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Voto Quirinale.1: primo giorno dall’amaro in bocca, ma Salvini…

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Quirinale: il risultato del primo giorno per l’elezione del successore di Sergio Mattarella lascia l’amaro in bocca. Un trionfo di schede bianche. Rappresentano, da una parte, l’incapacità della nostra intera classe politica di dare pronte risposte alle domande del Paese. E dall’altra un’impasse che potrebbe essere foriera di novità. Infatti indicare scheda bianca per il Colle vuol anche dire che nessuno vuole bruciare candidati “di bandiera”.

Ombre ucraine

Se nel 1992 l’elezione di Scalfaro è stata dettata dal tritolo della strage di Capaci e quella di Pertini nel 1978 dall’omicidio Moro, non si esclude che queste elezioni saranno dominate dalla crisi Ucraina-Russia che potrebbe portare a una guerra in Europa dell’Est, con pesanti ripercussioni economiche anche nella Ue.

Centrodestra protagonista

Salvini ha dichiarato in serata che “si sta lavorando a una soluzione condivisa. Il centrodestra unito offrirà al centrosinistra una serie di nomi di uomini e donne di alto profilo istituzionale e culturale tra i quali scegliere il nuovo capo dello Stato”.

Cunial respinta

Fa parte del necessario folklore romano l’episodio di Sara Cunial, deputata già 5 Stelle e oggi nel gruppo misto, no vax, che voleva votare senza esibire l’indispensabile green pass (non rafforzato, basta un tampone negativo). Respinta dagli assistenti parlamentari ha minacciato di “denunciare Fico” e di contestare l’elezione del Presidente della Repubblica.

Salvini dà le carte?

Ma torniamo alla giornata frenetica del leader leghista. Dopo aver visto il premier Draghi al mattino, ha poi incontrato la Meloni, Enrico Letta e Conte. Cosa si sa? Che con Draghi e la Meloni, finito l’incontro, non c’è stata nessuna dichiarazione; mentre dopo gli incontri con Letta e Conte è stato emesso un comunicato di reciproca soddisfazione.

Le indiscrezioni

Che cosa si sono detti? Ovviamente è tutto riservatissimo. Ma si può ricostruire così: Salvini avrebbe chiesto a Draghi se fosse sempre disponibile a correre per il Quirinale. Altre voci dicono esattamente il contrario: Salvini avrebbe domandato a Draghi la disponibilità a restare a palazzo Chigi, per esempio, con Casini al Colle.

Con la Meloni (che fa votare i suoi per l’ex magistrato veneziano Nordio) sembra siano volati gli stracci; perché la presidente di Fratelli d’Italia contesta la leadership del centrodestra accaparrata da Salvini.

Gli incontri migliori sembrano quelli Salvini–Letta–Conte; assieme rappresenterebbero i due terzi dei grandi elettori, al netto degli eventuali franchi tiratori. Sembra dunque un’elezione che potrebbe vedere gli esponenti dell’attuale maggioranza giocare uniti.

I numeri dei presidenti

Solo 3 presidenti su 12 (De Nicola, Cossiga e Ciampi) sono stati eletti alla prima votazione. Il record negativo (23 votazioni) è di Giovanni Leone nel 1971.

In mezzo ci sono state le 21 votazioni di Saragat, le 16 del pur amatissimo Pertini, le 16 di Scalfaro, eletto poi in fretta e furia sotto l’emergenza della strage di Capaci, le 9 necessarie nel 1962 per eleggere Antonio Segni.

Le altre elezioni al Quirinale sono nella media: al quarto scrutinio, quando il quorum scende al 50% più uno dei partecipanti, sono stati eletti Einaudi, Gronchi, Napolitano I e Mattarella, mentre la seconda elezione di Napolitano è giunta alla sesta conta.

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Massimo Solari è avvocato cassazionista e scrittore. Ha pubblicato diversi volumi sulla storia di Piacenza e alcuni romanzi. Ha tenuto conferenze e convegni sulla storia di Piacenza. Collabora con le riviste L'Urtiga e Panoramamusei.

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