni” – mi ha appena fornito il materiale per la sceneggiatura della seconda puntata (anche ultima? Temo di no).

Riassunto della puntata precedente

Il 27 agosto 2024 telefonai al 187 per disdire il servizio a Timvision. Mi fu assicurato da un operatore che era tutto a posto e che l’abbonamento era da considerarsi interrotto. A un anno di distanza (agosto 2025) risultavo, invece, ancora abbonato e la Tim continuava a fatturare ogni mese bollette che dal dicembre 2024 mi ero rifiutato di pagare. Nei tre mesi precedenti (ottobre, novembre e dicembre) tentai più volte, senza successo, di parlare con un operatore del 187, unica via possibile perché attraverso l’App non riuscivo a vedere nulla, essendo l’abbonamento in questione agganciato a una linea dismessa. Sempre a dicembre – stufo di essere preso in giro – tolsi la domiciliazione delle bollette e da quel momento non le onorai, perché riferite a un servizio che non volevo più.

Il 21 gennaio 2025 il servizio clienti Tim mi scrisse: “Gentile cliente, ti informiamo di aver provveduto ad effettuare la cessazione del servizio Timvision Calcio e Sport. Ci auguriamo di aver risolto il tuo problema e desideriamo scusarci per l’eventuale disagio che ti abbiamo arrecato”. Intanto le fatture continuavano ad arrivare con puntualità, venendo da me altrettanto puntualmente ignorate. Per tutta questa incredibile vicenda ho inviato una segnalazione ad Agcom, caduta nel vuoto. In seguito è entrata in scena la società di recupero crediti incaricata da Tim.

Seconda puntata

Stanco di combattere contro i mulini a vento mi sono rivolto ad Adiconsum che ha istruito un reclamo con esito positivo e in tempi relativamente accettabili. Ecco il testo della lettera indirizzata il primo dicembre 2025 all’Associazione dei consumatori: “In riferimento alla linea ………. intestata al signor Galba Emanuele, vi informiamo che il servizio Timvision Calcio e Sport è stato cessato, in relazione alla prima richiesta telefonica del cliente avvenuta il 27/08/2024. Pertanto, la vostra istanza è stata accolta e stiamo provvedendo al rimborso di euro…. pari alla somma delle fatture pagate di settembre e di ottobre 2024, e allo storno delle fatture emesse da novembre 2024 fino a novembre 2025”.

Tutto risolto dunque? Se avete risposto di sì, siete a dir poco degli ingenui. Il rimborso dovutomi non è ancora arrivato. In compenso, la mia cassetta delle lettere è stata invasa di note di credito per le storno delle fatture non dovute (e a suo tempo non pagate). Bene, ma allora – vi ridomanderete – a parte il ritardo del rimborso comunque tutto risolto… Eh no, Tim ha improvvisamente ricominciato a fatturare. Al mio domicilio è arrivata la fattura di marzo 2026 (peraltro ad oggi, 8 aprile, non ancora scaduta), ma temo che la fatturazione sia ripartita da gennaio, visto che ho ricevuto “segnali di fumo” da una società di recupero crediti (diversa dalla precedente) per fatture non pagate (?!).

Ditemi voi se viviamo in un Paese normale. Chi permette tutto questo, è parimenti colpevole rispetto a siffatta società telefonica a cui tutto è permesso e per la quale ho finito gli aggettivi.


Tim: quando l’abbonamento non c’è più, ma paghi lo stesso…


 

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Giornalista allergico al politicamente corretto

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