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Vaccinare i bambini contro il Covid? Lo “scontro” piacentino Novara-Gregori

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Dall'alto: Daniele Novara e Giuseppe Gregori

Vaccinare i bambini contro il Covid: sì o no? Una domanda che tantissimi genitori si stanno facendo e che vede risposte contrastanti anche a Piacenza. In campo avverso due professionisti ben conosciuti in città: il pedagogista Daniele Novara e il pediatra Giuseppe Gregori.

Novara: perché no

Parte per primo Daniele Novara con un intervento su Piacenza Sera. La sua risposta è no. Per questi motivi: il vaccino che abbiamo assunto non pretende di eliminare la circolazione del virus, ma di ridurre i danni sanitari più significativi e l’eventuale morte; i bambini sotto i 12 anni non si ammalano in modo grave di Covid, né muoiono direttamente a causa del virus. La natura li ha dotati di quella protezione che gli adulti sono costretti a trovare nella vaccinazione.

In più, aggiunge Novara, “i bambini vanno vaccinati per proteggere le persone, specialmente gli anziani, ossia i nonni, che li frequentano, creando una barriera igienico-immunitaria a prescindere dalla reale necessità di protezione vaccinale dei bambini. Ma tale affermazione contrasta con i diritti dei bambini poiché non si può utilizzarli per proteggere altri soggetti”.

Il pedagogista piacentino infine si domanda: “Se in Italia quasi il 90% della popolazione è ormai vaccinata, da quale contagio infantile dovrebbe proteggersi?”. E conclude: “Nessuna ricerca in corso può escludere del tutto eventuali complicazioni nell’uso dei vaccini sulla popolazione adulta e tantomeno sui bambini. Un margine di rischio rimane presente. È corretto eticamente sacrificare i bambini facendogli correre questo rischio benché minimo?”.

Gregori: perché sì

Risponde “indirettamente” a Novara il pediatra Gregori, sempre sulla testa online piacentina: “Se avessi figli piccoli li vaccinerei”. E aggiunge: “Fondamentale che ci sia un’informazione corretta e il più completa possibile, in modo che il genitore possa conoscere al meglio tutti i termini della questione. Ciò detto io mi considero un ‘operaio della medicina’ e sarebbe pretestuoso da parte mia decidere in merito, ma devo basarmi sulle competenze di coloro che studiano e lavorano quotidianamente su questi temi”.

Dall’inizio della pandemia, continua il dottor Gregori “molte informazioni a nostra disposizione si sono modificate; a mio modesto parere – e delle società scientifiche – prevale comunque di gran lunga l’idea che la vaccinazione possa essere un elemento favorevole, perché oltre a ridurre la diffusione del contagio, che sappiamo circola soprattutto tra chi non è vaccinato, può contrastare eventuali problemi di salute molto seri per i bambini, seppur riferiti ad un gruppo limitato”.

Per questo, conclude il pediatra, “credo che dare ai genitori quantomeno l’opportunità di vaccinare i propri figli sia importante, anche per contribuire a ridurre il rischio di una ridotta socializzazione ed evitare un altro inverno con scuole chiuse ed incontri ridotti all’osso. Qualcosa di cui come adulti forse non percepiamo appieno l’importanza, ma che per giovani in fase di crescita può comportare ricadute psicologiche non trascurabili”.

I numeri dell’Iss

Vediamo adesso gli ultimi dati disponibili. Diffusi il 20 novembre dall’Istituto Superiore di Sanità, contengono anche i numeri relativi all’impatto del Covid sulla popolazione italiana fino a 19 anni. Dall’inizio della pandemia al 17 novembre sono 808.228 i contagi, con 34 morti di Covid-19 nella popolazione ‘baby’. I ricoveri tra i bimbi e gli adolescenti sono stati in tutto 8.557, quelli in terapia intensiva 251. L’Iss evidenzia che dal 1° al 14 novembre “in questa popolazione sono stati segnalati 22.202 nuovi casi, di cui 143 ospedalizzati e 5 ricoverati in terapia intensiva”.

Sempre secondo l’Iss i casi di contagio, ricoveri e morti sono così distribuiti per fascia d’età dall’inizio della pandemia:

  • 16-19 anni: 229.073 casi, 2.068 ospedalizzazioni, 74 ricoveri in terapia intensiva e 7 morti;
  • 12-15 anni: 192.273 casi, 1.301 ospedalizzazioni, 58 ricoveri in terapia intensiva e 8 morti;
  •  6-11 anni: 241.739 casi, 1.407 ospedalizzazioni, 36 ricoveri in terapia intensiva e 9 morti;
  • 3-5 anni: 81.882 casi, 734 ospedalizzazioni, 19 ricoveri in terapia intensiva e 5 morti;
  • 0-3 anni: 63.261 casi, 3.047 ospedalizzazioni, 64 ricoveri in terapia intensiva e 5 morti.
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Massimo Solari è avvocato cassazionista e scrittore. Ha pubblicato diversi volumi sulla storia di Piacenza e alcuni romanzi. Ha tenuto conferenze e convegni sulla storia di Piacenza. Collabora con le riviste L'Urtiga e Panoramamusei.

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1 commento

  1. I bambini morti avevano TUTTI importanti patologie pregresse e concomitanti. Il pediatra che “se avesse figli” (ma non li ha) li vaccinerebbe dovrebbe chiedere ai pediatri tedeschi e inglesi perché invece loro lo sconsigliano; a Pfizer perché nello studio registrativo avvertiva che i primi dati seri sui bambini si sarebbero avuti nel 2026; e all’American Heart Association (AHA) perché ha scritto un articolo scientifico su Circulation (impact factor 15) dicendo ATTENZIONE, dopo lo shot aumentano i marker patologici endoteliali e cardiaci di un fattore fino al 25%.

    Fonti:
    https://bit.ly/313n8XQ
    https://bit.ly/3l6Bz4a
    https://bit.ly/3l8iQFv
    https://bit.ly/3HRfVec

    Buona lettura.

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