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Vaccini, il Veneto fa sul serio: ecco il ricorso alla Consulta dalla A alla Z

Luca Zaia, presidente della regione Veneto

Vaccini: tanto tuonò che piovve. Il presidente del Veneto Luca Zaia l’aveva promesso all’adozione del decreto legge 73/2017 sulle vaccinazioni obbligatorie. Ed ecco che la Regione notifica un mese dopo il ricorso alla Corte Costituzionale contro il provvedimento del governo. Il decreto ha stabilito come obbligatori 12 vaccini. E sono state previste le corrispondenti sanzioni in caso d’inadempienza. Il contenzioso Stato-Regioni è dunque destinato a crescere. E così, prima ancora che il decreto sia stato convertito in legge, pende sul suo contenuto la mannaia della dichiarazione d’incostituzionalità.

Chiesta la sospensione cautelare

Anzi, i legali del Veneto hanno presentato, in coda al ricorso, un’istanza di sospensione del provvedimento, a titolo cautelare. Si vorrebbe evitare che l’eventuale applicazione delle sanzioni, in attesa della definizione del giudizio, infici il diverso sistema di prevenzione vaccinale voluto dalla Regione. Che è imperniato sul consenso informato. E sull’alleanza terapeutica tra le famiglie e le autorità sanitarie. Il ricorso, come aveva già annunciato il presidente leghista della Regione, non discute l’efficacia dei vaccini, ma il metodo impositivo del decreto. 

Vaccini: per il Veneto non c’è emergenza sanitaria

In via preliminare, il ricorso alla Consulta fa una contestazione squisitamente formale. E mette in dubbio che ricorrano i presupposti di straordinaria necessità ed urgenza. Non si giustifica quindi l’adozione di un decreto invece del procedimento legislativo ordinario (articolo 77 della Costituzione). Per il Veneto, non c’è alcuna emergenza sanitaria. Ed in particolare non regge l’identificazione (stabilita dal Governo) della soglia critica di copertura vaccinale con il 95% della popolazione. Secondo i legali, questa soglia indicata dall’Oms è quella ottimale, ma non quella critica generale. E in ogni caso nel Veneto, come attesta l’Istituto Superiore di Sanità, le coperture sono stabilmente al di sopra del 90% per la maggior parte delle patologie interessate dalle nuove disposizioni.

Violata l’autodeterminazione sanitaria

In secondo luogo, la Regione Veneto lamenta la lesione di numerose altre disposizioni costituzionali di grande rilevanza. Tutte comunque convergenti sul rispetto del principio sancito dall’articolo 32 della Costituzione. Quello dell’autodeterminazione nelle scelte sanitarie quale manifestazione dell’esercizio del diritto alla salute. E qui il ricorso fa appello a quella che in latino, nel linguaggio giuridico, si chiama “captatio benevolentiae“. E cioè, per chiedere una cosa alla Corte ci si richiama alla sua stessa giurisprudenza. Secondo la Consulta, infatti, si può ricorrere ad obblighi di vaccinazione solo in presenza di un altro interesse di pari grado della comunità, non altrimenti tutelabile. Il principio non risulterebbe rispettato dall’imposizione generalizzata di 12 vaccini su tutto il territorio nazionale. Un’ imposizione che travolgerebbe il sistema partecipativo che funziona in Veneto da oltre un decennio.

Veneto a braccetto con i 5 Stelle

 Infine, l’ente presieduto da Zaia attacca il regime sanzionatorio previsto dal decreto, che condiziona all’obbligo vaccinale l’iscrizione all’asilo nido e alla scuola materna. Questo in concreto potrebbe pregiudicare l’efficienza della Regione nell’erogazione dei servizi all’infanzia. Così come nell’assicurazione del diritto allo studioUn classico rilievo di carattere economico, sulla mancata copertura finanziaria del decreto, costituisce la chiusura del ricorso.
Da notare, in conclusione, come il tenore delle censure del Veneto al decreto sui vaccini ricalchi in larga misura la posizione assunta in materia dal Movimento 5 Stelle. Sarà il tempo a dire se la convergenza tra Lega e Grillini potrà approfondirsi. A partire magari dalla comune ostilità contro una politica d’imperio in materia di sanità pubblica.

Corrado Cavallotti è laureato con lode in Giurisprudenza all’Università Cattolica. Ha vinto il Premio Gemelli 2012 per il miglior laureato 2010 della Facoltà di Giurisprudenza di Piacenza. Ama la storia, la politica ed è appassionato di Chiesa. Scrive brevi saggi e collabora con il periodico Vita Nostra.

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