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Trump e il suo primo discorso da 47° presidente degli Stati Uniti

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Trump è tornato. E dopo il giuramento, nel suo primo discorso da 47° presidente degli Stati Uniti d’America, è stato un fiume in piena. Con le sue affermazioni spesso interrotte dagli applausi dei presenti nella rotonda di Capitol Hill a Washington.

Oltre 600 gli ospiti. In prima fila ieri spiccavano i tre uomini più ricchi del mondo: Elon Musk, Jeff Bezos e Mark Zuckerberg. Poi, gli stranieri, tra cui la premier Giorgia Meloni, unica leader europea alla cerimonia, con il presidente argentino Javier Milei e il vicepresidente cinese Han Zheng.

Davanti agli invitati, tra cui gli ex presidenti Usa con le mogli – i Bush, i Clinton, Barak Obama (ma senza la consorte Michelle) e naturalmente Joe e Jill Biden – Trump non si è fatto mancare niente. Vediamo allora i passaggi salienti del suo discorso d’insediamento, ripresi anche dall’Agenzia Dire.

America First

Dopo aver ripetuto più volte di essere stato “salvato da Dio per rendere l’America di nuovo grande”, Trump ha detto che “da oggi in poi il nostro Paese sarà di nuovo prospero e rispettato in tutto il mondo: saremo invidiati da tutti. Ogni giorno, durante la mia presidenza, metterò l’America al primo posto: America First”.

Giustizia ed establishment

Durissimo sul tema dei giudici, dopo tutte inchieste che l’hanno visto protagonista: “Ci sarà un nuovo equilibrio e non assisteremo più nessuna strumentalizzazione del ministero della Giustizia”. Aggiungendo che “un establishment corrotto ha sottratto il potere ai cittadini e ora il Paese è in rovina. Quello che abbiamo visto negli ultimi anni è finito. Chi cercherà di fermarci non avrà vita facile”.

Lotta all’immigrazione

“Adotterò una serie di decreti esecutivi”, ha annunciato il 78enne The Donald. “Primo, dichiarerò l’emergenza nazionale al confine meridionale: tutti gli immigrati clandestini saranno fermati e inizierà il processo del ritorno dei cittadini stranieri criminali verso i loro Paesi; attueremo la politica del ‘resta in Messico’ e invierò i soldati a Sud per respingere l’invasione disastrosa che il nostro Paese sta subendo”.

Petrolio protagonista

De profundis per il Green Deal e grande ritorno del petrolio: “Perseguiremo la politica delle perforazioni. Abbiamo la più grande quantità di combustibili fossili e li utilizzeremo. Riempiremo le nostre riserve strategiche ed esporteremo in tutto il mondo. Saremo di nuovo una nazione prospera e ricca grazie all’oro liquido sotto i nostri piedi”.

Il Golfo e Panama

“Oggi firmerò un’ordinanza esecutiva con cui cambieremo il nome del Golfo del Messico in Golfo d’America“, ha detto Trump. Poi, parlando del presidente McKinley, l’ha ricordato “tra i promotori del Canale di Panama, che abbiamo erroneamente ceduto a Panama”. Tanto che “i nostri cargo subiscono un trattamento ingiusto e questo vale anche per la Marina americana. Adesso chi opera nel Canale è la Cina. Ma da oggi vogliamo riprenderne il controllo”.

Dazi per tutti

L’America “tornerà ad essere una nazione di manifattura”, ha assicurato Trump. “Comincerò subito a proteggere i lavoratori e le famiglie americane con il nostro sistema commerciale. Invece di tassare i nostri cittadini per arricchire gli altri Paesi, applicheremo i dazi e le tasse sui Paesi esteri, in modo da arricchire i nostri cittadini”.

Bandiera su Marte

“Siamo la più grande civiltà della storia e condurremo questo Paese verso nuove vette”, ha detto ancora il presidente Usa. “Insieme porremo fine alle malattie e torneremo ad essere un Paese in crescita, che espande il territorio, le aspettative e guarda all’orizzonte lontano. Penso ai nostri astronauti, che vorrei piantassero la nostra bandiera su Marte”.

Stop ai gender

Poi Trump ha promesso di porre fine “alla politica del ‘gender’; forgeremo una società che poggerà sul merito, e governeremo questo Paese attraverso due generi: quello degli uomini e quello delle donne”.

Il pacificatore

“La mia America sarà quella che porrà fine alle guerre, a tutte le guerre, e non parteciperà ai conflitti. Sarò un pacificatore”, ha detto ancora il nuovo inquilino della Casa Bianca. Ma non ha proferito una parola sul conflitto russo-ucranino.

L’età dell’oro

Infine Trump ha promesso: “Torneremo a essere rispettati anche da popoli avversi. Non saremo mai conquistati, intimiditi, spezzati. Saremo un Paese libero, sovrano e indipendente. Vivremo con fierezza: il futuro è nostro. Lotterò per i sogni dei bambini, per voi, e vinceremo come mai in passato. Perché noi siamo americani. Per questo Paese è iniziata l’età dell’oro”.

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