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Voto Quirinale.3: giornata no, ma da domani si cambia musica…

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Quirinale: terzo atto e terza fumata nera. Ma da domani si cambia musica, visto che basteranno 505 voti per raggiungere il Colle. Partiamo però dai risultati di oggi. Le schede bianche sono state 412; 125 voti per Sergio Mattarella; 114 per Guido Crosetto, quasi il doppio degli elettori di Fratelli d’Italia di cui fa parte; seguono Paolo Maddalena (61) e Pierferdinando Casini (52).

Democristiani e Adriatico

Si può titolare il terzo giorno di voto sia “Moriremo democristiani”, perché le due candidature più forti oggi sembrano essere quelle di Mattarella e Casini, sia “La maledizione dell’Adriatico”. Quest’ultima è una sorta di “profezia di Malachia” in salsa Quirinale: tre presidenti sono piemontesi (Einaudi, Saragat e Scalfaro), uno ligure (Pertini), tre campani (De Nicola, Leone e Napolitano), due toscani (Gronchi e Ciampi), due sardi (Segni e Cossiga), un siciliano (Mattarella). Nessuna di queste regioni è affacciata sull’Adriatico. Dunque, sarebbe un altolà per Casini (Emilia-Romagna). Ma se vogliamo seguirla, nessun presidente è stato eletto anche in Lombardia e a Roma, dunque ci sembra una profezia o una maledizione che lascia il tempo che trova.

Spallata Casellati

La giornata all’inizio sembrava caratterizzata dal desiderio del centrodestra di dare una spallata, candidando Maria Elisabetta Alberti Casellati e cercando di far eleggere domani la presidente del Senato dall’intero centrodestra (450 elettori circa) con i fuoriusciti che hanno votato Maddalena e qualche malpancista 5 Stelle. Nel pomeriggio Enrico Letta però stoppa Salvini con un tweet di fuoco: “Proporre la candidatura della seconda carica dello Stato, insieme all’opposizione, contro i propri alleati di governo sarebbe un’operazione mai vista nella storia del Quirinale. Assurda e incomprensibile. Rappresenterebbe, in sintesi, il modo più diretto per far saltare tutto”.

Casini su Instagram

Bloccata la spallata, che comporterebbe anche la fine del governo Draghi e dell’intera legislatura, ha ripreso quota la candidatura Casini: non divisivo, tranquillo, pacioso, amico di tutti ma soprattutto nemico di nessuno. Certo, si dice, è una “seconda scelta” rispetto a Draghi; anche se guardando il suo profilo Instagram, si potrebbe dire che Pierfurby si stia preparando da anni al Quirinale, postando addirittura un suo recente intervento a una manifestazione culturale che si è svolta a Montecitorio, alla presenza di Casellati e Fico, che vista così sembra il suo discorso di insediamento al Colle.

Belloni e spy story

Pare che in serata si debbano vedere Letta e Salvini per cercare il famoso “nome condiviso”; ed è facile ipotizzare che altri incontri si susseguiranno fino a tarda notte. Potrebbe uscire il nome di Elisabetta Belloni? Perché no: è un’altra personalità che non si sa per chi voti, dunque potrebbe essere condivisa. I maligni dicono che se venisse eletta, farebbe assomigliare l’Italia alla Russia di Putin, perché anche noi avremmo sul seggio più alto un’esponente dei servizi segreti. Non possiamo dimenticare però che anche George H.W. Bush era stato capo della Cia prima di diventare il 41° Presidente degli Stati Uniti.

Draghi insegue…

Da domani, come dicevamo, si inizia a giocare sul serio. Basteranno 505 voti per arrivare al Quirinale. Nella corsa secondo le ultime voci sarebbero in testa Casellati, Draghi e Sabino Cassese. Il premier però secondo alcuni sarebbe in svantaggio, e pagherebbe la sua lontananza dalla politique politicienne, dalla politica partitica spicciola. Del resto da Conte a Salvini a Berlusconi, sono più i capi partito che lo vogliono inchiodato a Palazzo Chigi di quanti lo vogliono al Quirinale.

…e Saturno insegna

Ma potrebbe succedere ancora di tutto, dopo che il centrodestra in questi giorni ha espresso fin troppi candidati contro il silenzio del centrosinistra che non ha toccato palla, esprimendo solo dinieghi. Pensate che qualche ora oggi sembrava fatta con Draghi al Quirinale con Casini al suo posto a palazzo Chigi. Ma pare che quest’ultimo abbia rifiutato l’ipotesi, facendola tramontare. E la rosa dei tre del centrodestra, Pera, Moratti e Nordio? E la Cartabia, e Frattini? Non pervenuti o forse, già eliminati nel gran circo del Quirinale, che divora i suoi candidati come Saturno mangiava i suoi figli.

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Massimo Solari è avvocato cassazionista e scrittore. Ha pubblicato diversi volumi sulla storia di Piacenza e alcuni romanzi. Ha tenuto conferenze e convegni sulla storia di Piacenza. Collabora con le riviste L'Urtiga e Panoramamusei.

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