Minori stranieri non accompagnati: Piacenza fa scuola. Almeno da due punti di vista: le istituzioni locali, pubbliche e private, tra le prime in Italia, fanno sistema; e il risultato è di quelli che seminano per il futuro. Il primo passo di un cammino che apre opportunità di crescita e di integrazione per i tanti ragazzi sotto i 18 anni, che da soli sbarcano nel nostro Paese. Ma andiamo con ordine e vediamo cosa sta succedendo.
Il protocollo d’intesa
Lo scorso 6 febbraio, sotto l’egida del prefetto Daniela Lupo, Regione Emilia-Romagna, Comuni di Piacenza e Fiorenzuola d’Arda, Ance Piacenza, Scuola Edile, Asp Azalea e Tutor, firmano un protocollo d’intesa. L’obiettivo è “l’attivazione di un progetto sperimentale per sostenere l’inclusione formativa e l’integrazione attraverso il lavoro dei minori stranieri non accompagnati”.
La presentazione
Ieri, a poco più di quattro mesi di distanza, un bel risultato visti tutti gli attori coinvolti, il progetto scaturito dal protocollo è stato presentato alla Scuola Edile. Oltre al prefetto, era presente, in collegamento da Bologna, l’assessore regionale Vincenzo Colla e quello ai lavori pubblici del capoluogo, Matteo Bongiorni; con loro, il direttore di Confindustria Luca Groppi, quello di Tutor Luca Potami, e il segretario di Filca Cisl Roberto Varani. Senza dimenticare il padrone di casa, e cioè il direttore di Scuola e Cassa Edile Gianluigi Molinari, tra l’altro consigliere regionale del Pd.

Formazione & lavoro
Il progetto sperimentale piacentino è molto concreto. Si sostanzia in un programma di formazione e inserimento lavorativo che coinvolge 15 minori stranieri non accompagnati. Il corso avrà una durata di 172 ore e sarà realizzato presso la sede della Scuola Edile in grado di garantire spazi attrezzati, laboratori e strumentazioni adeguate. Per prima cosa i ragazzi lavoreranno sulla conoscenza dell’italiano, attraverso un programma personalizzato. E nel frattempo acquisiranno le competenze tecnico professionali sulle lavorazioni edili in generale, quali le finiture interne o la posa del cartongesso.
La scommessa si gioca quindi su diversi tavoli. Far crescere le competenze di questi ragazzi, favorire l’integrazione sociale e l’incontro tra la domanda e l’offerta nel settore dell’edilizia, dando prospettive di stabilità al loro inserimento lavorativo. Come ha sottolineato Colla nel suo intervento, l’auspicio è che dalla sperimentazione di oggi corsi del genere crescano anche nei numero dei partecipanti e diventino un elemento strutturale dell’offerta formativa piacentina.







