Cultura

All’ex chiesa delle Benedettine di Piacenza un concerto-evento tra musica e storia

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L’ex chiesa delle Benedettine di Piacenza riapre eccezionalmente le porte al pubblico domenica 7 settembre, alle ore 18.30. L’occasione è un evento culturale organizzato dall’associazione “I Parchi della Musica”, nell’ambito dell’omonimo Festival giunto quest’anno alla 12° edizione, in collaborazione con l’Amministrazione comunale, l’Agenzia del Demanio e il Politecnico di Milano.

L’iniziativa è stata presentata ieri a palazzo Farnese dal sindaco Katia Tarasconi, dal direttore regionale dell’Agenzia del Demanio, Cristian Torretta, e dalla presidente dell’associazione Parchi della Musica, direttrice artistica della kermesse, Francesca Rossi Del Monte. Sono intervenuti anche l’assessore alla Cultura, Christian Fiazza, e il direttore dei Musei civici di palazzo Farnese, Antonio Iommelli; il vicepresidente della Fondazione di Piacenza e Vigevano, Mario Magnelli e il direttore di Confindustria Piacenza, Luca Groppi; la capo delegazione del Fai di Piacenza, Letizia Anelli, unitamente al docente del Politecnico, Livio Pinto, e all’architetto Marcello Spigaroli.

Il concerto a ingresso gratuito che si terrà nell’ex chiesa delle benedettine è intitolato “Prima d’esservi infedele – ossia Eco e Narciso” e celebra i compositori Alessandro e Domenico Scarlatti a 300 anni dalla morte del primo e nel 340° anniversario di nascita del secondo. In scena, spiega un nota degli organizzatori, l’ensemble Vanvitelli. È composto dal primo violino concertatore Gian Andrea Guerra, Lena Yokoyama al secondo violino, Nicola Brovelli al violoncello, Mauro Pinciaroli all’arciliuto e Luigi Accardo al clavicembalo, ad accompagnare la voce del soprano Valeria La Grotta.

Un momento della presentazione alla stampa
Non solo musica

La serata, realizzata con il sostegno della Regione Emilia-Romagna, il contributo di Fondazione di Piacenza e Vigevano e Confindustria Piacenza, è patrocinata dalla delegazione locale del Fai. A quest’ultima sarà affidata l’introduzione dedicata allo straordinario patrimonio storico e architettonico del complesso delle Benedettine, oggetto di un importante percorso di valorizzazione e rigenerazione urbana nell’ambito del Piano Città degli immobili pubblici di Piacenza. Un accordo siglato nel luglio 2024 da Comune e Agenzia del Demanio con l’obiettivo strategico di recuperare e restituire alla fruizione collettiva beni in disuso da tempo.

Non a caso, prosegue la nota, l’appuntamento del 7 settembre si inserisce nella sezione del Festival dei Parchi della Musica chiamata “Fa_re Spazio”, che individua come teatro degli spettacoli luoghi che nel corso degli anni – o addirittura dei secoli – hanno avuto diverse destinazioni d’uso, dando una connotazione ancor più definita all’orientamento che gli organizzatori portano avanti, sin dagli esordi della kermesse, nel proporre le proprie iniziative, tra i paesaggi dell’Appennino, le residenze storiche e le piazze nelle province di Piacenza, Parma, Reggio Emilia e Modena, promuovendone potenzialità e suggestioni artistiche.

Riqualificare e valorizzare

Sul territorio piacentino è l’ex chiesa delle Benedettine ad offrire uno scenario di grande pregio architettonico, la cui forma imponente richiama gli schemi cinquecenteschi grazie all’elegante facciata e alla maestosa cupola, tra le più alte in Europa. Per rendere possibile l’evento, si è reso necessario un intervento di messa in sicurezza e bonifica ambientale finanziato dall’Agenzia del Demanio, funzionale ad avviare il processo di riqualificazione e valorizzazione del prestigioso compendio, con il coinvolgimento del Politecnico nel ruolo di stazione appaltante.

L’ateneo milanese, insieme all’Università Cattolica, è infatti partner dell’Agenzia del Demanio e del Comune nello sviluppo di un progetto di rigenerazione urbana da 1,5 milioni di euro che ne prevede, nel medio termine la trasformazione in uno spazio creativo, puntando alla gestione efficace e sostenibile del patrimonio immobiliare dello Stato attraverso il coinvolgimento della collettività, fondamentale per garantire il pieno utilizzo della struttura e vederne riconosciuta appieno la valenza storica, culturale e sociale.

Tarasconi: bellezza da condividere

“Offrire l’opportunità di scoprire e condividere la bellezza di un luogo a lungo chiuso al pubblico è il primo passo perché la città torni a sentirlo proprio, ad amarlo e prendersene cura come bene comune da tutelare e vivere al tempo stesso”, afferma il sindaco Katia Tarasconi. “Ringrazio l’Agenzia del Demanio, con cui abbiamo intrapreso e consolidato una collaborazione di fondamentale importanza per il patrimonio del nostro territorio, unitamente a tutte le realtà che hanno reso possibile questo evento speciale, che rappresenta non solo un appuntamento culturale di alto profilo ma è simbolo dell’impegno congiunto per dare nuova vita a uno dei tanti, preziosi tesori che Piacenza custodisce”.

Un po’ di storia

Con la sua pianta centrale a croce greca – tipica dell’epoca rinascimentale e sormontata da un tamburo ottagonale su cui si erge la cupola, ornata da una torretta a lanterna – l’ex chiesa delle Benedettine ha una superficie di circa 1.000 metri quadrati ed è stata sottoposta a una serie di restauri conservativi alla fine degli anni ’90, ad opera della Soprintendenza. Situata nell’omonima via, fu edificata tra il 1677 e il 1681 per volere del Duca Ranuccio II Farnese, a seguito di un voto fatto per la guarigione della moglie Margherita d’Este, contestualmente al convento delle Benedettine in cui l’ordine religioso si insediò nel 1681, anno di consacrazione del complesso progettato dall’architetto di corte Domenico Valmagini. Nel 1810 venne chiuso il convento al posto del quale, in epoca successiva, furono costruite le caserme (oggi dismesse) Pietro Cella e Vittorio Alfieri, attualmente di proprietà di Cassa Depositi e Prestiti.

Edificio misterioso

Come sottolinea Francesca Rossi Del Monte, “si tratta di un edificio misterioso, oggi dall’aspetto distopico, che ha attraversato quattro secoli subendo diverse destinazioni d’uso: da deposito bellico a falegnameria. Lo scenario ideale, con i suoi rimandi secenteschi, per indagare il tema del narcisismo nella sua forma musicale più frequentata, aulica e aderente al mito, attraverso il confronto tra le due magnifiche composizioni, di raro ascolto, che ci permetteranno di onorare gli anniversari importanti di Alessandro e Domenico Scarlatti”.

Il tema portante della fragilità umana, del disagio psichico o psichiatrico – sino alle estreme e più violente derive – scelto come filo conduttore per questa edizione di “Fa_re Spazio”, ha radici millenarie ma è di stringente e drammatica attualità. Oltre all’appuntamento di Piacenza sarà declinato il 14 settembre nel reading-concerto “Io sono il potere” alla Rocca Sanvitale di Sala Baganza e il 21 all’Aranciaia del Museo Mupac di Colorno con la rappresentazione di “Ophélia”. Tutti gli eventi, conclude la nota, sono inseriti nel cartellone di “Montagna mia. I Festival dell’Appennino in Emilia Romagna”.

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