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Affitti brevi: le novità del Governo e le critiche di Confedilizia

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Affitti brevi: evitare evasioni fiscali o elusioni. Così arrivano il codice identificativo e l’iscrizione a una banca dati presso l’Agenzia delle Entrate. Le novità, contenute negli emendamenti dei relatori al decreto crescita Giulio Centemero (Lega) e Raphael Raduzzi (5 Stelle), però destano le forti perplessità di Confedilizia. Ma andiamo con ordine e vediamo cosa prevedono le modifiche in discussione alla Commissione finanze della Camera.

Affitti brevi: cosa cambia

Chi mette in locazione la propria casa dovrà munirsi di un codice alfanumerico che sarà registrato in un’apposita banca dati; attraverso il codice identificativo potrà essere individuato sulle piattaforme di intermediazione. Una novità che non piace ai colossi del settore, perché non vogliono farsi carico del processo di tracciamento.

È previsto che la trasmissione dei dati si svolga in modalità sicura all’Agenzia delle entrate. Dati che saranno verificati in relazione ai corretti adempimenti fiscali. Sono previste sanzioni tra i 500 e i 5mila euro; scattano nel caso non si provveda all’obbligo di pubblicazione delle comunicazioni e della promozione del codice identificativo.

Parola di ministro

“Finalmente grazie al nostro lavoro anche l’Italia si dota di un fondamentale strumento che consentirà di migliorare l’offerta turistica” ha commentato, Gian Marco Centinaio, ministro delle Politiche agricole alimentari, forestali e del turismo.

“Il codice identificativo e l’iscrizione a una banca dati presso l’Agenzia delle Entrate per gli affitti brevi, e le locazioni presso strutture ricettive, consentirà di evitare eventuali evasioni fiscali o elusioni”.  Senza dimenticare, sottolinea Centinaio, che “il nostro obiettivo era arrivare all’approvazione entro l’estate. Ce lo chiedeva tutto il mondo del turismo. Un settore molto importante per il nostro Paese. Con l’impegno di tutti abbiamo raggiunto un risultato importante”.

Affitti brevi: il no di Confedilizia

Di tutt’altro avviso il presidente di Confedilizia Giorgio Spaziani Testa: “L’emendamento al decreto crescita in materia di affitti brevi desta forti perplessità”. Come mai? “Dato che in Italia non esiste la categoria degli ‘immobili destinati alle locazioni brevi’, la norma impone di fatto un ennesimo adempimento a carico di circa 32 milioni di abitazioni”.
Per Spaziani Testa infatti “ciascuna di esse può essere in ogni momento destinata, fra l’altro, alla locazione breve, per specifiche esigenze transitorie degli inquilini, siano essi lavoratori, studenti, familiari di persone degenti in ospedale, turisti”.

Norma da cambiare

Ce n’è abbastanza per chiedere all’esecutivo di modificare l’emendamento sugli affitti brevi. “Poiché non riteniamo che il Governo abbia queste intenzioni, auspichiamo che possa rimettere mano al testo presentato”, prosegue la nota del presidente della storica organizzazione dei proprietari di case.

“Se l’obiettivo è quello di accrescere il controllo sulle locazioni brevi, ricordiamo anzitutto che – per effetto del decreto Salvini in materia di sicurezza – coloro che locano (o sublocano) un immobile anche per un solo giorno, sono tenuti, entro 24 ore, a dare comunicazione dei dati degli ospiti alle Questure, pena l’arresto fino a 3 mesi o l’ammenda fino a 206 euro”.

Ma c’è di più. “In precedenza, con il decreto-legge 50 del 2017, si era previsto l’obbligo di comunicazione all’Agenzia delle entrate – da parte degli agenti immobiliari e dei portali online – dei dati relativi ai contratti di locazione breve che vengono conclusi con il loro intervento; nonché, qualora gli stessi incassino i canoni o intervengano nel pagamento, l’obbligo di effettuare una ritenuta d’acconto”.

Affitti brevi: basta sospetti

Insomma, per Spaziani Testa adempimenti e sanzioni sono già molti e rilevanti. “Dovrebbero, anzi, essere semplificati e armonizzati. Ma per far questo bisognerebbe smetterla di guardare agli affitti brevi con sospetto e coglierne invece le mille implicazioni positive per l’economia italiana, compresa la rinascita dei nostri borghi abbandonati (oltre a rappresentare un aiuto per i proprietari gravati dalla patrimoniale Imu/Tasi da 21 miliardi di euro l’anno)”.

1 commento

  1. Va benissimo il codice unico per evitare elusioni ed evasioni. La mia domanda al ministro Centenaro e alla Lega di Salvini è però la seguente.
    La Lega vuole cambiare il sistema fiscale italiano progressivamente, introducendo una flat tax al 15%. Non sarà facile ridurre le tasse attuali, ma ci sta provando. Ma perchè non comincia ad introdurre la flat tax al 15% per le nuove tasse, come quella prevista per gli “affitti brevi”? Perchè invece il ministro Centenaro propone una nuova tassa al 21% come la cedolare secca, che poi magari dovrà diventare oggetto di una sua battaglia politica per allinearla alla flat tax al 15%. Non farebbe prima e meglio partire direttamente con una cedolare secca al 15%, aprendo la strada per il futuro riordino fiscale italiano?

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