Economia

Piazza Affari da profondo rosso: ecco perché

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Piazza Affari: la Borsa di Milano perde in un giorno quasi il 17% (-16,92% con l’indice Ftse Mib, sceso a 14.894) e chiude la peggior seduta della sua storia. Per Milano si tratta infatti del calo più forte dalla creazione del paniere principale dopo l’acquisizione di Borsa italiana da parte di Londra (1998). Un risultato negativo che ha superato di gran lunga il ribasso seguito al referendum sulla Brexit del giugno 2016 (-12,4%).

La seduta disastrosa di Piazza Affari, che ha bruciato 68 miliardi di euro considerando solo i titoli dei maggiori gruppi del paniere Ftse Mib, è stata causata da una tempesta scatenata da diversi fattori concomitanti, che ha coinvolto tutte le Borse europee e quelle americane. E che quindi non si spiega solo con l’ultimo decreto del Governo, che ha stabilito nuove restrizioni per combattere l’epidemia di coronavirus.

Piange Wall Street

Fin dall’avvio delle contrattazioni a Piazza Affari pesa l’ulteriore calo del prezzo del petrolio e la decisione di Donald Trump di fermare tutti i voli dall’Europa per 30 giorni. La scelta del presidente Usa provoca l’iniziale crollo di Wall Street (-8%), che poi recupera, dopo l’annuncio della Federal Reserve di un’asta repo (pronti contro termine) a tre mesi da 500 miliardi di dollari. Un’operazione che verrà affiancata da un aumento dell’acquisto di titoli di stato da parte della Banca centrale americana. Ma al rimbalzo segue un nuovo calo con perdite pesanti di Dow Jones (-10%), Nasdaq (-9,43%) e S&P 500 (-9,5%). Così Wall Street fa segnare la giornata peggiore dal lunedì nero del 1987.

Delude la Bce

Intanto la Banca centrale europea delude le aspettative di Piazza Affari e delle altre Borse del vecchio continente. Le misure annunciate dalla presidente Christine Lagarde, e cioè principalmente un Quantitative easing da 120 miliardi di euro entro fine anno, non vengono ritenute abbastanza aggressive dai mercati per arginare l’emergenza coronavirus. Le aspettative per contenere la crisi sul piano sanitario ed economico erano ben superiori: 20-40 miliardi al mese con l’aggiunta di un taglio dei tassi.
Così, rimpiangendo Draghi, visto che Lagarde ha detto oltretutto che non è compito suo ridurre gli spread, inizia il tracollo. Tra i titoli principali di Piazza Affari, Atlantia, Leonardo e Poste perdono il 22%; Enel il 19%; Eni, Mediobanca e Tim il 18%; Fca e Intesa il 17%.

Le altre Borse europee

Se la giornata di Piazza Affari è da profondo rosso (ricordiamolo, -16,92%; -31% dal 4 marzo), anche le altre Borse europee subiscono perdite a due cifre. Sull’onda delle notizie in arrivo dagli Usa e dalla Bce, Londra chiude con uno scivolone del 10,9%, mentre Parigi e Francoforte, con lo stesso ribasso, scendono ulteriormente (-12,2%) e peggio fa Madrid (-14,6%). In complesso, ricorda anche lettera43.it, l’indice StoxxEurope 600, che annovera i principali titoli quotati sulle piazze europee, subisce una perdita dell’11,3%, pari a 825 miliardi bruciati in un solo giorno.

Male lo spread

Grazie alla gaffe della presidente della Bce sullo spread, il differenziale tra Btp italiani e Bund tedeschi a dieci anni è notevolmente peggiorato. Lo spread è schizzato dai 191 di ieri ai 266 punti base (i massimi da giugno 2019) per chiudere a 251. E il rendimento del decennale italiano si è attestato all’1,75%.

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