Home Attualità

Lega: prossima fermata Emilia-Romagna, Pd permettendo

lega-prossima-fermata-emilia-romagna-pd-permettendo
Matteo Salvini e Nicola Zingaretti

Alla Lega adesso manca solo l’Emilia-Romagna per chiudere il cerchio. E cioè per governare in tutte le regioni del nord del Paese.
Le premesse, dopo i ballottaggi amministrativi, fanno ben sperare Matteo Salvini per le regionali d’autunno. Ferrara e Forlì, storiche roccaforti rosse, sono cadute sotto i colpi del Carroccio. La prima, addirittura dal 1946 non conosceva un’amministrazione comunale diversa dalla sinistra. E chissà come l’ha presa un ferrarese doc come l’ex ministro Franceschini, che di sicuro mastica amaro per la vittoria di Alan Fabbri. Altre roccaforti emiliano-romagnole invece hanno resistito: Modena (al primo turno), Reggio Emilia e Cesena sono rimaste al Pd.

Emilia-Romagna: Lega dilagante

A Zingaretti però non bastano queste conferme per dormire sonni tranquilli, tutt’altro. Il segretario del Pd ha visto anche altri dati usciti dalle urne euro-amministrative, che se confermati alle elezioni regionali di fine anno potrebbero avere effetti pesantissimi per il suo partito.

In Emilia-Romagna la Lega è già la prima forza politica con il 33,8% dei consensi e il Pd è sotto di due punti e mezzo. In particolare, come segnala anche linkiesta.it, il Carroccio domina nelle province di Piacenza e Ferrara con oltre il 40% dei suffragi; supera comunque i Dem a Parma, Modena, Cesena, Forlì e Rimini, e cede la maggioranza al Pd solo nelle piazze di Bologna, Reggio e Ravenna.

La sfida delle sfide

L’Emilia-Romagna sarà dunque il principale terreno di sfida tra Zingaretti e Salvini da qui all’autunno se non si va a elezioni anticipate. Vincendo a Bologna, il primo si appunterebbe una medaglia soprattutto di grande valore psicologico sull’elettorato non solo della regione rossa per antonomasia: il Pd batte la Lega e torna un’alternativa davvero credibile al Carroccio per la guida del Paese.

D’altro canto, una sconfitta di questa portata per Salvini sarebbe la prima vera battuta d’arresto dal 4 marzo 2018. Un tassello mancante tra le regioni del nord che potrebbe aprire diverse crepe nella marcia leghista alla conquista del Paese, se il leader di via Bellerio scegliesse di evitare le elezioni anticipate prima del voto in Emilia-Romagna, puntando ad andare all’incasso su scala nazionale nel 2020, dopo la conquista anche di questa regione. Diversamente, dopo una vittoria, per lui tutto sarebbe più facile.

Il nome giusto

Zingaretti in questa partita però ha un vantaggio, un candidato forte come il governatore uscente Stefano Bonaccini: sul piano personale gode di ampi consensi, superiori al 60%. Al di là dei programmi, molto dipenderà dunque dal nome che Salvini sceglierà per la candidatura alla presidenza dell’Emilia-Romagna da opporre a Bonaccini.
Trovare lo Zaia della situazione non sarà facile; ma se Salvini ci riuscirà, alla fine dell’anno la bandiera leghista potrebbe davvero sventolare sul palazzo della Regione nel cielo di Bologna.

 

 

LASCIA UN COMMENTO

Please enter your comment!
Please enter your name here

Questo sito usa Akismet per ridurre lo spam. Scopri come i tuoi dati vengono elaborati.