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Vance: il vicepresidente Usa a Roma entro fine aprile, vertice con Meloni

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JD Vance: il vicepresidente degli Stati Uniti sarebbe pronto a visitare l’Italia entro la fine di aprile. Le date sarebbero in prossimità della Pasqua, tra il 18 e il 20, in un momento particolarmente delicato per le relazioni tra Washington e le capitali europee sulla guerra in Ucraina e i dazi annunciati dal presidente Donald Trump.

Lo riporta l’agenzia Bloomberg, che svela di aver visionato la corrispondenza tra l’ambasciata americana a Roma e il ministero degli Esteri italiano. Sebbene i piani non siano ancora definitivi e potrebbero subire modifiche, i diplomatici statunitensi avrebbero già avviato i contatti per organizzare un incontro tra Vance e la premier Giorgia Meloni, che nei mesi scorsi ha manifestato l’intenzione di recarsi a Washington per una visita ufficiale alla Casa Bianca.

L’attacco all’Europa

Lo scorso 14 febbraio, durante la Conferenza sulla Sicurezza di Monaco, il vicepresidente aveva attaccato l’Europa, ricorda l’Agi. Vance aveva sostenuto che la principale minaccia per il Vecchio continente non arrivasse da forze esterne, ma dagli stessi leader europei, accusati di minare i valori democratici attraverso la repressione della libertà di parola e l’ignorare le opinioni degli elettori su temi come l’immigrazione. Queste posizioni poi sono state sostanzialmente condivise dalla premier Meloni.

Il feeling con Salvini

Al momento né l’ambasciata americana né l’ufficio del vicepresidente hanno rilasciato dichiarazioni ufficiali. Secondo Bloomberg, l’attesa per la visita è alimentata anche dalla vicinanza politica tra Vance e Matteo Salvini, leader della Lega, vicepremier e attuale ministro delle Infrastrutture e dei Trasporti. Lo scorso mese, Salvini aveva annunciato un viaggio negli Stati Uniti proprio per incontrare Vance, scatenando frizioni all’interno della maggioranza che sostiene il Governo. Il ministro degli Esteri Antonio Tajani (Forza Italia) aveva criticato duramente l’iniziativa, poiché “la politica estera è prerogativa di Palazzo Chigi e della Farnesina“, ricorda il sito dell’agenzia statunitense.

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