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Carabinieri di Piacenza, il colonnello Breda: “Giovani e prevenzione, ecco le nostre priorità”

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Al centro, il colonnello Pierantonio Breda

Carabinieri di Piacenza: la celebrazione del 211° anniversario della fondazione dell’Arma si svolgerà nella maestosa cornice di palazzo Farnese. Un luogo simbolo della città, dove uno dei momenti più significativi per i carabinieri potrà essere vissuto con le altre istituzioni del territorio e con la cittadinanza che è invitata ad accorrere numerosa il 5 giugno alle ore 10.

L’evento, presentato oggi in conferenza stampa dal comandante provinciale dell’Arma, il colonnello Pierantonio Breda, stavolta assume un valore ulteriore. Infatti, in concomitanza con i festeggiamenti si conclude la serie di manifestazioni volute dal Comando provinciale per ricordare la figura del Brigadiere Medaglia d’oro al valor militare Alberto Araldi, noto come “comandante Paolo”, eroe della Resistenza piacentina. Quest’anno, ricorrono infatti gli 80 anni dalla sua uccisione, avvenuta per mano dei nazifascisti.

Il bilancio del Colonnello Breda

L’incontro con i media naturalmente è stato l’occasione per fare anche un bilancio sulle attività svolte dai carabinieri, che ha offerto uno spaccato di assoluto interesse sul piano della sicurezza del territorio provinciale nel periodo 1° maggio 2024-30 aprile 2025.

«Se vogliamo fare una panoramica della delittuosità in provincia, possiamo partire dal numero complessivo dei reati, che sono circa 10.000, con l’Arma che ha proceduto in quasi 9.000 casi; in oltre 2.000 occasioni gli autori sono stati identificati e denunciati all’Autorità giudiziaria», ha spiegato il colonnello Breda. «Il 10% dei reati sono truffe e frodi informatiche; soprattutto le frodi informatiche sono in aumento, perché cresce il numero delle interazioni e delle transazioni tramite internet, ma non cresce nella stessa maniera la consapevolezza dei rischi. Si tratta di reati in cui la vittima fornisce inconsapevole collaborazione e quindi investiamo molto nella formazione e nel creare consapevolezza».

Quest’anno, ha aggiunto il colonnello Breda, «abbiamo incontrato più di 1.100 adulti ed anziani nelle parrocchie e nei diversi centri di aggregazione e abbiamo incontrato oltre 4.000 ragazzi nelle scuole. Proprio con i giovani stiamo facendo un lavoro particolare: da un lato promuoviamo la cultura della legalità, dall’altro stiamo contrastando alcune azioni criminali che, specie nell’ultimo periodo, si sono evidenziate. Sono reati commessi soprattutto a danno di coetanei, in parte ad opera di giovani della provincia ed in parte da coetanei che arrivano da province confinanti».

D’altro canto, «il servizio preventivo resta la priorità e anche quest’anno siamo riusciti ad aumentare il pattugliamento del territorio: abbiamo superato i 2 milioni di chilometri percorsi sulle nostre strade e sono più di 110.000 le persone e i veicoli controllati», ha evidenziato il colonnello Breda. «Oltre 300 volte, quasi una volta al giorno, abbiamo trovato malintenzionati con arnesi da scasso, coltelli e droga. I numeri della prevenzione sono difficili da quantificare, non sapremo mai dire quanti reati abbiamo prevenuto, ma il servizio svolto sul territorio è davvero significativo».

Le attività dell’Arma nel Piacentino

Sono stati oltre 8.870 i reati denunciati ai carabinieri della provincia nel periodo 1° maggio 2024-30 aprile 2025, in lieve calo rispetto allo stesso periodo dell’anno precedente (9.005), spiega una nota dell’Arma. I furti restano il reato più diffuso, con 757 in abitazione (erano stati 935), 569 con destrezza (510) e 348 in esercizi commerciali (315), seguiti da 1.087 casi di truffe e frodi informatiche e 833 danneggiamenti. 

Sul fronte dei reati contro la persona, si registrano 241 lesioni dolose, 284 minacce, 34 violenze sessuali, di cui la gran parte in danno di maggiorenni. Tra questi, purtroppo, spiccano due omicidi volontari di cui uno, che ha visto quale vittima la minore Aurora Tila, ha profondamente segnato questa città. Omicidi per i quali ha proceduto l’Arma ed i cui presunti responsabili sono stati entrambi assicurati alla giustizia. 

Vanno poi considerati i reati in materia di stupefacenti (86 reati legati allo spaccio e alla produzione di stupefacenti) che, insieme al dato delle rapine (107 rapine – di cui 57 scoperte e 43 avvenute in pubblica via) evidenziano un quadro, riconducibile alla microcriminalità, che necessita di ulteriori sforzi in termini preventivi, al fine di garantire maggiori livelli di sicurezza, anche percepita.

Dai dati estrapolati dalla Banca Dati delle Forze di Polizia emergono numeri che evidenziano una intensa attività di contrasto svolta dall’Arma, laddove nel periodo 1° maggio 2024 – 30 aprile 2025,  2.053 sono state le persone denunciate, in particolare, per reati come lesioni, minacce, rapine e truffe, mentre 171 sono state le persone arrestate. Di queste, 52 sono state arrestate in flagranza di reato. In più, sono stati notificati 27 divieti di ritorno nel Comune, misura che contribuisce a rafforzare la prevenzione ed a disincentivare la reiterazione dei reati.

Il bilancio che si ricava da questi dati, costituisce una cartina tornasole dettagliata dell’andamento della criminalità nella provincia e del costante lavoro investigativo svolto dai carabinieri di Piacenza, la cui azione è stata costantemente orientata all’efficienza e all’aderenza, anche favorendo la collaborazione ed il coordinamento con le altre forze di polizia presenti sul territorio, con il fine ultimo di prevenire e contrastare il crimine, specie quello predatorio e che vede quali vittime le fasce deboli.

Il codice rosso

Più denunce, più provvedimenti eseguiti, più strumenti messi in campo per proteggere le vittime: è questo, in sintesi, il bilancio sull’andamento della delittuosità legata al codice rosso nella provincia di Piacenza.

I delitti denunciati sono stati 311, in lieve aumento rispetto ai 304 dell’anno precedente. Tra i dati più rilevanti spicca l’aumento degli atti persecutori, arrivati a 86 contro i 63 dello scorso anno, con un incremento del 36,5 %. I dati attinenti al reato di maltrattamenti in famiglia con 184 denunce sono allineati a quelli dello scorso anno (erano 183 nello stesso periodo precedente di riferimento).

Sono stati denunciati 38 episodi di violenza sessuale nel periodo in esame, in parte riferibili a relazioni degradate. L’attività di contrasto nel settore della violenza di genere ha avuto un significativo incremento con un aumento dei divieti di avvicinamento, quasi raddoppiati (da 34 a 69), a cui vanno aggiunti 25 divieti di avvicinamento con dispositivi di controllo elettronico, c.d. braccialetto elettronico.

Microcriminalità e degrado

Ogni giorno, 24 ore su 24, su tutto il territorio della provincia, i servizi preventivi e di controllo svolti dai carabinieri del Comando provinciale di Piacenza, hanno contrastato in maniera decisa e qualificata microcriminalità e degrado. Fenomeni, questi, che più di altri colpiscono e spaventano il cittadino, incidendo in maniera negativa sulla cosiddetta sicurezza percepita.

I numeri, ancora una volta, aiutano a comprendere: 40 persone denunciate per porto abusivo di armi (prevalentemente armi bianche/coltelli); 12 persone denunciate per possesso di strumenti/attrezzi idonei allo scasso; 167 persone segnalate alla Prefettura per uso personale di stupefacenti, tra cui molti minorenni. Non trascurabili anche le denunce proprio a carico di minorenni, per talune tipologie di reato ritenute sintomatiche di un disagio che, proprio nell’ultimo periodo, ha portato a: 6 denunciati per rapina e 11 per lesioni/lesioni aggravate, parte di questi provenienti da province limitrofe.

Dietro all’asetticità di questi numeri si rinviene, a ben vedere, il “non dato” della prevenzione. Tutto ciò che sarebbe potuto accadere e che, invece, è stato evitato grazie alle pattuglie, ai posti di controllo, ai servizi coordinati, ai servizi preventivi e ai servizi di ordine pubblico, quotidianamente svolti.  

Gli incontri divulgativi

A prevenzione e contrasto di polizia giudiziaria, si affianca anche l’attività divulgativa, finalizzata a rendere il cittadino più consapevole e capace di tutelarsi. Un impegno articolato che ha visto l’alternarsi di azioni preventive ed educative, con numeri che confermano la capillarità e la continuità del lavoro svolto.

Un’attenzione particolare è stata dedicata alla tutela degli anziani, spesso esposti a truffe e furti, perché soli. In quest’ottica, sono stati organizzati 26 incontri informativi e di sensibilizzazione in parrocchie e centri di aggregazione, con la partecipazione di 1.145 persone. Durante questi incontri sono stati forniti consigli pratici su come riconoscere e difendersi da situazioni di pericolo, rafforzando al contempo il senso di comunità e di fiducia nelle istituzioni.

Sul fronte della promozione della cultura della legalità, non è poi mancata la consueta attività di divulgazione nelle scuole. Sono stati infatti realizzati 82 incontri presso istituti scolastici, che hanno coinvolto 4.235 alunni. Le iniziative, portate avanti in collaborazione con dirigenti scolastici e docenti, hanno affrontato temi quali il bullismo, il cyberbullismo, l’uso consapevole dei social media, la legalità e il rispetto delle regole. Un impegno concreto, portato avanti con la consapevolezza che quel tempo dedicato ai nostri giovani, è un importante investimento per garantire loro un futuro migliore.

Prevenzione e controllo

L’attività preventiva e di controllo, è stata declinata sul tutto il territorio della provincia avendo cura di disegnare un modello attagliato alle esigenze e alle peculiarità che connotano la realtà piacentina, dalla città capoluogo ai più remoti confini della provincia, passando per centri urbani dove il comparto della logistica, sempre più esteso, richiede servizi specifici volti a garantire l’integrità e la salvaguardia di strutture complesse ed estese.

In totale sono stati effettuati 18.615 servizi preventivi, con 2.014.035 chilometri percorsi. Un dato che, nella sua essenzialità, testimonia il dinamismo e la capacità di presidiare il territorio da parte del dispositivo messo in campo dall’Arma e che ha consentito di dare corso a 11.068 interventi operativi e controllare 112.150 tra soggetti e veicoli. 

I Reparti speciali

Ampia, complementare e sinergica, è stata poi la collaborazione tra gli assetti del Comando provinciale con i Reparti speciali dell’Arma, prosegue la nota. Un lavoro spesso silenzioso, preceduto da analisi e scelta mirata degli obiettivi, dove le peculiari competenze di tali reparti hanno costituito il valore aggiunto all’attività quotidianamente messa in campo dalla componente territoriale. Un approccio, quello dei reparti speciali, che è prima di tutto finalizzato alla prevenzione e volto a suscitare collaborazione da parte del cittadino ma che, grazie alle specifiche competenze e all’esperienza, riesce ad essere estremamente efficace anche sul fronte della repressione. 

Controlli su aziende e lavoratori

Il Nucleo carabinieri ispettorato del lavoro di Piacenza ha ispezionato 130 aziende, controllando 450 lavoratori, di cui 51 sono risultati impiegati “in nero”. Un’attività che ha portato a 198mila euro di sanzioni, nonché alla sospensione di 18 attività imprenditoriali. Sono poi state riscontrate 83 violazioni alle normative su salute e sicurezza sul lavoro, con ammende per 174mila euro e 11 ulteriori sospensioni per situazioni ritenute pericolose per i lavoratori, con ciò declinando nel concreto la tutela del lavoratore ma anche del tessuto produttivo legale. Significativa è poi stata l’attività condotta in maniera congiunta sul fronte del caporalato, con l’arresto di due stranieri ritenuti gravemente indiziati di favoreggiamento della permanenza di stranieri irregolari nel territorio dello Stato, sfruttamento del lavoro e intralcio alla giustizia. 

L’azione del Nas

Altrettanto incisiva l’attività condotta dal Nas di Parma che, sotto la direzione della Procura della Repubblica di Piacenza, ha scoperto una frode nel settore vitivinicolo, sequestrando 60mila litri di vino contraffatto e portando alla denuncia di 12 persone e al coinvolgimento di 2 aziende del territorio. 

Un’azione capillare e mirata quella svolta dai militari del Nas, con il fine ultimo di garantire sicurezza al cittadino in ambiti particolarmente sensibili, quali quello sanitario, della salute e della salubrità. Un dirigente medico dell’Ausl di Piacenza è stato arrestato per peculato e truffa poiché, alla luce di quanto emerso dalle indagini avrebbe effettuato visite private a pagamento durante l’orario di servizio. Un’altra indagine, ha poi consentito di scoprire alcune strutture che ospitavano pazienti psichiatrici in convenzione con l’Ausl che non avrebbero avuto le necessarie autorizzazioni per farlo.

I controlli hanno riguardato anche le case di riposo per gli anziani e, in generale, le strutture socio-sanitarie e assistenziali ed i servizi di continuità, assistenziale ed ancora, gli studi dentistici, le farmacie, le mense scolastiche, le strutture ricettive, gli ambulatori veterinari e le attività di ristorazione. Inoltre sono stati svolti specifici controlli per verificare che le liste d’attesa per le visite specialistiche e gli esami diagnostici fossero gestite in modo corretto.

Un’attività intensa quella svolta dai carabinieri del Nas di Parma, che si è concretizzata in oltre 300 controlli svolti nella sola provincia di Piacenza (quasi uno al giorno) e che hanno portato a 64 denunce penali, 130 sanzioni amministrative per un importo complessivo di circa 144mila euro, ed al sequestro di 1.900 kg di alimenti, 800 confezioni di mangimi e 300 giocattoli, in quanto non conformi, irregolari e ritenuti pericolosi per la salute ma, soprattutto, in una incisiva ed efficace azione preventiva a presidio e tutela della salute del cittadino. 

I carabinieri forestali

C’è poi l’importate ruolo rivestito dai carabinieri forestali del territorio piacentino. Un territorio che vanta zone di inestimabile valore paesaggistico. Negli ultimi dodici mesi tale reparto ha svolto oltre 9.400 controlli che hanno visto sanzionate 300 persone, per un totale di oltre 169mila euro di sanzioni amministrative, comminate per lo più per illeciti legati alla tutela del territorio e alla gestione illecita di discariche e rifiuti. Più di 300 gli illeciti perseguiti, frutto di un’attività investigativa attenta e capillare, finalizzata alla prevenzione e alla repressione dei reati ambientali.

Un focus particolare ha riguardato il fenomeno degli attingimenti abusivi di acqua pubblica, un tema di estrema attualità e gravità; i controlli hanno portato alla luce numerosi casi di prelievo illecito, che mettono in pericolo l’equilibrio idrico dei territori, compromettendo un bene essenziale per la vita. In un periodo storico segnato dai cambiamenti climatici sempre più evidenti, la protezione delle risorse naturali si conferma come una delle priorità dell’Arma.

Reparto tutela agroalimentare

In un territorio dove l’enogastronomia costituiscono un settore strategico, è poi significativo anche il contributo di un altro reparto speciale dell’Arma, ovvero il Reparto tutela agroalimentare di Parma. Con i sui controlli effettuati in questa provincia, ma anche in altre regioni d’Italia e all’estero, ha svolto una importante opera di prevenzione delle frodi in danno delle eccellenze enogastronomiche di questo territorio, così scongiurando ingenti danni sia economici che di immagine, ad un settore strategico per l’economia di questa provincia e non solo. Accertamenti condotti sulle filiere agroalimentari al fine di verificare l’applicazione dei disciplinari di produzione, tutelare le indicazioni geografiche protette per tutelare le nostre eccellenze enogastronomiche.

Lavoro intenso e fiducia

I numeri raccontano un anno di lavoro intenso, ma ciò che più conta è la fiducia costruita giorno dopo giorno con i cittadini. Il rafforzamento del legame tra istituzioni e comunità locale rappresenta il vero motore di un’azione efficace e duratura dei carabinieri piacentini. L’obiettivo per il futuro, è continuare su questa strada, potenziando le sinergie, investendo nella prevenzione e mantenendo alta l’attenzione sulla sicurezza e sul benessere collettivo. La scelta di festeggiare il nostro 211° compleanno a palazzo Farnese, in un luogo aperto a tutti i cittadini, vuole significare proprio questo. Essere parte di questa comunità, per servirla, conclude la nota del Comando provinciale dei carabinieri di Piacenza.

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