Salva Milano: il sindaco Beppe Sala e la segretaria del Pd Elly Schlein fanno retromarcia. Dopo aver sostenuto la proposta di legge che potrebbe sterilizzare le inchieste della magistratura sugli abusi edilizi nel capoluogo lombardo, adesso ne chiedono lo stop. La decisione del sindaco arriva con una nota del Comune di Milano che fa seguito agli arresti domiciliari dell’architetto Giovanni Oggioni. La misura cautelare nei confronti dell’ex vice presidente della Commissione per il paesaggio del Comune di Milano dal 2021 e già dirigente dello Sportello unico per l’edilizia, è stata eseguita stamattina dalla Guardia di Finanza per i reati di corruzione, falso e depistaggio.
“Gli elementi di novità, e purtroppo di maggiore gravità, descritti negli atti di accusa inducono questa Amministrazione a non sostenere più la necessità di proseguire nell’iter di approvazione della proposta di legge cosiddetta Salva Milano”, afferma la nota del Comune. Una posizione condivisa da Elly Schlein, che ha dichiarato: “Dopo i gravi fatti emersi dalla magistratura è evidente che oggi non ci sono le condizioni per andare avanti in una discussione sul disegno di legge”. Il provvedimento Salva Milano, in calendario al Senato la prossima settimana, è infatti richiamato ampiamente nell’ordinanza del Giudice per le indagini preliminari Mattia Fiorentini, basata sull’inchiesta della Procura di Milano guidata da Marcello Viola.
Le intercettazioni
L‘architetto Oggioni all’epoca dei fatti è in contatto con il collega Marco Emilio Cerri, ex membro della Commissione comunale per il paesaggio, e oggi nella Commissione Via-Vas per il Ponte sullo Stretto, anche lui indagato nell’inchiesta milanese per falso e traffico di influenze. In una serie di intercettazioni, riprese dal Corriere della Sera e Il Fatto Quotidiano, Cerri sostiene di aver avuto contatti con alcuni politici nazionali durante i suoi soggiorni romani. Nell’ordinanza del Gip si specifica che lo scopo dei due sarebbe stato confezionare una legge che agisse sulle violazioni più evidenti rilevate dalla magistratura e mettesse al riparo dalle inchieste il sistema edilizio instaurato a Milano.
Addirittura Cerri afferma di aver “dato il testo a Foti” (non indagato). Il deputato piacentino oggi ministro degli Affari europei, Politiche di coesione e Pnrr, allora era capogruppo di Fratelli d’Italia alla Camera e relatore del disegno di legge. La consegna sarebbe avvenuta “in accordo con Guido”, cioè Bardelli, assessore alla Casa del Comune di Milano (non indagato). Poi risultano anche contatti telefonici di Cerri con l’onorevole Maurizio Lupi (non indagato) leader di Noi Moderati, la mattina del 21 novembre 2024, giorno in cui il Salva Milano viene approvato alla Camera in prima battuta.
Parte civile
“Alla luce delle ipotesi di reato” che emergono nell’ordinanza del Gip, “l’Amministrazione considera di costituirsi parte civile”, si legge ancora nella nota di palazzo Marino. “A partire dal 2020 il Comune di Milano ha reso obbligatorio per dirigenti e funzionari responsabili dichiarare eventuali condizioni di incompatibilità. E questo vale anche per i membri di Commissione, compresa la Commissione comunale per il paesaggio, sia alla nomina sia in sede di trattazione di ogni pratica. Dichiarazioni che non risultano essere state rese da chi oggi indagato”.







