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Carabinieri di Piacenza: il bilancio 2024 del colonnello Breda sulle attività dell’Arma

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Carabinieri di Piacenza: “Il 2024 è stato un anno molto intenso speso al servizio dei cittadini”, ha affermato il colonnello Pierantonio Breda, comandante provinciale dell’Arma. L’occasione per fare il punto sulle attività dei militari è stato il tradizionale incontro con la stampa di fine anno, tenuto questa mattina nella caserma di viale Beverora.

Sul territorio piacentino, ha spiegato Breda, “l’indice della delittuosità si è mosso in senso opposto rispetto alla percezione della sicurezza da parte dei cittadini. Da un lato infatti abbiamo rilevato un calo dei reati e soprattutto una diminuzione dei furti, in particolare in città. Dall’altro, invece, abbiamo verificato una certa preoccupazione nella popolazione”. Come si spiega? “È legata probabilmente al fatto che quest’anno si sono verificati alcuni episodi molto gravi”, tra i quali, per esempio, la tragedia di Aurora Tila a Piacenza o altri casi efferati, come l’omicidio di Nikolin Nika a Bettola, senza dimenticare alcune rapine eclatanti in abitazione. “Per quanto isolati, sono episodi che hanno colpito nel profondo la sensibilità comune, alimentando la preoccupazione proprio per la prossimità con le vittime”.

Riflettori puntati anche sul mondo giovanile, in particolare sul fenomeno del bullismo, che spesso nasconde veri e propri reati. “Un tema importante, su  cui vogliamo fare un’operazione culturale”, ha aggiunto il comandante provinciale. “È un’operazione che va fatta non solo verso chi si comporta da bullo, ma anche nei confronti delle vittime, che spesso tollerano troppo”. Per questo, “è stato realizzato un ‘bullizzometro’: uno strumento agile, che abbiamo diffuso anche nelle scuole, utile alle vittime per identificare questi comportamenti e capire cosa fare per chiedere aiuto”.

Altro punto chiave: le chiamate al 112. “Spesso le riceviamo troppo tardi”, ha sottolineato Breda. “Questo è dovuto a un forte senso del pudore, che spinge i cittadini ad allertare la nostra centrale operativa quando hanno un quadro completo del fatto. Un comportamento che non ci aiuta, anzi. È meglio essere allertati subito, anche con notizie parziali, così da poter approntare un’azione e poi eventualmente rettificare il fatto segnalato dalla chiamata”.

I numeri del 2024

Veniamo ai numeri che sostanziano le attività dell’Arma. Numeri non fini a sé stessi, perché consentono di dare una dimensione e una consistenza oggettiva al lavoro preventivo e di controllo messo in campo ogni giorno dai carabinieri di Piacenza.

Le pattuglie della provincia, spiega la nota, hanno percorso complessivamente 1.893.756 chilometri in servizi di controllo del territorio e preventivi, ed hanno effettuato 14.587 interventi (quasi 45 al giorno). Servizi svolti quotidianamente nell’arco delle 24 ore, sia in città che in provincia, con l’impiego dei comandi Stazione e degli equipaggi del Radiomobile. Nel corso dei 19.018 servizi esterni, sono state controllate 66.555 persone e 46.182 veicoli.

Un’attività di prevenzione che ha riguardato anche il settore della sicurezza stradale: 2.186 sono stati gli interventi effettuati per sinistri stradali, mentre 2.155 sono state le contravvenzioni al Codice della Strada, di cui 132 per guida in stato di ebbrezza alcolica o per guida sotto l’effetto di sostanze stupefacenti.

Sempre sul piano della prevenzione, è stata posta particolare attenzione all’attività di sensibilizzazione e formazione dei giovani sul tema della legalità, con particolare riferimento al bullismo ed ai rischi legati al cyber-bullismo, nonché all’uso consapevole dei social media (sono già stati svolti 23 degli 88 incontri programmati per l’intero anno scolastico). In più, presso le municipalità, nelle parrocchie, nei centri per anziani e presso altre associazioni e luoghi di aggregazione, sono stati organizzati incontri per informare la popolazione sui rischi e sui reati più diffusi quali le truffe e i furti in abitazione.

Chiamare il 112

Un modo per dare al cittadino consigli semplici ed efficaci, ma anche per ricordare loro che, in caso di dubbio, chiamare il 112 è la soluzione migliore e più rapida per ricevere aiuto. La telefonata al 1-1-2, è questo uno slogan che cerchiamo di rendere “virale”, è tanto più efficace quanto più è tempestiva. Meglio chiamare immediatamente, anche con elementi frammentari da integrare o rettificare con telefonate successive, piuttosto che aspettare di avere un quadro completo di situazione. Una maggior consapevolezza dei rischi e dei servizi da attivare in caso di bisogno, consente al cittadino di proteggersi con maggior efficacia, ma anche all’Arma di offrire una risposta più aderente e tempestiva.

I controlli “specialistici”

In ambito di prevenzione, è poi risultato strumento fondamentale anche quello della collaborazione e delle sinergie con le componenti specialistiche dell’Arma, ed in particolare N.A.S. e Nucleo Ispettorato del Lavoro. I controlli svolti nei vari settori hanno infatti permesso, in molti casi, di evidenziare carenze o inadempienze che, se trascurate, avrebbero potuto avere conseguenze anche gravi. Nel corso dell’anno i carabinieri dell’Ispettorato del Lavoro hanno eseguito 165 ispezioni in città e provincia a ditte, cantieri edili e attività, sia a tutela dei lavoratori occupati, che dell’utenza.

Supporto e repressione

Nel 2024 il cittadino ha contattato il numero di emergenza 112 per ben 118.430 volte. In 1.352 casi si è trattato di richieste di soccorso. È utile ribadire, a tal proposito, che proprio il numero di emergenza 112 è il numero da chiamare nell’immediatezza dei fatti, sarà poi l’operatore a valutare se il caso segnalato abbia bisogno di un immediato approfondimento da parte di una pattuglia o se, in assenza di urgenza, possa essere il cittadino a recarsi autonomamente presso la Stazione Carabinieri più vicina. Ed è proprio grazie alle 29 Stazioni Carabinieri sparse su tutto il territorio della provincia che sono state ricevute ben 19.264 persone. Ad ognuna di esse è stata garantita accoglienza ed attenzione, anche quando si è trattato di un semplice sfogo o per richiedere un consiglio.

Quest’anno, prosegue la nota, l’indicatore complessivo della delittuosità in provincia ha avuto una leggera, positiva flessione (9.349 reati al 23 dicembre 2024 contro 9.865 in tutto il 2023), mentre per quanto riguarda l’azione di contrasto 2.061 delitti hanno presunti autori noti (quasi uno su quattro).

L’Arma, anche in virtù della sua capillare presenza su tutto il territorio, ha la responsabilità di procedere per l’83% dei reati che accadono in provincia. Delitti non di rado gravi, che richiedono prontezza e competenza. Nell’anno in corso i Carabinieri di Piacenza hanno dovuto procedere per due efferati omicidi, verificatisi uno in città ed un altro in provincia, riuscendo in breve tempo e sotto la direzione dell’Autorità Giudiziaria, ad individuarne i presunti responsabili, poi tratti in arresto.

Dalle liti al codice rosso

Altro impegno non trascurabile, quello che deriva da fatti del quotidiano, come ad esempio gli interventi richiesti per liti e dissidi che, nell’anno in corso, sono stati ben 3.215. Un’attenzione particolare è stata indirizzata alle fasce deboli, sempre più spesso vittime di violenze di genere. Sempre costante e viva, infatti, l’attenzione e l’impegno che l’Arma piacentina pone nell’attività di prevenzione e contrasto a questo spregevole fenomeno, attraverso il ricorso a tutti gli strumenti disponibili per evitare che comportamenti violenti degenerino in condotte più gravi. 168 sono stati il totale dei reati “codice rosso”, 96 il totale dei provvedimenti eseguiti (67 divieto di avvicinamento e 29 persone arrestate).

Potenziamento della struttura

Molta attenzione e risorse sono state dedicate all’aggiornamento professionale dei Carabinieri in servizio in questa provincia, sia mediante corsi di aggiornamento professionale sia con periodi di istruzione svolti nell’ambito dei reparti di appartenenza. Con riguardo ai corsi formativi, particolare valenza hanno avuto quelli svolti presso gli istituti di formazione dell’Arma, la cui struttura e durata consente di ottenere una elevata specializzazione anche in settori innovativi e complessi.

Ben 148 Carabinieri di ogni grado, hanno preso parte a 23 corsi su temi che spaziano dalle nuove tecnologie investigative alla criminalità informatica, dalla guida in condizioni di emergenza alla tutela delle fasce deboli, dal contrasto alla corruzione alle tecniche di aggressione dei patrimoni illeciti, dalla sicurezza sui luoghi di lavoro all’utilizzo del taser.

Nei prossimi mesi, grazie all’impegno dell’Amministrazione comunale di Podenzano, verranno completati i lavori del nuovo presidio dell’Arma in quella importante area del territorio provinciale, portando così a 30 il numero delle Stazioni.

Infine, nell’anno in corso, 3 carabinieri di questa provincia hanno partecipato a missioni internazionali. Un impegno, quello svolto all’estero in missioni di mantenimento della pace o di stabilizzazione, che consente al personale di accrescere in maniera significativa le proprie competenze e di acquisire sensibilità che troveranno utile applicazione anche una volta rientrati in Patria.

Per non dimenticare

Il comando provinciale dell’Arma di Piacenza, anche nel 2024, ha poi dedicato particolare attenzione e cura alla propria storia e alla memoria dei carabinieri che, in questo territorio, hanno sacrificato la loro vita per il bene comune e per la salvaguardia dei principi costituzionali.

Il 30 settembre 2024, presso la Chiesa di San Mario e San Giovanni Battista di Vigolzone è stata celebrata la santa messa in suffragio del Vice Brigadiere M.O.V.C. alla memoria Luca Di Pietra, deceduto tragicamente in servizio 10 anni fa a Castel San Giovanni. A lui, sarà inoltre intitolata proprio la Stazione Carabinieri di Podenzano.

La provincia di Piacenza, continua la nota, ha un legame forte con l’Arma, testimoniato anche dalla straordinaria figura di un carabiniere piacentino M.O.V.M. alla memoria, ovvero il Brigadiere Alberto Araldi, già comandante partigiano noto con il nome di battaglia di “Paolo”. Nato a Ziano Piacentino (PC) il 18 gennaio 1912, si arruolò nell’Arma nel 1930 per poi, all’indomani dell’8 settembre del ’43, entrare a far parte del movimento clandestino di resistenza. Già dal dicembre dello stesso anno entrerà a far parte della Iª Divisione Piacenza, assumendo dapprima la qualifica gerarchica partigiana di “Capo Distaccamento” e poi di “Comandante di Brigata”.

In quella veste, memorabili furono le imprese di Araldi. Un eroe, ma anche un personaggio cinematografico. Specialista nel sottrarre armi ai nazifascisti, compiva le sue azioni tramite camuffamenti che gli consentivano di entrare nelle polveriere nemiche, depredandole di armi e munizioni. Azioni spregiudicate, ai limiti dell’immaginazione, che gli valsero l’ammirazione sia dei colleghi che di gran parte della popolazione.

In occasione degli 80 anni dalla tragica morte di Araldi (avvenuta per fucilazione il 6 febbraio 1945), il comando provinciale con il supporto delle scuole e di altre istituzioni locali, sta preparando un ricco calendario di iniziative per ricordarne la figura. Anche con l’obbiettivo di indicare, soprattutto ai giovani, un eroe a loro vicino. Un eroe di questa terra cresciuto con i loro stessi orizzonti negli occhi, in grado di muoverne i sentimenti verso ideali di giustizia e di impegno civile, conclude la nota dei carabinieri di Piacenza.

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