Tosca: a #EstateFarnese irrompe la lirica con tutta la magia del melodramma secondo Giacomo Puccini. L’appuntamento con l’opera nello splendido cortile monumentale di Palazzo Farnese a Piacenza è per venerdì 30 luglio e domenica 1° agosto alle ore 21. Produzione della Fondazione Teatri cittadina nell’ambito della rassegna estiva, Tosca è la prima opera in presenza del pubblico, dopo le produzioni in streaming dal Teatro Municipale negli scorsi mesi.
Grandi protagonisti
Tosca vedrà nel ruolo del titolo Chiara Isotton, soprano dalla carriera internazionale già apprezzata su importanti palcoscenici, quali il Teatro La Fenice di Venezia e il New National Theatre di Tokyo. L’opera segna il ritorno a Palazzo Farnese di due eccezionali artisti, tra i più richiesti dai maggiori teatri di tutto il mondo: il tenore Francesco Meli nel ruolo di Mario Cavaradossi; e il baritono Luca Salsi in quello del barone Scarpia.
A completare il cast numerosi cantanti piacentini: Mattia Denti, Valentino Salvini, Andrea Galli, Simone Tansini; oltre a Francesco Cascione e alla piccola Elettra Secondi.
Sul podio uno dei direttori più in vista della sua generazione, Sesto Quatrini, alla guida dell’Orchestra Filarmonica Italiana; il Coro del Teatro Municipale di Piacenza è preparato da Corrado Casati, e le Voci bianche del Coro Farnesiano di Piacenza sono guidate da Mario Pigazzini.
Tosca e visual art
La messa in scena è firmata da Giorgia Guerra, che ha già lavorato in importanti festival e teatri; e si avvarrà della collaborazione di Imaginarium Creative Studio nel segno di un progetto di visual art pensato per Palazzo Farnese. “Ideato e disegnato sui picchi emotivi della musica di Puccini – spiega la regista – il progetto visual ci consente di creare una scenografia viva, permettendo al valore semantico racchiuso nelle parole e nella musica di prendere forma. La gigantesca parete interna di Palazzo Farnese si trasforma in uno scrigno “onirico”, in cui i disegni ci accompagnano nel racconto.”
“L’idea di regia – aggiunge Guerra – si basa quindi su una continuità di pensiero tra l’azione e l’immagine, cercando di avvolgere lo spettatore all’interno di un’esperienza completa”. I costumi sono firmati da Artemio Cabassi e le luci da Michele Cremona.







