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Toscani e il suo “Mai dire mai”: si candida a sindaco di Piacenza?

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Massimo Toscani e quel “Mai dire mai” che potrebbe cambiare tutti gli scenari sulla campagna elettorale per la poltrona di sindaco di Piacenza. La notizia sul suo possibile interesse a correre per Palazzo Mercanti nella primavera del 2022 arriva alla fine di una lunga intervista concessa al quotidiano Libertà nelle vesti di presidente uscente della Fondazione di Piacenza e Vigevano.

Oggi infatti per Toscani è un giorno speciale. Quello del suo ultimo atto alla guida dell’Ente di via Sant’Eufemia, con l’approvazione del Bilancio 2020 da parte del Consiglio generale; e questo naturalmente avviene appena prima che si apra l’era di Roberto Reggi, con l’elezione il 31 maggio dell’ex sindaco di Piacenza al soglio di Palazzo Rota Pisaroni come suo successore.

I punti chiave

Così, nella lunga e articolata intervista firmata da Marcello Pollastri sul giornale piacentino, Toscani traccia un bilancio dei suoi sei anni e mezzo di mandato. In sintesi: elargizioni, conti e patrimonio più che mai in sicurezza, nonostante la spinosa questione con Jp Morgan, ereditata dalle gestioni precedenti e ancora aperta, che sarà risolta in Cassazione; rapporto stretto e consolidato con Crédit Agricole, con l’auspicio che la Fondazione accentui la sua presenza nell’azionariato del colosso creditizio francese prossimo ad un aumento di capitale; grande attenzione alle sinergie con Comuni e Diocesi del territorio, con la Fondazione protagonista di iniziative di vaglia sul piano sociale, come la nascita dell’Emporio solidale, in ambito culturale, come nel caso della mostra sul Guercino, e senza dimenticare gli interventi a favore della formazione giovanile, soprattutto nella fascia 10-14 anni.

Il resto dell’intervista si dipana su canoni pressoché classici. Con gli auguri di rito a Reggi e una spiegazione un po’ di maniera sulle tanto discusse vicende che hanno portato l’ex sindaco alla prossima presidenza. Compreso un passaggio sul dialogo non sempre facile con la sindaca di Piacenza Patrizia Barbieri, con cui però “ci sono rapporti di amicizia che prescindono dall’impegno in Fondazione”.

Dulcis in fundo

Dopodiché, arriviamo alla vera notizia di tutta l’intervista. Dulcis in fundo, viene da dire. Perché esce dall’ultima risposta alla domanda su un suo impegno in politica, magari come sindaco di Piacenza. E qui il passaggio di Toscani è chiaro: “Le potrei rispondere citando il titolo dell’ultimo film di James Bond interpretato da Sean Connery“. Che appunto, aggiunge il giornalista, è “Mai dire mai”.

Una battuta di facile interpretazione: se c’è qualcuno che pensa a me per il prossimo inquilino di Palazzo Mercanti, perché no? Un vero sigillo. Anche alla luce del suo lavoro in Fondazione, guarda caso raccontato nell’intervista. E rivolto a un bacino di voti che fa capo a tutti i piacentini da sinistra a destra che si potrebbero rivedere in modo trasversale nelle sue scelte alla guida di Palazzo Rota Pisaroni. Scelte che Toscani ha ripercorso nell’intervista un po’ come fossero un programma anche per un futuro politico e non solo per il suo successore: massima attenzione ai conti, agli investimenti nel sociale, sui giovani, nella cultura.

Con il resto, economia in primis, da definire con altrettanto rigore. E garantito nel complesso da una guida civica come quella che una “Lista Toscani” potrebbe offrire con lo stesso metodo utilizzato in Fondazione: una Giunta comunale forte e competente come quel Consiglio di amministrazione che il presidente uscente sostiene di aver avuto al suo fianco in via Sant’Eufemia.

Si parte

A questo punto la domanda è d’obbligo: l’uscita di Toscani è una prima chiamata alle armi, oppure il percorso è iniziato da tempo e dietro al “Mai dire mai” c’è già qualcosa di più? A svelarlo saranno le sue prossime mosse e quelle della Piacenza che non solo nel mondo della politica si sta interrogando sulla prossima campagna elettorale per la conquista di Palazzo Mercanti che culminerà con il voto a metà del prossimo anno. Una partita che da oggi, a tutti gli effetti, è già cominciata.

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Giovanni Volpi, giornalista professionista, è il direttore del Mio Giornale.net. Ha iniziato al Sole-24 Ore nel 1993. Dieci anni dopo è passato in Mondadori, a Tv Sorrisi e Canzoni, dove ha ricoperto anche il ruolo di vicedirettore. Ha diretto Guida Tv, TelePiù e 2Tv; sempre in Mondadori è stato vicedirettore di Grazia. Ha collaborato con il Gruppo Espresso come consulente editoriale e giornalistico dei quotidiani locali Finegil.

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