Confagricoltura Piacenza: il presidente Filippo Gasparini ha chiuso il suo mandato con il grande evento “Forte come l’acqua”, ospitando a palazzo Gotico il vicepremier e ministro delle infrastrutture, Matteo Salvini, e Massimiliano Giansanti, presidente nazionale dell’Organizzazione agricola.
Gasparini, che ieri ha ricevuto attestati di stima a 360 gradi, resta però alla presidenza ancora per qualche mese, in attesa che Confagricoltura Piacenza completi l’iter per il rinnovo delle cariche che avverrà in autunno.
Un grande evento, dicevamo, realizzato grazie alla collaborazione del Comune del capoluogo emiliano. Oltre alla partecipazione di Salvini e di Giansanti, ha visto infatti ospiti di primo piano. Tra loro, il Preside della Facoltà di Agraria, Marco Trevisan, l’ingegner Alberto Lasagna, esperto di gestione della falda freatica, e il presidente del consorzio di Bonifica di Piacenza, Luigi Bisi, intervenuti nella tavola rotonda “Infrastrutture per gestire l’acqua”.
Casagrande e Tarasconi
“Questa è una delle campagne agricole più difficili degli ultimi vent’anni e quindi grazie In particolare agli agricoltori che oggi sono presenti in sala e che sono la nostra associazione. Perché Confagricoltura è dei suoi soci. Abbiamo voluto questo evento perché ci tenevamo in modo particolare a parlare di acqua e a parlare di grandi infrastrutture”, ha sottolineato il direttore Marco Casagrande in apertura lavori.
“Come sindaco, mi inorgoglisce che per l’evento più importante dell’anno, la vostra associazione abbia scelto l’edificio comunale simbolo della nostra splendida città”, ha detto, Katia Tarasconi sindaco di Piacenza, che ha aggiunto: ”Saluto e ringrazio Filippo Gasparini: se Confagricoltura Piacenza oggi è ciò che è, ovvero un punto di riferimento autorevole per il mondo dell’agricoltura del nostro territorio, lo deve anche al prezioso lavoro che hai saputo svolgere in questo periodo particolarmente complesso”.
Gasparini: al centro la gestione dell’acqua
“Nel momento in cui noi chiediamo una migliore gestione dell’acqua e paragoniamo il disorientamento e l’inefficienza generale all’ordine delle aziende agricole, al rigore necessario, al senso della vita, subito dopo ci viene in mente il caos”, ha affermato Gasparini nel suo articolato intervento. “La situazione in cui siamo è quella del caos dato dall’immobilismo, dal relativismo. Storicamente viviamo un grandissimo sviluppo della tecnologia, ma con la contrapposizione di un umanesimo che è decadente perché si affida un pensiero dominante che vede nei particolarismi un nemico”.
Le imprese e la società “hanno un estremo bisogno di ritrovare nella Politica la profondità necessaria per analizzare i contesti e fare scelte che vadano oltre la tornata elettorale. Occorre che tutti noi, qui insieme, troviamo la via per programmare con una visione di lungo periodo. Abbiamo bisogno di infrastrutture moderne e tra loro sinergiche che contemperino lo sviluppo con la preservazione dei luoghi: siano la città, la collina o il suolo fertile della pianura”.
Difendere il saper fare
Poi, rivolgendosi direttamente al ministro Salvini, ha aggiunto: “Sappiamo che lei oggi a Piacenza insieme al sindaco ha sottoscritto ufficialmente il protocollo per il Polo del ferro. Il nostro evento ruota attorno all’analisi di ciò che serve al territorio e alle nostre imprese per potersi sviluppare. Le diciamo chiaramente una diga in Val Nure e una diversa gestione del bacino idrico in Val Trebbia. Le chiediamo coraggio, competenza e determinismo nella gestione della risorsa idrica e oggi, in questa sala, nella gestione del Paese. Non ne possiamo più delle complicazioni inutili di regole calate da quell’Europa che non conosce neppure la natura torrentizia dei nostri fiumi”.
A chi serve il Green New Deal?, si è chiesto Gasparini. “Le nostre aziende lavorano ‘nonostante’: nonostante le norme inutili, nonostante la presunzione di consapevolezza, nonostante l’immobilismo. Noi siamo imprenditori e rivendichiamo con orgoglio la dignità del nostro lavoro, difendendo la sua produttività, la sua complessità, il saper fare delle nostre imprese, forti delle nostre radici proiettati verso lo sviluppo, chiediamo di poter essere padroni delle nostre stesse scelte e di poter usare gli strumenti adeguati, materiali e immateriali, per correre verso il progresso”.
Da Salvini a Giansanti
Nel suo intervento, il ministro Salvini ha risposto all’appello, raccogliendo le richieste di infrastrutture e risorse per rispondere alle necessità dei territori. “Ad oggi, su 562 proposte dal costo di 13,5 miliardi di euro, ne stiamo prendendo in considerazione 418 per un valore di 12 miliardi; entro la fine di luglio partirà la messa in atto per sei proposte, e una riguarda il territorio provinciale di Piacenza”, senza specificare però se si tratterà proprio del progetto della diga in Val Nure.
A seguire la tavola rotonda “Infrastrutture per gestire l’acqua” e in chiusura l’intervista al presidente nazionale dei Confagricoltura, Giansanti: “Sia gli Stati Uniti che l’Unione europea riconoscono il ruolo centrale che l’agricoltura dovrà sempre più avere nelle future politiche. Gli Stati Uniti danno la priorità all’efficienza della produzione e alla tutela del reddito degli agricoltori. Invece da noi non è così e alla lunga, la rigidità rischia di mettere fuori gioco noi produttori europei. Questo è anche il monito che Confagricoltura porta nella Ue. La Commissione dovrà dirci chiaramente se ritiene l’Agricoltura un asset strategico o meno, noi ne siamo convinti e i dati economici ci danno ragione”.
L’evento “Forte come l’acqua, insieme per uscire dal caos” è stato moderato dai giornalisti Andrea Bignami, caporedattore di SkyTg24 e conduttore di SkyTg24 Economia e da Elena Gherardi, responsabile Comunicazione e Relazioni esterne di Confagricoltura Piacenza.








