Comune di Piacenza: “ingerenze” e “riservatezza”. Sono le parole chiave che a palazzo Mercanti fanno vivere giornate ad alta tensione. A parlare di “ingerenze” è stato addirittura il sindaco Pd Katia Tarasconi nella seduta delle Commissioni consigliari 1 e 2 (Affari istituzionali e Urbanistica), convocate ieri per un aggiornamento sull’iter del parcheggio di piazza Cittadella. Iter che ha visto l’arrivo del finanziamento del Mediocredito Centrale.
Il contesto in cui si sarebbero verificate queste indebite pressioni non riguarda però l’approdo dell’Istituto di credito statale al fianco della Banca del Fucino per garantire i 14,7 milioni di euro necessari all’opera. Le ingerenze hanno riguardato la nuova fideiussione sulle strisce blu di Piacenza Parcheggi-Gps. Quella che doveva sostituire la polizza falsa su cui sta indagando la Procura della Repubblica cittadina.
La bozza di Generali
Insomma, anche per questo si trattava di una vicenda molto delicata. E per sottolineare tutto il suo impegno nel controllare l’andamento delle cose, il sindaco Tarasconi, sollecitata da una domanda della capogruppo di Fratelli d’Italia, Sara Soresi, sull’arrivo in Comune della bozza di una polizza di Generali, ha confermato; raccontando che lei stessa aveva contattato il broker per verificarne la provenienza. Ma poi è arrivato un messaggio dove si diceva che a causa di ingerenze la polizza non sarebbe stata emessa dalla Compagnia. “La polizza Generali c’era. Ho telefonato personalmente. C’era la bozza poi non andata in porto a causa di ingerenze!”, ha ribadito Tarasconi, senza svelare chi avrebbe fatto queste indebite pressioni. Infatti la nuova fideiussione viene stipulata da Piacenza Parcheggi-Gps con un’altra società, la Revo Insurance.
In Procura sì o no?
A questo punto arrivano una serie di interventi che stigmatizzano la telefonata del sindaco al broker, definita quantomeno inopportuna; in particolare il consigliere della Lista civica Barbieri-Liberi, Jonathan Papamarenghi, poi chiede: “Il sindaco è andato subito in Procura per denunciare queste ingerenze?”. Ma Tarasconi si trincera dietro a una risposta che non dà conto di ciò che ha fatto: “Non dico se sono andata in Procura o no”.
Tutti all’oscuro
A far salire la temperatura in Aula, anche il continuo richiamo alla “riservatezza” sull’iter, svelato solo ieri dal sindaco e dall’assessore ai Lavori pubblici Matteo Bongiorni ai consiglieri comunali, a cui tra l’altro non è stato consegnato alcun documento: se vorranno averne conto, dovranno fare un accesso agli atti. Cosa che ha irritato non poco le opposizioni e ammutolito definitivamente i consiglieri di maggioranza, in silenzio durante l’intera seduta.
La “riservatezza”, secondo la prima cittadina, è stata necessaria per non dare vantaggi competitivi alle società del principe siciliano Filippo Lodetti Alliata, che come in passato avrebbero potuto avere notizie in anticipo sulle mosse del Comune, in particolare dalla stampa. Uno strano concetto di vantaggio competitivo, ha sottolineato però il consigliere Luigi Rabuffi di Alternativa per Piacenza, perché tanta “riservatezza” alla fine avrebbe favorito solo il concessionario.
Consiglieri e non dipendenti
Lo scenario scottante di ieri è poi sintetizzato da un altro intervento clou, quello di Stefano Cugini. Con il capogruppo di ApP che ha ricordato al sindaco forte e chiaro come i consiglieri comunali non siano suoi dipendenti da informare quando le pare, e come palazzo Mercanti non sia la sua azienda: i consiglieri rappresentano i cittadini e hanno il diritto di sapere, rispettando comunque i necessari vincoli di “riservatezza”.
Giovanni Volpi, giornalista professionista, è il direttore del Mio Giornale.net. Ha iniziato al Sole-24 Ore nel 1993. Dieci anni dopo è passato in Mondadori, a Tv Sorrisi e Canzoni, dove ha ricoperto anche il ruolo di vicedirettore. Ha diretto Guida Tv, TelePiù e 2Tv; sempre in Mondadori è stato vicedirettore di Grazia. Ha collaborato con il Gruppo Espresso come consulente editoriale e giornalistico dei quotidiani locali Finegil.
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