“Tu, vali”: un progetto ambizioso che da Piacenza guarda al futuro. Nella vita di ogni giovane c’è un momento in cui ci si chiede se la propria voce possa davvero contare. “Tu, Vali” nasce esattamente lì, in quel punto in cui il dubbio incontra il desiderio di scoperta. Si tratta di un progetto filantropico promosso da Blacklemon, agenzia di comunicazione piacentina, per offrire ai ragazzi tra i 16 e i 25 anni un percorso concreto di crescita personale e professionale nel mondo della comunicazione, della cultura e dell’innovazione.
Il primo ciclo di incontri, dedicato alla comunicazione politica e istituzionale, si terrà all’interno dell’ex chiesa di San Cristoforo, un luogo di straordinaria bellezza e valore simbolico restituito alla città da Blacklemon come spazio per la cultura e la formazione, spiega una nota dell’agenzia.
Bellotti: ponti e non barriere
«La comunicazione politica non è solo l’arte di convincere, ma la scienza di comprendere», spiega Nicola Bellotti, fondatore di Blacklemon e curatore del progetto. «Il potere non appartiene a chi grida più forte, ma a chi sa dare forma al pensiero collettivo. Viviamo in un tempo dominato dagli algoritmi, dove ogni notizia, video o meme è calibrato per piacere. “Tu, vali” si propone di restituire alla comunicazione il suo valore più autentico: quello di costruire ponti, non barriere».
Oggi «i giovani si informano attraverso piattaforme che conoscono perfettamente i loro gusti», osserva Bellotti. «Ma se vedi solo ciò che ti piace, finisci per credere che tutto il mondo la pensi come te. È così che si perde il senso del confronto. Studiare la comunicazione significa imparare a riconoscere i meccanismi che orientano il pensiero, e tornare a decidere con la propria testa».
Per questo il primo ciclo di “Tu, vali” è dedicato a un tema tanto attuale quanto cruciale: la comunicazione politica e istituzionale. Durante i cinque incontri previsti, i partecipanti impareranno come nasce una strategia di comunicazione, come leggere le dinamiche di potere globali, come si costruisce una reputazione credibile e come riconoscere la disinformazione.
Format gratuito
Bellotti ha le idee chiare su perché questo progetto sia rivolto ai giovani. «Non ho mai avuto un mentore», racconta. «Nei momenti difficili avrei voluto qualcuno con cui confrontarmi. “Tu, vali” nasce da quella mancanza: vorrei essere per i ragazzi un piccolo aiuto, un incoraggiamento sincero».
Gratuito al 100%, il format è pensato anche per chi non si sente rappresentato dalla scuola o dai modelli di successo standardizzati. «I giovani sono spesso accusati di superficialità, ma non è così. Sono lucidi, intuitivi, desiderosi di capire. Hanno solo bisogno di strumenti adeguati per orientarsi in un mondo complesso».
In un’intervista a Red Hot Cyber, la principale rivista che tratta temi di tecnologia e di sicurezza informatica, Bellotti ha sottolineato come i social abbiano modificato radicalmente la percezione di sé: «Ai miei tempi non avevo un contatore che misurasse ogni giorno la mia popolarità. Oggi i numeri possono diventare gabbie, spingendo gli adolescenti a comportamenti forzati pur di ottenere qualche like. “Tu, vali” vuole essere una pacca sulla spalla, un’occasione per riscoprire il proprio valore fuori dallo schermo».
I cicli di incontri
Il format è concepito in modo modulare e continuativo, con cicli di cinque incontri che alternano lezioni, laboratori, mentoring e dibattiti. I prossimi moduli affronteranno temi come intelligenza artificiale applicata alla comunicazione, storytelling, reputazione digitale e public speaking. L’obiettivo è creare una comunità di giovani consapevoli, capaci di leggere la realtà con spirito critico e di agire con responsabilità.
«Spesso cerchiamo di proteggere i giovani, ma meno di equipaggiarli», afferma Bellotti. «”Tu, vali” serve a dare loro strumenti per capire, distinguere il segnale dal rumore, decodificare la realtà che li circonda. In un’epoca in cui il dibattito pubblico è polarizzato e la fiducia nelle istituzioni è ai minimi, abbiamo bisogno di una nuova alfabetizzazione civica basata sulla conoscenza e sulla curiosità».
Bellotti poi non risparmia critiche al sistema educativo: «La scuola italiana è troppo spesso autoreferenziale e i dati ufficiali ci dicono che è infelice. Solo il 26% delle ragazze e il 17% dei ragazzi dichiara di essere contento di andare a scuola. È un dato drammatico che mi impedisce di girarmi dall’altra parte. “Tu, vali” vuole essere un piccolo laboratorio di libertà: un luogo dove imparare che la chiave di tutto è la curiosità, e che si può apprendere con entusiasmo, senza la paura del giudizio».
Costruire cultura
Ogni incontro si terrà in orari compatibili con le esigenze scolastiche e sportive, in accordo con chi si iscriverà (clicca qui per compilare il modulo), favorendo la partecipazione anche dei più giovani. L’accesso, non è solo gratuito, ma aperto a tutti: non servono titoli né esperienze pregresse, solo curiosità e voglia di capire.
Con “Tu, vali”, Blacklemon non si limita a fare comunicazione, ma vorrebbe costruire cultura. È un impegno civile, prima ancora che professionale. «Credo che il futuro richiederà competenze che nessuna macchina potrà sostituire: empatia, spirito critico, capacità di creare connessioni autentiche. Più avanzerà l’intelligenza artificiale, più servirà l’intelligenza umana», aggiunge Bellotti. «Per questo è fondamentale restare curiosi e imparare a credere nelle proprie potenzialità».
Il progetto proseguirà nel 2026 con nuovi cicli tematici, ma la sua ambizione è già chiara: creare una scuola permanente della comunicazione del futuro, dove ragazzi e professionisti possano incontrarsi, imparare e crescere insieme. Perché ogni ragazzo ha un potenziale. E il primo passo per scoprirlo è sapere che… “Tu, vali”, conclude la nota dell’agenzia piacentina.
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