Comitati per la salute: l’attuale situazione della sanità piacentina desta più di una preoccupazione. Dalle scelte sul nuovo ospedale di Piacenza alla necessità di implementare medicina territoriale e case della salute; dalle lunghe e inaccettabili liste d’attesa per analisi e prestazioni specialistiche dell’Ausl alla mancanza di trasparenza da parte della Conferenza sociosanitaria.
Una serie di problemi urgenti di cui il Coordinamento dei Comitati per la salute, composto da diverse organizzazioni locali – Legambiente; Distretto di mutuo soccorso (Gap); Associazione Terme e Val trebbia; “Riconquistiamo tutto” Area congressuale Cgil Piacenza; Un sogno in comune Pontenure; Immagina Ziano; Comitati di difesa della sanità pubblica di Castel San Giovanni e di Fiorenzuola – chiede conto alle autorità piacentine, dall’Azienda sanitaria ai sindaci del territorio, nel comunicato che vi proponiamo integralmente.
«Il Coordinamento dei Comitati per la salute e la medicina territoriale si è costituito, sfruttando l’esperienza di anni di attività locale, con l’obiettivo di cambiare, il Piano di Riordino Socio Sanitario del 2017, poiché così com’è ora non risponde ai bisogni degli utenti, di chi abita a Piacenza, in pianura e nelle valli.
Piano che già presentava molti punti di debolezza ma che ha manifestato la sua evidente inadeguatezza a seguito dell’emergenza Covid 19, che ha comportato – solo nella provincia di Piacenza – la perdita di quasi 1000 vite umane e una situazione di fortissimo stress dell’organizzazione sanitaria provinciale a cui occorre porre decisamente rimedio.
Già nel corso della CTSS (Conferenza Territoriale Socio Sanitaria) del 29 giugno scorso, i Sindaci, pur approvando la rinomina del Direttore Baldino, hanno chiesto non poche “revisioni” della programmazione ante–Covid ma il Coordinamento chiede di più e maggiore chiarezza.
Chiede se la prevista costruzione del nuovo ospedale di Piacenza sia davvero indispensabile ma soprattutto se sia compatibile, sotto il profilo dell’impegno delle risorse pubbliche, con il potenziamento della medicina territoriale, i presidi ospedalieri provinciali che si sono dimostrati essenziali per fronteggiare l’emergenza, la piena attuazione delle case della salute, la riorganizzazione della rete di medicina generale (medici di base), l’assicurazione di servizi adeguati e sicuri nelle RSA, il recupero delle inaccettabili liste di attesa per visite specialistiche e analisi cliniche senza abdicare alle strutture private, l’adeguamento dell’organico del personale sanitario, l’ammodernamento tecnologico e il potenziamento delle attrezzature necessarie per assicurare le adeguate analisi cliniche secondo le metodiche più recenti.
Inoltre chiede una maggiore trasparenza delle sedute della CTSS (riunioni in streaming) e una maggiore disponibilità a favorire la partecipazione dei cittadini e delle associazioni sulle scelte strategiche che la Conferenza intende assumere per assicurare quella tutela del diritto alla salute, che l’art. 32 della Costituzione garantisce come primario ed irrinunciabile».




