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Pnrr: la Procura della Corte dei conti evidenzia le condotte illecite in Emilia-Romagna

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Pnrr: l’elenco delle condotte illecite è lungo. E per un ammontare rilevante riguarda l’attuazione in Emilia-Romagna del Piano nazionale di ripresa e resilienza. Ne ha parlato ieri il procuratore generale della Corte dei conti, Pio Silvestri, alla cerimonia di inaugurazione dell’anno giudiziario della magistratura contabile. L’elenco comprende l’indebita percezione di contributi da parte dei soggetti attuatori; il mancato rispetto dei cronoprogrammi per la realizzazione dei progetti; la distrazione di risorse; opere non conformi ai progetti.

Nel mirino

I presunti danni per queste condotte illecite finora ammontano a 1,8 milioni di euro; ma secondo i magistrati le cifre definitive “saranno di importo notevolmente maggiore”.  La relazione vede in primo piano l’indebita percezione di contributi finita nel mirino della procura regionale dell’Emilia-Romagna, per circa un milione di euro, e di quella del Veneto, per circa 640.000 euro. Sempre i magistrati contabili emiliani, spiega anche ItaliaOggi, stanno indagando per esempio su opere non conformi al progetto, come asili nido e servizi integrativi, e su presunte irregolarità riguardanti un bando per l’acquisto di un edificio per realizzare appartamenti popolari.

Campanello d’allarme

Per Silvestri sono segnali che costituiscono un campanello d’allarme. Perché “l’attuazione del Piano nazionale di ripresa e resilienza, terminata la predisposizione delle regole di contesto, è entrata nel vivo”. Con il problema maggiore, dopo l’arrivo dei fondi in Italia dall’Unione europea, che rimane quello della spesa dei fondi Pnrr. “Nonostante l’ingente ammontare di risorse messe a disposizione, è stato registrato un modesto progresso nel loro utilizzo, nonostante sia stato constatato uno stadio sufficientemente avanzato nell’assegnazione delle medesime ai soggetti attuatori, pari a circa 142 miliardi di euro, cioè a oltre il 70% delle risorse del Pnrr”. Tuttavia, per i dati diffusi a dicembre dall’Ufficio Parlamentare di Bilancio, in base alle informazioni contenute nella piattaforma Regis al 26 novembre 2023, risultavano spesi solo 28,1 miliardi di euro (circa il 14,7% del totale delle risorse europee del Pnrr); mentre restano da spendere 138,2 miliardi per conseguire tutti i target previsti.

Lo scudo erariale

Nella sua relazione Silvestri ha parlato anche della proroga dello “scudo erariale”. E cioè della limitazione della responsabilità per danno erariale ai soli casi di dolo, omissione o inerzia; con esclusione, dunque, delle ipotesi di colpa grave. Uno scudo che doveva calare a giugno 2024 e invece resterà attivo fino al 31 dicembre dal decreto legge Milleproroghe (dl n.215/2023) nel testo convertito dal Parlamento. Per il procuratore generale della Corte conti, “la riduzione dell’area della responsabilità non sembra la risposta più idonea a superare le difficoltà dell’azione amministrativa, poiché l’esenzione o la limitazione della responsabilità potrebbe fungere da disincentivo per l’attività di coloro che, operando con diligenza, cura e passione, non vedrebbero premiati il loro impegno e la loro professionalità”.

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