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Fondazione Ronconi Prati: svelate le ultime volontà della presidente Donatella Ronconi

Donatella Ronconi (foto di Alessandro Bersani)

Fondazione Ronconi Prati: avviata la successione ereditaria della presidente Donatella Ronconi, scomparsa a Piacenza lo scorso 22 gennaio. Dodici giorni dopo, il 3 febbraio, sono state rese note le sue ultime volontà. Constano di due schede testamentarie olografe, scritte dalla presidente in momenti diversi, come spiega l’atto pubblicato dal notaio Carlo Brunetti.

Tutto alla Fondazione

La prima scheda testamentaria è datata 22 marzo 2021. Donatella Ronconi scrive di suo pugno e lascia alla Fondazione che porta il suo nome e quello della figlia Enrica tutti i beni immobili di sua proprietà, siti in Italia e all’estero; nelle casse della Fondazione vanno anche tutti i suoi beni mobili, nessuno escluso, costituiti da conti correnti e di deposito, partecipazioni finanziarie sotto qualsiasi forma, in società o fondi.

Miglioli esecutore

Poi Donatella Ronconi nomina suo esecutore testamentario l’amico Alessandro Miglioli, noto avvocato piacentino, attualmente alla guida della Fondazione Ronconi Prati e del Gruppo Libertà, e all’epoca vice della presidente scomparsa. A Miglioli viene dato l’incarico di trasferire i beni alla Fondazione e gli viene attribuita la facoltà, nel caso fosse necessario, di nominare un suo sostituto; qualora non fosse in grado di farlo, al suo posto Donatella Ronconi nomina un ulteriore esecutore testamentario nella persona della figlia, Marta Miglioli, anch’essa avvocato.

Richieste precise

Sempre nella prima scheda testamentaria, Donatella Ronconi fa anche richieste precise. La presidente desidera infatti che la Fondazione gestisca e incrementi adeguatamente anche il Museo della Stampa di Libertà, Telelibertà e Libertaonline, il teatro delle Rotative e tutti gli spazi collaterali per laboratori, mostre e seminari. In più, la Fondazione dovrà allestire e mantenere l’appartamento al 3° piano di via Benedettine 66 come museo, con tutti i suoi beni personali e della figlia Enrica, e quindi i quadri, le sculture, le biblioteche, le varie collezioni che dovranno essere organizzate in modo adeguato.

Il secondo passaggio

Quasi un anno dopo, ecco la seconda scheda testamentaria, datata 9 febbraio 2022. Donatella Ronconi, sempre di suo pugno, la scrive naturalmente in riferimento alla prima. E fa una precisazione importante. Decide infatti che le azioni delle società Editoriale Libertà, Altrimedia (la concessionaria di pubblicità) e Telibertà già donate e che donerà alla Fondazione devono considerarsi patrimonio indisponibile della stessa, e quindi non sono alienabili. Tutti gli altri beni, mobili e immobili, devono invece considerarsi patrimonio disponibile, utilizzabile perciò, all’occorrenza, per il perseguimento degli scopi della Fondazione.

Risorse utilissime

Dopo questo generoso lascito ereditario della sua storica presidente, il patrimonio della Fondazione Ronconi Prati, che grazie a lei supera già 35 milioni euro, secondo fonti vicine a via Benedettine potrebbe quantomeno approssimarsi ai 50 milioni. Una bella iniezione di risorse, insomma. Utilissime per chi opera sul mercato dell’informazione che vive una crisi sempre più difficile, coinvolgendo sia le testate nazionali sia quelle locali, come riportano i dati Ads. E che pure il quotidiano Libertà subisce senza scampo, con un calo delle vendite in edicola scese a gennaio sotto le diecimila copie giornaliere.

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Giovanni Volpi, giornalista professionista, è il direttore del Mio Giornale.net. Ha iniziato al Sole-24 Ore nel 1993. Dieci anni dopo è passato in Mondadori, a Tv Sorrisi e Canzoni, dove ha ricoperto anche il ruolo di vicedirettore. Ha diretto Guida Tv, TelePiù e 2Tv; sempre in Mondadori è stato vicedirettore di Grazia. Ha collaborato con il Gruppo Espresso come consulente editoriale e giornalistico dei quotidiani locali Finegil.

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