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Le vaccinazioni nel mondo: chi vince e chi perde nella corsa contro il Covid

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Covid: a che punto siamo con le vaccinazioni? No, nessuna polemica su AstraZeneca o altro. Solo una gara contro il tempo, nella quale, a ben vedere, nonostante quello che si dice di noi, in Italia non siamo messi poi tanto male.

Usa e Regno Unito

Ai primi posti in assoluto, parliamo delle statistiche del 4 aprile, sono senza dubbio Stati Uniti e Regno Unito. I primi perché, come hanno spiegato benissimo gli economisti Gabriella Chiesa e Luigi Filippini in un articolo precedente, se li fanno in casa e hanno impostato una produzione da economia di guerra. Così hanno somministrato già una dose a 106 milioni di statunitensi (su circa 300 milioni di abitanti) pari al 32,4%, ed entrambe le dosi a 61 milioni, pari al 18,7% della popolazione. Boris Johnson ha impostato una campagna tutta sua e ha spinto sull’acceleratore. Ad oggi i cittadini britannici che hanno ricevuto una dose sono il 47,3% per oltre 31,5 milioni. La seconda dose è stata somministrata all’8,1% della popolazione.

Il terzo “fenomeno” è Israele, che però non è ancora un’isola felice: dalle statistiche hanno vaccinato il 58,2% della popolazione con una dose (5.269.000) e il 53,5% (4.839.000) con due dosi, ma solo lontani sia dal Regno Unito che dall’immunità di gregge.

La situazione europea

Noi italiani siamo al 12,7% della popolazione vaccinata con una dose (7.638.000) e al 5,7% con due dosi (3.443.000). Dunque lontani anni luce da Usa, Uk e Israele.

Ma rispetto ai nostri partner europei come siamo messi? La Germania, da sempre la prima della classe, è al 12,1% (10.039.000) con una dose e al 5,2% (4.334.000) con due dosi. Dunque appena sotto di noi. E la Francia? 13,8% (9.251.000) e 4,6% (3.091.000) rispettivamente per la prima e la seconda dose, meglio di noi ma a pochissima distanza.

Spagna? 12,2% (9.707.000) e 6,2% (2.841.000). E la supponente Olanda di Mark Rutte? 9,9% (1.996.000) e 4,4% (699.000), dunque, l’abbiamo quasi distanziata. Il ricchissimo Lussemburgo, il Paese con il Pil pro capite più alto del mondo è fermo ai nostri dati: 12,4% (75.862) e 3,8% (23.494). Al 12,1% (4.595.000) e 5,5% (2.073.000) la povera Polonia, poco sotto di noi.

Dal Paraguay all’Indonesia

Il sito Our World in Data ci dà informazioni sul vaccino in tutto il mondo. E allora spaziamo con la fantasia per vedere come sono messe altre nazioni. Per esempio il Paraguay è allo 0,6% con 43.000 vaccinati, l’Albania allo 0,2% (6.073), mentre la Mongolia è all’11,67% (376.000) della prima dose. La nostra vicina Croazia al 9,5% (419.000) sulla prima e al 2,2% (96.000) sulla seconda dose.

L’India è indietrissimo col 5% (68.678.000) e lo 0,8 (10.426.000) di seconda dose. L’Indonesia finora ha vaccinato il 3,2% (9.634.000) dei suoi 270milioni di abitanti e l’1,5% (4.918.000) con due dosi.

I famosi “Paesi frugali”

Passiamo ai Paesi super efficienti, che spendono moltissimo in sanità e che guardano l’Italia con un misto di compassione e condiscendenza. Svizzera: 11,3% (961.000) e 6,7% (674.000), non sembra spicchi il volo. Svezia: 11,4% (1.167.000) e 4,9% (499.000), abbiamo battuto anche loro. Danimarca 13,2% (765.000) e 7% (405.000), ci hanno superato ma non sono distanti: siamo a un punto solo. Norvegia: 13,1% (699.000) e 5,3% (283.000), anche loro sono a un’incollatura, non molto lontani da noi. L’unica che eccelle è la Finlandia col 17,6% (973.000) e 1,6% (99.714) di prima e seconda dose.

E i super ricchi?

Dato che, come diceva Andreotti, chi pensa male fa peccato ma c’indovina, andiamo a vedere i super ricchi Paesi Arabi, dato che la vulgata afferma che tutti i ritardi nelle consegne dei vaccini all’Europa derivano dal fatto che le Big Pharma li hanno venduti due volte: a noi a prezzo calmierato, e in Medio Oriente a prezzi decuplicati. L’Arabia Saudita ha circa la metà dei nostri abitanti (34,27 milioni nel 2019) e ha già distribuito 4.494.000 dosi, pari al 14% della popolazione, anche se non si sa a quanti sia stata assegnata la seconda dose. Dunque numeri buoni ma non scandalosi.

E gli Emirati Arabi? Hanno 9.700.000 abitanti e hanno distribuito 8.579.000 dosi, pari all’87% della popolazione. L’altrettanto ricco Kuwait dichiara 604mila dosi sul 14,4% della popolazione. Ma la Giordania, Paese arabo con molti meno fondi, è ferma al 3% (364.000) della prima dose e all’1% (104.000) della seconda. E i pochi milioni di vaccini distribuiti tra Riyad e Dubai non sembra abbiano potuto provocare il cataclisma nei ritardi degli ultimi mesi. Se tutti dicono la verità, ovviamente.

Russia, Giappone e Cina

Mosca col suo vaccino Sputnik è “ferma” al 5,2% (7.505.000) della prima dose e al 3,2% (4.815.000) della seconda. Quasi vergognoso il Giappone, fermo allo 0,7% (913.000) e allo 0,1% (183.000), dove si sta sviluppando una nuova variante del virus, la eek, che sembra resistente al vaccino. Per sua fortuna l’impero del Sol Levante ha pochissimi casi e un’ottimo sistema sanitario, ed è per quello che si è attardato ad iniziare le vaccinazioni di massa.

E la Cina, dove tutto è cominciato? Come diceva Churchill della Russia, la Cina è un indovinello, avvolto in un mistero all’interno di un enigma: ad oggi, sul suo miliardo e 398 milioni di persone sembra siano stati vaccinati contro il Covid “solo” 140milioni, pari al 10% dei cinesi. Ma sarà davvero così?

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Massimo Solari è avvocato cassazionista e scrittore. Ha pubblicato diversi volumi sulla storia di Piacenza e alcuni romanzi. Ha tenuto conferenze e convegni sulla storia di Piacenza. Ha collaborato con le riviste Panoramamusei, L'Urtiga, e scrive sul quotidiano Italia Oggi.

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