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Turismo a Piacenza: il 2025 trainato da settore extra-alberghiero e visitatori stranieri

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Turismo a Piacenza: il 2025 è stato un anno di netta ripresa. I dati definitivi mostrano un’importante crescita dei flussi dei visitatori, come certifica il report dell’Ufficio statistica della Provincia. Il territorio piacentino nel suo complesso ha registrato risultati superiori alle aspettative del primo semestre. Gli arrivi totali hanno raggiunto infatti 292.902 unità. Un dato che segna un incremento del 9,7% rispetto all’anno precedente. Ancora più rilevante è quello relativo alle presenze: i pernottamenti totali sono stati 638.027, con una crescita dell’11,4%. Oltretutto, entrambi i parametri hanno raggiunto i massimi storici dal 2011 ad oggi.



Battuta la media regionale

Il dinamismo piacentino emerge anche dal confronto con i dati dell’Emilia-Romagna. A livello regionale, gli arrivi sono cresciuti mediamente del 7,8%. Le presenze in regione hanno registrato un incremento più contenuto, pari al 3,9%. Piacenza, con un +11,4%, ha dunque fatto segnare un incremento di presenze quasi triplo rispetto alla media regionale. Le performance locali sono paragonabili così a quelle di province come Parma e Reggio Emilia. Con il territorio piacentino che si conferma un protagonista dell’Emilia occidentale.

Il ruolo del capoluogo

La città di Piacenza continua a essere il cuore pulsante dei flussi turistici. Circa la metà dei movimenti provinciali si concentra infatti nel capoluogo. Piacenza ha accolto 152.363 arrivi, con un aumento del 7,2%, mentre i pernottamenti sono stati 331.400 (+7,8%). Quindi, il 52% di chi sceglie la provincia decide di soggiornare in città. Tuttavia, il vero boom si è registrato nelle aree extra-urbane: l’Appennino e le zone collinari pesano ormai per il 21% del totale.



Il successo dell’extra-alberghiero

Il settore extra-alberghiero ha vissuto una trasformazione radicale. Lo scorso anni gli arrivi in queste strutture sono balzati a 106.921 unità, con un +32,2%. Le presenze sono aumentate del 28,3%, superando i 302.000 pernottamenti. Questo comparto ha ora un’incidenza del 47,4% sul totale provinciale. Nel 2019, la sua quota era al 33,4%. Un fattore decisivo è stato però l’inserimento statistico degli appartamenti privati ad uso turistico. Questi ultimi hanno contribuito da soli con circa 40.000 presenze. Il numero di esercizi extra-alberghieri così è quasi raddoppiato in un anno.

Stranieri e italiani

Il turismo straniero è stato una componente fondamentale della crescita. Gli arrivi dall’estero hanno superato quota 95.000 (+11%), con oltre 188.000 pernottamenti (+18,7%). La Germania guida la classifica con più di 23.700 presenze (+21,2%). Segue la Francia con circa 23.100 soggiorni registrati (+23,2%). Un dato in controtendenza riguarda invece il mercato giapponese, diminuito del 32% e sceso a 2.117 visitatori.

I turisti italiani rappresentano ancora il 70% del mercato totale con quasi 450mila presenze a Piacenza e provincia (+8,6%). La Lombardia è la regione che invia più visitatori: da sola garantisce quasi il 21% delle presenze nazionali (92.180; +20,6% nel 2025). Forte anche il turismo interno dalla stessa Emilia-Romagna: a quota 87.487 unità, vale il 19% del totale (+13,9%). In calo invece le presenze dalla Sicilia, crollate del 14% a 24.138 unità.

Eccellenze e stagionalità

Bobbio si conferma al vertice della crescita turistica nel territorio provinciale. Il comune ha segnato un incremento record del 53,3% nelle presenze (oltre 15.000). Anche Castell’Arquato ha mostrato ottime performance sfiorando gli 8.000 pernottamenti (+31,9%). La stagionalità del turismo piacentino ha visto i suoi picchi nei mesi estivi: giugno, luglio e agosto hanno registrato incrementi tra il 18% e il 23%. Il secondo semestre 2025 è stato dunque particolarmente brillante per l’intera provincia, con il sistema turistico locale che sembra aver trovato una via di crescita.

I punti critici

Nonostante i record, i dati dell’Ufficio statistica provinciale evidenziano alcuni punti critici da non trascurare. Il comparto alberghiero appare in una fase di stagnazione. Gli arrivi negli hotel (185.981) sono rimasti sostanzialmente invariati rispetto al 2024. Le presenze alberghiere (335.868) hanno subito invece una leggera flessione di circa 1.500 unità (-0,4%). E questo settore non è ancora tornato ai livelli pre-pandemici del 2019, con le presenze in hotel che segnano ancora un -5,4% rispetto a sei anni fa.

Emergono poi criticità in alcune aree della provincia. Castel San Giovanni per esempio ha perso lo 0,3% degli arrivi e il 12,2% dei pernottamenti rispetto all’anno precedente. Anche Fiorenzuola ha mostrato un dinamismo ridotto: gli arrivi sono diminuiti dello 0,6%, sebbene i pernottamenti siano aumentati (+4,7%). Sempre in Val d’Arda, Vernasca ha visto un aumento degli arrivi (+15%), ma un calo del 10% nei pernottamenti. Dati che in sostanza indicano un andamento a macchia di leopardo. In questo quadro, la sfida è soprattutto rilanciare il settore alberghiero e tentare di uniformare lo sviluppo turistico sul piano territoriale.

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