Cultura

Margherita Sarfatti e l’arte del Novecento italiano in mostra a Piacenza

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Margherita Sarfatti è una figura chiave e controversa della storia culturale e politica italiana dell’inizio del secolo scorso. Prima donna in Europa ad occuparsi di critica d’arte con notevole competenza anche giornalistica, diventa una mecenate e un punto di riferimento per i giovani talenti dell’epoca.

Oggi però Margherita Sarfatti viene ricordata soprattutto per altre vicende. Nasce nel 1880 in una ricca famiglia ebrea, i Grassini di Venezia. Si sposa giovanissima e durante gli anni ’10, nella Milano socialista, si spende per l’emancipazione femminile, diventando l’amante di Benito Mussolini. Anche da biografa, ne sostiene poi l’ascesa con la nascita del partito fascista fino alla presa del potere e alla dittatura. Un rapporto che dapprima la porta ad essere protagonista delle politiche culturali del regime, ma che poi, dopo alcuni anni, arriverà alla rottura. Con l’approvazione delle leggi razziali del 1938, Margherita Sarfatti sarà costretta all’espatrio per evitare la deportazione nei lager nazisti, dove ad Auschwitz muore la sorella Nella Grassini Errera. Al suo rientro in Italia nel Dopoguerra, segue un progressivo isolamento nella sua villa di Cavallasca, vicino a Como, dove Margherita Sarfatti morirà nel 1961.

La mostra piacentina

Al côté culturale di questa figura discussa e poliedrica è dedicata la mostra “Il salotto di Margherita: l’arte del Novecento italiano” di ED Gallery e Spazio Rosso Tiziano che si aprirà a Piacenza il 13 settembre alle ore 18,30 in via Taverna 41.

«Il filo conduttore dell’esposizione che ha dato vita a questa collezione è l’amore per l’arte tra le due guerre, la passione per la produzione che prende il nome di Novecento italiano», si legge nella nota degli organizzatori. «Questo movimento nasce dal raggrupparsi di sette pittori intorno alla figura della grande donna, mecenate e critica d’arte che fu Margherita Sarfatti, in un momento in cui la città di Milano si voleva riproporre come centro dell’avanguardia italiana. Le opere qui esposte vedono la paternità di artisti che hanno partecipato alle esposizioni di questo movimento – tra cui Sironi, Dudreville, Oppi, Marussing, Bucci, Funi – e che proprio per questo motivo sono state presentate nelle principali istituzioni museali internazionali».

Ad impreziosire l’inaugurazione della mostra «dedicata a una figura che ha plasmato in modo significativo il panorama artistico italiano del primo Novecento», l’intervento di Daniela Ferrari. «La storica dell’arte, curatrice e conservatrice presso il Mart di Trento e Rovereto, approfondirà il ruolo di Margherita Sarfatti come instancabile promotrice del modernismo e il suo impatto duraturo sull’arte italiana», conclude la nota degli organizzatori della mostra piacentina che sarà aperta dal lunedì al sabato (15,30-19) fino all’11 ottobre.

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