Piacenza

Il sindaco Gandolfi accusa l’Ausl: a Fiorenzuola sanità in stato deplorevole

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Romeo Gandolfi attacca frontalmente l’Ausl di Piacenza e il suo direttore generale, l’ingegner Luca Baldino. Non si sono ancora spenti i riflettori sulla sanità piacentina per la visita in pompa magna del generale Figliuolo, che scoppia il caso Fiorenzuola.

Cos’è successo? Che Gandolfi, sindaco uscente del capoluogo della Val d’Arda, ha reso pubblica una durissima nota del 31 agosto scorso indirizzata al top manager dell’Azienda sanitaria, alla presidente della Provincia Patrizia Barbieri, e alla presidente della Conferenza sociosanitaria Lucia Fontana.

Nella lettera il primo cittadino fa un ritratto allarmante di diversi servizi sanitari territoriali e segnala una forte preoccupazione sul futuro del polo ospedaliero della Val d’Arda. Di conseguenza chiede a Baldino “un chiarimento tempestivo scritto e un incontro nelle sedi opportune per definire i provvedimenti risolutivi rispetto alle criticità segnalate”. Lasciando presagire tra le righe che in mancanza di risposte concrete, l’Amministrazione potrebbe compiere ulteriori passi in altre sedi.

Una mossa elettorale? 

Qualcuno dirà: mossa scontata, siamo in campagna elettorale. A Fiorenzuola infatti si vota il 3 e 4 ottobre. E Gandolfi si ripresenta con la lista di centrodestra SiAmo Fiorenzuola (Lega, Fratelli d’Italia e Forza Italia). A sbarrargli il passo c’è la candidatura di Dario Marini Ricci con la lista civica di centrosinistra Cambiamo Fiorenzuola (Pd, Sinistra per Fiorenzuola, Articolo1 ed ex 5 Stelle ora Alternativa Emilia).

Quindi la nota di Gandolfi può essere vista come una mossa strategica della serie la miglior difesa è l’attacco. Forse il sindaco punta anche a coprirsi il fianco, anticipando le critiche alla sua amministrazione per l’aver tollerato fin troppo una deriva che ha portato l’erogazione di diverse prestazioni sanitarie a Fiorenzuola in condizioni che lui stesso definisce deplorevoli. Discorso simile per i forti dubbi espressi sul polo ospedaliero della Val d’Arda. Un polo che dovrebbe essere al centro del Distretto sanitario di levante, che conta più di un terzo della popolazione provinciale (oltre 100mila abitanti su 286mila).

D’altro canto, nella sua nota il sindaco uscente critica non solo la gestione dell’Ausl piacentina, ma in generale quella di tutta la sanità pubblica voluta negli ultimi anni dalla Regione, guidata dal governatore Bonaccini con una maggioranza composta dal Pd e altre forze di centrosinistra. In definitiva, ricordando a tutti chi tira le fila della sanità in Emilia-Romagna e quindi anche a Fiorenzuola.

Situazione allarmante

Detto delle interpretazioni in chiave elettorale, che comunque non sminuiscono la preoccupante situazione sanitaria già denunciata un anno fa, passiamo ai fatti elencati nella nota di Gandolfi. Il sindaco scrive di reiterate segnalazioni e di reclami dei cittadini di Fiorenzuola. Assicura di aver verificato e denuncia criticità e incongruenze come:

  • la soppressione di alcune prestazioni (chirurgia vascolare e indagini endoscopiche);
  • la forte limitazione e il contingentamento delle prestazioni in sede ospedaliera (dermatologia e cardiologia);
  • la delocalizzazione di alcune prestazioni ambulatoriali: a Fiorenzuola non è possibile fare una visita oculistica, con i cittadini che si devono recare a Podenzano (24 km) o a Bettola (40 km) per cui la gran parte rinuncia;
  • le visite specialistiche in ginecologia, nefrologia, reumatologia, hanno una lista d’attesa di sei mesi: prenotate a fine agosto, le prestazioni sono state fissate a febbraio 2022.

Come si spiega tutto ciò? Ancora colpa del Covid? Mancanza o carenza di personale? Improvvisazione o superficialità organizzativa? Per il sindaco uscente del secondo Comune della provincia, comunque sia, la situazione è diventata inaccettabile. E ricorda come l’erogazione dei servizi sanitari ai cittadini in tempi appropriati e in località facilmente raggiungibili rispetto alle patologie e alle necessità di cura, rappresenti una componente strutturale del Livelli essenziali di assistenza (Lea) garantiti dalla legge.

Quale ospedale?

A questo quadro negativo della medicina territoriale, Gandolfi aggiunge le forti preoccupazioni della sua amministrazione sull’ospedale di Fiorenzuola. Secondo il sindaco, a un mese e mezzo dall’inaugurazione del Blocco B – da allora rinominato “Polo riabilitativo Emilia Nord” e costato oltre 11,5 milioni di euro – permangono le incertezze. In sostanza, mancano informazioni aggiornate sui programmi dell’Ausl in merito a diversi aspetti del presidio ospedaliero della Val d’Arda.

Per esempio: quando riaprirà il Pronto soccorso, e con quale personale e dotazioni? Quando saranno attivati i 15 posti letto previsti nel reparto di Medicina? E nel Blocco B, quando partiranno le attività previste al terzo piano, indispensabili per rendere il polo di riabilitazione effettivamente attrattivo?

Annunci e fatti

Gandolfi infine critica l’attendismo dell’Ausl. E disapprova gli annunci dell’Azienda sanitaria che poi non hanno riscontro nei fatti. Dopo il flagello del Covid, a maggior ragione fanno crescere ansia e timori. Per il sindaco uscente è un atteggiamento che peggiora solo una situazione da affrontare al più presto per tutelare la salute dei cittadini di Fiorenzuola e della Val d’Arda.

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Giovanni Volpi, giornalista professionista, è il direttore del Mio Giornale.net. Ha iniziato al Sole-24 Ore nel 1993. Dieci anni dopo è passato in Mondadori, a Tv Sorrisi e Canzoni, dove ha ricoperto anche il ruolo di vicedirettore. Ha diretto Guida Tv, TelePiù e 2Tv; sempre in Mondadori è stato vicedirettore di Grazia. Ha collaborato con il Gruppo Espresso come consulente editoriale e giornalistico dei quotidiani locali Finegil.

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