Val d’Arda: uno scrigno ricco di gioielli preziosi di ogni epoca, che se venisse aperto e valorizzato come merita, potrebbe offrire grandi opportunità per lo sviluppo del turismo da diversi punti di vista: culturale, naturalistico, enogastronomico.
L’ultima gemma salita agli onori delle cronache è quella Villa Verdi che speriamo raggiunga quanto prima i fasti che merita grazie all’intervento dello Stato. E allora iniziamo da lì, dalla casa-museo di Sant’Agata (Comune di Villanova d’Arda), dove Giuseppe Verdi ha vissuto per cinquant’anni e composto le sue opere più famose. Il punto di partenza per un viaggio ideale, risalendo la Vallata e i suoi dintorni in 10 tappe.
Città ideali, abbazie e…
A pochi chilometri da Villa Verdi, ecco Cortemaggiore, una “città ideale” già capitale del principato dei Pallavicino, ricca di opere d’arte, firmate dal Mazzola e Pordenone. Poi si arriva a Fiorenzuola, il capoluogo della Val d’Arda, con una collegiata (la chiesa di San Fiorenzo) assolutamente da visitare; e che lo scorso anno si è rilanciata come centro culturale di vaglia, nel suggestivo palazzo Lucca, con una mostra di arte contemporanea, “Da Warhol a Banksy”, che ha superato i 10mila visitatori.
Lasciamo Fiorenzuola per raggiungere in pochi minuti Chiaravalle della Colomba, dove c’è il più antico monastero cistercense dell’Emilia-Romagna, fondato nel 1136 da San Bernardo; un’abbazia inserita nei percorsi della via Francigena. Sempre in Comune di Alseno, ecco Castelnuovo Fogliani e il suo maniero. Una residenza progettata dal Vanvitelli con annesso giardino all’italiana.
Un tuffo nel medioevo
Altra pietra tra le più preziose dello scrigno, Vigoleno, in Comune di Vernasca. Con il suo castello e il suo sistema difensivo, è uno dei borghi più belli d’Italia. Restando immersi nel medioevo, si torna nell’alveo principale della Val d’Arda per godersi il suo gioiello più luminoso: Castell’Arquato. Un luogo magico, di rara bellezza e dal grande impatto scenografico: un vero emblema della Val d’Arda, che merita di essere rilanciato a 360 gradi. Idea che pare inizi a prendere piede: di recente, alcuni Comuni dell’alta valle (Lugagnano, Vernasca, Morfasso) insieme con Fiorenzuola e Alseno hanno deciso gestire in modo associato le strutture per l’informazione e accoglienza turistica (Iat) con capofila proprio Castell’Arquato.
Natura e archeologia
Ma torniamo alle ultime tappe del nostro viaggio in Val d’Arda, che lungo il percorso offre ristoranti e cantine che meritano una sosta. Da Castell’Arquato, si sale a Lugagnano con i suoi calanchi cari ai naturalisti; e da lì si va ancora in Comune di Vernasca, a Mignano, dove c’è una delle due dighe del Piacentino (l’altra è quella del Molato in alta Val Tidone): un lago artificiale che vale una visita e che avrebbe grandi potenzialità anche sul piano turistico.
Poi ecco Veleia (Comune di Lugagnano), antica città romana di piccole dimensioni. Si tratta però di una delle più importanti testimonianze dell’epoca in Nord Italia, dove gli amanti dell’archeologia vanno a nozze. Un sito affascinante, che fa perdere la nozione del tempo. Infine, chiudiamo con il magnifico Parco del Monte Moria, che tra boschi rigogliosi si estende per circa duemila ettari tra i Comuni di Lugagnano e Morfasso.
Patrimonio unico
Ecco cosa offre la Val d’Arda, e ci scusiamo se abbiamo dimenticato qualcosa (come la strepitosa chiesa romanica di Vigolo Marchese, frazione di Castell’Arquato). Si tratta di un patrimonio unico per storia e varietà, sparso su tutto il territorio. E forse sarebbe ora che venisse messo a reddito con investimenti e progetti comuni. Come per esempio una ciclabile dal Po all’Appennino, che oggi grazie alle e-bike anche i meno allenati potrebbero percorrere con piacere. Investimenti da mettere in rete alla voce sviluppo, superando i piccoli campanilismi locali, per attirare turismo di qualità e offrire nuove opportunità a chi in Val d’Arda ci vive e vuole continuare a farlo.
Giovanni Volpi, giornalista professionista, è il direttore del Mio Giornale.net. Ha iniziato al Sole-24 Ore nel 1993. Dieci anni dopo è passato in Mondadori, a Tv Sorrisi e Canzoni, dove ha ricoperto anche il ruolo di vicedirettore. Ha diretto Guida Tv, TelePiù e 2Tv; sempre in Mondadori è stato vicedirettore di Grazia. Ha collaborato con il Gruppo Espresso come consulente editoriale e giornalistico dei quotidiani locali Finegil.
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