Luigi Bisi: il presidente del Consorzio di Bonifica di Piacenza fa il punto su alcune questioni legate alla diga del Brugneto. Soprattutto in merito al rinnovo della concessione sul rilascio di acqua dall’invaso ligure verso la Val Trebbia. Scaduta nel 2024, nella stagione estiva la concessione vale almeno 2,5 milioni di metri cubi di risorse idriche a favore dell’agricoltura – per l’irrigazione di oltre 11.000 ettari di terreni – e delle attività turistiche.
“Stiamo lavorando con, e per, il territorio. Poco più di un anno fa abbiamo incontrato i Comuni piacentini il cui territorio si affaccia sul fiume Trebbia, la provincia di Piacenza, le associazioni datoriali del territorio piacentino, Legambiente Piacenza, i Parchi e la Biodiversità dell’Emilia Occidentale (Parchi del Ducato) e i consiglieri regionali piacentini in carica”, ricorda Bisi in una nota inviata alla stampa. “Ne è seguito un percorso e una lettera di intenti tra i soggetti sopra indicati con l’impegno reciproco ad approfondire gli aspetti legati alla diga del Brugneto e al territorio piacentino. Di questo tavolo, il Consorzio è coordinatore”.
Liguria ed Emilia-Romagna
La procedura in corso interessa due regioni, Liguria ed Emilia Romagna. Come è noto, la diga del Brugneto intercetta le acque del torrente Brugneto in Liguria. Acque che, naturalmente, defluirebbero verso il Trebbia e poi al Po: “Come ogniqualvolta sia necessario, tra il Consorzio di Bonifica e la Regione Emilia-Romagna, è attivo un dialogo che, in questo caso vede l’ente piacentino con un ruolo consultivo e referente per il territorio”, aggiunge Bisi.
L’impegno del Consorzio di Bonifica prosegue anche con un lavoro portato avanti internamente dalla struttura: “Abbiamo nominato una commissione interna rappresentata da una parte dei Consiglieri e da una parte dei componenti che rappresentano il tavolo di cui sopra sempre con lo scopo di approfondire le tematiche di interesse per il territorio. E, con il fine di avere un quadro il più possibile completo, abbiamo audito anche professionisti che hanno seguito le vicende negli anni”.
Iniziative controproducenti
Si tratta una partita complessa e articolata dove l’impegno del territorio piacentino continua. Luigi Bisi prosegue: “Fa piacere che da parte della cittadinanza ci sia un tale coinvolgimento, vista l’importanza della risorsa idrica per il territorio. Come è ovvio che sia, però, di fronte a questioni come quelle all’attivo, non è un singolo cittadino, come pure non è il Consorzio di Bonifica da solo, a poter dare risposte definitive e conclusive sulle questioni. In alcuni casi, iniziative private con inutili allarmismi, seppur fatte in buone fede e per il bene del territorio, rischiano di essere controproducenti. Non possiamo neanche pensare che tutto il percorso che stiamo portando avanti si risolva con continui comunicati stampa piuttosto che con un lavoro che, deve essere portato a conoscenza dei cittadini con tempi e modi compatibili a tali questioni”.
Tempi lunghi
Il presidente Bisi conclude: “Abbiamo nota la necessità da parte del territorio di occuparsi della questione e sappiamo che i tempi saranno lunghi. Presto incontreremo la Regione Emilia-Romagna. Non è certamente il Consorzio di Bonifica di Piacenza a doversi occupare della trattativa in modo singolo e isolato ma sono bensì le istituzioni territoriali e regionali nel loro complesso. A loro, il Consorzio non fa e non farà mai mancare il proprio contributo in modo costruttivo e consultivo, portando le preziose istanze raccolte durante lo svolgimento dei lavori sia del tavolo completo, sia della commissione più ristretta”.







